BEATRICE ROSA – Intervista alla cantautrice e compositrice
In occasione del disco di debutto “Sinfonia di un Sogno” (Ultra Sound Records), ho avuto il piacere di intervistare Beatrice Rosa, giovane e promettente cantautrice e compositrice jazz. Il lavoro, composto da cinque brani inediti che spaziano dal jazz al cantautorato, e da due cover, racchiude il senso musicale di Beatrice, esprimendo una delicata poetica soggettiva e toccando, con garbo e concretezza, tematiche sociali di forte attualità, quali il ruolo delle donne, il rispetto, la libertà personale ed espressiva.
Beatrice Rosa ha una formazione musicale di 12 anni con diploma al Liceo Musicale e laurea in Conservatorio con 110 e lode come cantante jazz. In Conservatorio ha conseguito 4 borse di studio per il percorso meritevole, di cui una per vincita di concorso con brano inedito. Ha avuto modo di sperimentare vari stili e vari generi musicali; dalla musica pop, a quella classica, a quella jazz, con approfonditi studi di tecnica vocale e con studi di pianoforte classico, jazz e pop.
Ciao e benvenuta su Tuttorock, “Sinfonia di un Sogno” è il tuo disco di debutto da me molto apprezzato, ti chiedo subito che riscontri stai avendo.
Ciao! Sono felice che hai molto apprezzato il disco! Devo dirti che sto avendo dei riscontri molto positivi! La cosa più bella, è che viene definito come un disco non solo per intenditori di jazz; questo perché è estremamente contaminato con il cantautorato, il blues e il funk; ha molto poco del jazz tradizionale. Il mio obiettivo infatti era arrivare non solo agli intenditori. Ci sto riuscendo e la cosa mi riempie di gioia.
I tuoi brani nascono da una parola, da una nota di pianoforte, da una melodia che si insinua nella tua mente o ognuno di esso ha una sua personale genesi?
I miei brani nascono da una melodia che si insinua nella mia mente, abbinata al testo. Sono nati tutti così, molto all’improvviso, senza che li aspettassi. Pensa, il primo che ho scritto, Sinfonia di un Sogno, mi arrivò mentre ero in spiaggia. Ero in Abruzzo, a Pineto, bellissima cittadina. Qualche giorno prima ero andata a sentire Sergio Cammariere in concerto e ne rimasi incantata. L’amore che mette nelle sue canzoni mi avvolge sempre l’anima. Qualche giorno, in spiaggia, guardavo mia madre prendere il sole e improvvisamente arrivarono le prime note con le prime parole. Molto d’istinto presi il telefono e cominciai a registrare tutto quello che mi veniva in mente. Da quel momento non mi fermai più e cominciai a scrivere tutto gli altri brani.
Che emozioni hai provato quando hai ascoltato il tuo disco per la prima volta?
Sono stata davvero soddisfatta e contenta di tutto il lavoro; non potevo credere di aver realizzato quello che sognavo dal 2022. È venuto come lo volevo; Sapere di avere la mia musica in un disco mi ha davvero emozionata.
C’è anche un brano dedicato a Giulia Cecchettin, protagonista purtroppo di una storia che ha toccato tutti noi. Il tuo modo per dire stop agli amori malati?
Esattamente. Il mio modo per dire stop agli amori malati, ma non solo; è il mio modo per dire stop ai femminicidi, che sono l’atrocità di quest’epoca. Uccidere è un atto disumano, qualsiasi sia la causa; e sicuramente, morire perché si è deciso di non continuare una relazione lo rende un atto ancora più disumano. Con il brano Giulia di Cioccolata dunque, vorrei porre una domanda, in particolare per gli ascoltatori e per i lettori uomini: quante altre donne ancora dovranno morire prima che questo abominio dei femminicidi sparisca definitivamente?
Quando e come ti sei avvicinata alla musica?
