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LA GRANDE STORIA DEL ROCK part 2 @ Istituto AFM, Alchemica Music Club Bologna 30-4-2017

LA GRANDE STORIA DEL ROCK part 2 @ Istituto AFM, Alchemica Music Club Bologna 30-4-2017

Dopo il successo della prima parte ( QUI il report) finalmente si entra nel vivo della vera e
propria storia delle leggende del rock del secolo appena finito, partendo da colui che il rock
come lo conosciamo ora l’ha proprio inventato.
Nato nel 1935, ha iniziato la sua carriera con una chitarra da 12 dollari che la madre gli
regalò da bimbo, per finire circondato dall’affetto di centinaia di migliaia di fans che piansero
la sua morte per aritmia cardiaca nel 1977; lui è Elvis “The Pelvis” da Memphis, cantante,
attore, sex symbol e icona della musica rock dagli anni ‘50 fino ad oggi.
Alla fine di questo decennio qualcosa si smuove dall’altra sponda dell’Atlantico: da Liverpool
arrivano i Beatles , con il loro taglio di capelli particolare e le sonorità che dal rock hanno
dato vita alla musica pop contemporanea. Ma anche la loro storia è destinata a finire, prima
con lo scioglimento avvenuto nel 1970, poi con l’omicidio di John Lennon nel dicembre 1980
commesso da un suo fan con evidenti problemi psichiatrici. E’ la fine di un’epoca, ma la
rivoluzione appena iniziata non accennerà per niente ad esaurirsi..
Contemporaneamente al pop britannico dei Beatles, in America si forma la stella del più
grande chitarrista al mondo: incrocio di sangue messicano, nero e Cherokee, Jimi Hendrix
è uno dei pochi bluesman/rocker di colore a riuscire ad ottenere successo planetario,
conquistando la massa di ascoltatori bianchi e riscattando una giovinezza fatta di povertà e
discriminazioni razziali.
Jimi regala al pubblico di Woodstock una performance stellare, con l’indimenticabile inno
americano distorto e interpretato dal chitarrista in una versione politicizzata mirata a
denunciare le violenze della guerra in Vietnam; purtroppo l’artista si esibì in chiusura del
festival, con molto ritardo rispetto agli orari prestabiliti, e la maggior parte del pubblico stava
già facendo le valigie per tornare a casa. Per fortuna ci rimangono le testimonianze video
dell’evento, che permettono ancora oggi di poter ammirare uno spettacolo indimenticabile,
due anni dopo lo show di Monterrey con chitarra infuocata ormai entrata nell’immaginario
collettivo.
Sempre negli anni ‘60 e sempre negli Stati Uniti, un nuovo gruppo destinato a entrare nella
storia si sta formando a Venice Beach, Los Angeles, dall’incontro tra un poeta e un
musicista all’università. Il poeta in questione è Jim Morrison, il musicista è il tastierista Ray
Manzarek, e la band sono i The Doors , fortemente influenzata dalla dissolutezza della vita
del cantante, spesso sotto effetto di alcool e stupefacenti. E sarà proprio la droga a
portarcelo via, a soli 27 anni.

Nel 1967 i Pink Floyd escono con il loro primo album, masterpiece di rock psichedelico
scritto quasi interamente dal loro leader Syd Barrett, che però a causa forse dell’uso
eccessivo di droghe e farmaci, inizia a dare segni di problemi psichici, inficiando spesso la
qualità delle sue esibizioni. A sostituirlo arriverà David Gilmour, ormai considerato una pietra
miliare mondiale insieme all’album del 1973 “The Dark Side Of The Moon”.
La musica che si era sviluppata tra gli anni ‘50 e ‘60 riceve uno scossone non indifferente
dall’uscita dei lavori dei Led Zeppelin , che pur rimanendo al di fuori del mercato
discografico di massa e dalla programmazione radiofonica, raggiungono un successo
mondiale rielaborando rock, blues e folk e suonando la loro musica con una carica ed
un’aggressività finora inedite. Solo per fare un esempio, “Stairway to heaven” non è mai
entrata in classifica!
Jimmy Page ha anche il merito di aver creato un forte immaginario legato all’occulto e
all’esoterismo fortemente legato alla band, ai loro testi e alle copertine. Acquistò il cottage
appartenuto ad Aleister Crowley, lo fece ridecorare da un artista con la simbologia satanista
e ha sparso nei testi infiniti riferimenti all’occulto, eroi mitologici e satanismo, che fece molto
scalpore nella società del tempo.
Anche il simbolo Zoso, ricavato da quattro simboli runici ognuno dei quali rappresentava un
membro della band, ha infiniti significati ed è legato agli scritti di Crowley.
La favola all’inizio degli anni ‘80 si interrompe però bruscamente, con la morte di John
Bonham soffocato dal vomito causato dal troppo alcool, tre anni dopo la morte del figlio di
Plant.

Nello stesso periodo Deep Purple e Black Sabbath stavano rivoluzionando ancora il genere,
inserendo sperimentazioni e tecnica i primi, e creando probabilmente il metal i secondi… ma
questa è un’altra storia, che probabilmente continuerà nella terza parte del workshop, che
spero sarà programmata a breve.

ALESSANDRA MERLIN
 
Credits: si ringrazia Istituto AFM per la gentilissima disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.
 
https://www.afmbologna.it