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FRANCESCO DE GREGORI ft. GnuQuartet + Gaga Symphony Orchestra – Live @ Arena di Verona, 20-9-2019

FRANCESCO DE GREGORI ft. GnuQuartet + Gaga Symphony Orchestra – Live @ Arena di Verona, 20-9-2019

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L’unica cosa che non funziona nella magica serata che ci aspetta all’Arena di Verona è il clima, l’improvviso calo termico porta la temperatura a livelli autunnali, ma non rovina la splendida cornice dell’evento. Un concerto che va ben oltre i classici cui siamo abituati, il palco dell’Arena è invaso da musicisti, ma andiamo per ordine. A fare da opening c’è il sempre bravissimo Francesco Tricarico che presenta in anteprima assoluta il suo nuovo singolo “A Milano non c’è il mare” prodotto da Vittorio Corbisiero per Artist First e che vede la partecipazione straordinaria proprio del ‘Principe’. Il set di Tricarico sciorina la solita classe e bravura interpretativa dell’artista raccogliendo applausi a scena aperta, più che meritati aggiungendo alla new entry altri quattro classici del suo repertorio, Io sono FrancescoMusicaAbbracciami fortissimo e Vita tranquilla.

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Come dicevo non solo l’Arena è sold-out in ogni ordine di posto, ma anche il palco segue lo stesso trend, con la presenza dei quaranta orchestrali della Gaga Symphony Orchestra diretta dall’esuberante e straordinario Direttore di Orchestra Simone Tonin, oltre al quartetto dello GnuQuartet (Raffaele Rebaudengo alla viola, Francesca Rapetti al flauto, Roberto Izzo al violino e Stefano Cabrera al violoncello) e alla band storica del grande cantautore italiano composta da Guido Guglielminetti al basso, Carlo Gaudiello al pianoforte, Paolo Giovenchi alle chitarre, Alessandro Valle alla pedal steel guitar e al mandolino e Simone Talone alle percussioni, e le coriste Vanda Rapisardi e Francesca La Colla.

Difficile descrivere l’empatia, l’emozione, la forza di questo concerto, si inizia con la Gaga Orchestra che apre con un solo che infuoca subito l’Arena, un Simone Tonin quanto mai disteso e ispirato che riuscirà anche a dirigere il pubblico nel prosieguo della serata, facendo ballare tutti al ritmo tex-mex de Il guanto. Togliendosi anche il vezzo di cedere la bacchetta proprio a De Gregori in alcuni passaggi, ma i momenti particolari della serata sono molteplici. Restano nei ricordi i cellulari accesi da alcuni strumentali della Gaga che danno il la alla trasformazione dell’Arena in una rutilante festa di torce, l’apparizione di Elisa, scalza e quindi ancora più minuta a fianco del Principe, ma grandissima quando intona con lui Quelli che restano, per poi riapparire in apertura del bis esibendosi nella cover di The King Can’t Help Falling in Love.

Parlare delle canzoni di Francesco De Gregori, descrivere per l’ennesima volta quanto sia emozionante La donna cannone, travolgente il ritmo di Vai in Africa, Celestino!, la sognante delicatezza di Alice, diventa un mero esercizio fine a sé stesso. Ma le differenze in questo tour sono tante, la tradizionale riservatezza di De Gregori sul palco, lui stesso ricorda sempre che spiegare le canzoni prima di interpretarle non è cosa che ama fare, ma il tour Greatest Hits Live è una condivisione condominiale. Il cantante ha dovuto riarrangiare, vestire di nuovi abiti le sue canzoni per adattarle all’orchestra, cosa già fatta da altri grandi artisti come lui stesso ha ricordato in alcune interviste. Sicuramente si sarà divertito, ma se no siamo di fronte ad una svolta epocale come la rivoluzione elettrica di Bob Dylan in Highway 61 Revisited, sicuramente è qualcosa di nuovo, e alla resa dei fatti dobbiamo dire un vero successo. Altrettanto adattamento ha dovuto fare Simone Tonin con la sua Gaga Symphony Orchestra, adattarsi in questo caso a fare da compagno al protagonista, integrandosi oltretutto con la band del Principe e il GnuQuartet, la sola idea della complessità richiesta fa paura, ma anche qui il risultato è premiante oltre ogni più rosea aspettativa. La grandezza del suono orchestrale si accoppia in maniera magistrale alle canzoni di De Gregori, la ricchezza del suono, l’entusiasmo del giovane ensemble diretto da Simone Tonin, si fonde con l’esperienza della band storica e la severa professionalità del GnuQuartet, e le canzoni del Principe, nate minimali e fondate su testi poetici più che su suoni esaltanti, riescono a superare il limite della perfezione. Un tour che va a conclusione, ma cui possiamo solo augurare un degno prolungamento futuro.

MAURIZIO DONINI

Credits: si ringrazia Parole e Dintorni e Friends and Partners per la gentilissima disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.

Setlist
O Venezia che sei la più bella (solo orchestra)
Generale
Il cuoco di Salò
La storia
Pablo
Guarda che non sono io
La leva calcistica della classe ’68
Un guanto
Sempre e per sempre
Bufalo Bill
Santa Lucia
Alice
Quelli che restano (with Elisa)
La donna cannone
Vai in Africa, Celestino!
Pezzi di vetro
L’abbigliamento di un fuochista
Titanic
Encore:
Can’t Help Falling in Love (Elvis Presley cover) (with Elisa)
Buonanotte fiorellino
Rimmel

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