Avevo 10 anni. Avevo appena iniziato la prima media. Alle elementari avevo fatto un corso di teatro che mi aveva appassionata molto; volevo continuarlo anche alle medie ma per ostacoli logistici non ho avuto modo. Nella mia scuola era partito un corso di canto; io non avevo mai pensato alla musica. Mia madre mi propose di provarlo comunque per continuare comunque a esprimermi nelle arti performative, dato che mi piaceva. Beh, da quel momento non ho più smesso e attualmente ne sto facendo un lavoro. L’anno dopo l’inizio del corso di canto vidi in televisione la cantautrice britannica Birdy che cantava un suo inedito e si accompagnava al pianoforte. Rimasi incantata dalla poesia di quello strumento; così, iniziai anche lo studio del pianoforte e dopo le medie, feci l’ammissione per entrare al Liceo Musicale come cantante. Da lì in poi il percorso fu totalmente in crescita.
Hai una lunga storia di formazione musicale alle spalle e tu stessa oggi insegni canto, pianoforte, teoria, solfeggio e armonia musicale. In un mondo in cui spopolano brani dai dubbi contenuti sia parlando di testi che di musiche, vedi ancora entusiasmo nei ragazzi che si approcciano alla musica studiandola e non improvvisandola?
Il problema dei ragazzi che oggi si approcciano alla musica è che non si rendono conto che pubblicando e facendo musica, si mandano dei messaggi alle persone. Questa è una cosa che purtroppo anche molti adulti non hanno capito. Nella musica trap ad esempio, anche quella molto commerciale, ho letto certi testi che inneggiano allo stupro di gruppo e che sviliscono la donna come individuo, o la relazione a due come nucleo sano. La cosa è raccapricciante. Certi artisti davvero famosi dovrebbero ricordarsi che molta della loro musica viene ascoltata tanto e certi generi, come la trap, vengono oggi molto ascoltati dai ragazzi e dai bambini; ovvio che leggendo certi testi, cosa potranno imparare? La musica, così come tutta l’arte; è un mezzo di comunicazione potente; e questo spesso viene sottovalutato. Parlando sempre della trap, anche le basi che vengono create, spesso sono ricche di poca inventiva, di standardizzazione; questo spesso avviene anche nel pop molto commerciale. I primi a stimolare i ragazzi alla ricerca personale tramite la musica siamo noi; e se quello che gli arriva sono contenuti senza ricerca, senza personalità, solo standard come un pacco di patatine qualunque comprato al supermercato, magari anche mal curato, non possiamo poi lamentarci di come certi ragazzi vedano la musica e l’arte. Sarebbe bello che i ragazzi che vogliono iniziare a studiare musica inizino a considerarla con molta più cura e i primi a insegnarglielo dobbiamo essere noi.
Quali sono i dieci dischi dai quali non ti separeresti mai?
Bellissima questa domanda! Beh sicuramente, parlando di musica italiana e di cantautorato rivisitato, ti direi Il Ballo della Vita e Teatro D’Ira dei Maneskin. Loro hanno proposto un cantautorato estremamente poetico contaminato con il rock che apprezzo moltissimo; i testi di Damiano poi sono davvero intrisi di verità e intensità. Parlando di jazz invece, ti direi Solitude di Billie Holiday; Billie è la prima cantante jazz che mi ha ispirata e incoraggiata ad essere sempre me stessa; e per questo la ringrazierò sempre. Il suo modo di interpretare è davvero unico e in questo disco lo sento tutto. Mainstream+ di Calcutta è un altro disco che divoro ogni volta. Calcutta mi ha ispirata moltissimo. I suoi arrangiamenti, i suoi testi, le sue melodie e la sua voce sono immensi; riesce ad arrivare ad un pubblico molto ampio senza essere scontato e mettendoci sempre la sua cifra personale; adoro anche il suo utilizzo dei Synth. Tornando al jazz, amo moltissimo due dischi di Chet Baker: Chet Baker Sings e Chet Baker Sings: It Could Happen To You. La voce di Chet non ha bisogno di estensioni vocali estreme; è una voce che arriva piano e rimane dentro. Ci ricorda che per arrivare all’anima delle persone spesso non serve “urlare”; a volte basta parlare piano, ma con intensità. Arriviamo poi ai mitici Incognito, gruppo jazz funk strepitoso e super all’avanguardia. Li ho ascoltati al Blue Note live recentemente; non riuscivo a stare seduta sulla sedia, dovevo ballare per forza. Il loro album del 1993 è strepitoso, contenente successi come Still a Friend of Mine o Deep Waters; non mi fa staccare le cuffie dalle orecchie. Gli arrangiamenti di Bluey, il leader, non smentiscono mai. Ti parlo ora di altri due dischi del cantautorato italiano: Se Stasera Sono Qui di Luigi Tenco e Emozioni di Battisti. Il modo di cantare di Tenco mi piace molto; ha un modo di vestire le melodie molto simile al canto jazz; sono composizioni melodiche che trovo compatibili ad un approccio jazzistico. Lucio Battisti invece, nel disco: Emozioni, ci regala una serie di successi unici come: Emozioni e Mi ritorni in mente, dove riesce a passare da un mood dolce nella strofa per poi nel ritornello aprire la melodia, riempiendo l’arrangiamento con strumenti vari ma senza perdere lo stesso livello di intensità emotiva della strofa. Le melodie e gli arrangiamenti di Battisti funzionano molto proprio per questo; variano, senza perdere il focus del significato emotivo del pezzo. Come decimo e ultimo disco, ma non per importanza, almeno per me, non posso non nominare il mio amato Sinfonia di un Sogno. Non è una scelta di ego ma di vera passione. Il disco che ho fatto mi piace molto; ha tanta varietà; mi soddisfa e lo ascolterei sempre.
A proposito di sogni, qual è il tuo più grande sogno artistico?
Mi piacerebbe arrivare a più persone possibili con la mia musica, con i valori che voglio esprimere attraverso le parole e le melodie. Con le mie canzoni voglio portare messaggi alle persone; messaggi di speranza, consapevolezza personale e globale. Fare del bene agli altri con la musica, la musica che mi piace; musica scritta da me, che possa essere spunto di riflessione
Hai qualche concerto in programma?
Il 22 maggio mi esibirò col mio gruppo a Palazzo Cordera a Sannazzaro in provincia di Pavia! Eseguiremo tutto il disco Sinfonia di un Sogno con anche delle cover che si ricollegano al disco per stile e messaggi. Non spoilero nulla! Venite e sentirete tutto dal vivo!
Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Sto già scrivendo nuova musica. Ho in mente un prossimo album. Non so ancora quando uscirà ma tenetevi pronti. Avrà uno stampo anche indie-funk. RIMANETE CONNESSI! 😊
Grazie per il tuo tempo, ti lascio piena libertà per chiudere l’intervista come preferisci.
Se siete romantici, avete voglia di un po’ di relax con spunti intensi e riflessivi o volete un po’ di pepe in tinte blues e funk, NON PERDETEVI SINFONIA DI UN SOGNO! FUORI SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI! Per seguirmi mi trovate su instagram al nome: beatrice.rosa.music, su TikTok al nome: beatrice.rosa.music, oppure su YouTube al nome: beatricerosamusic, dove sto pubblicando anche dei videoclip dell’album realizzati in studio di registrazione. STAY TUNED PER TANTISSIME NOVITA’! 😊
Grazie Marco per la bellissima intervista!
MARCO PRITONI
Sono nato ad Imola nel 1979, la musica ha iniziato a far parte della mia vita da subito, grazie ai miei genitori che ascoltavano veramente di tutto. Appassionato anche di sport (da spettatore, non da praticante), suono il piano, il basso e la chitarra, scrivo report e recensioni e faccio interviste ad artisti italiani ed internazionali per Tuttorock per cui ho iniziato a collaborare grazie ad un incontro fortuito con Maurizio Donini durante un concerto.




