ZUCCHERO “SUGAR” FORNACIARI @ Stadio Dall’Ara Bologna 6-7-2026
ZUCCHERO “Sugar” FORNACIARI “Baila (Sexy Thing) 25th tour” @ Stadio Dall’Ara, Bologna 6-7-2026
Ci sono concerti che sono semplicemente una tappa di un tour e concerti che assumono un significato diverso. Quello di Zucchero al Dall’Ara appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Bologna non è soltanto una delle date del “BAILA (Sexy Thing) 25th – Under the Moonlight Tour”, ma il ritorno davanti al pubblico della propria terra di un artista che da oltre quarant’anni ha costruito un ponte tra il blues americano e la sensibilità italiana. Ventiseimila persone riempiono lo stadio per accogliere Adelmo “Zucchero” Fornaciari, in una serata dove passato e presente convivono senza mai trasformarsi in semplice nostalgia. Il repertorio è quello di una carriera straordinaria, ma lo spirito è quello di un musicista ancora affamato, capace di salire sul palco con la stessa urgenza di sempre.
Ad accompagnarlo c’è una band di livello assoluto: Polo Jones alla direzione musicale e al basso, Kat Dyson, Mario Schilirò e la loro straordinaria capacità di dialogare con le chitarre, Peter Vettese tra Hammond, piano e synth, Adriano Molinari e Yissy Garcia a formare una sezione ritmica potente e precisa, insieme a Nicola Peruch, alla sezione fiati composta da James Thompson, Lazaro Amauri Oviedo Dilout e Carlos Minoso, e alle voci di Oma Jali e Keba Williams. Una formazione internazionale che non si limita ad accompagnare Zucchero, ma che diventa parte integrante del racconto musicale.
L’inizio dello spettacolo è affidato a “Oh, Doctor Jesus”, cover di Ella Fitzgerald, che introduce un concerto dove il blues non è soltanto un genere, ma una direzione artistica. Poi arriva “Spirito nel buio” e il palco si accende: al centro domina un grande sole scenografico, simbolo visivo della serata, mentre gli schermi restituiscono soprattutto immagini live dell’artista e dei musicisti, lasciando alla musica il ruolo principale. La prima parte del concerto è un viaggio attraverso le diverse anime di Zucchero: il groove di “Music in Me”, la magia sospesa de “Il mare impetuoso al tramonto salì sulla Luna e dietro una tendina di stelle…”, il blues ruvido di “Iruben Me”, fino a “Menta e rosmarino”, “Pane e sale” e “Partigiano reggiano”, brani nei quali emerge tutta la capacità dell’artista emiliano di mescolare radici americane, melodia italiana e una scrittura sempre riconoscibile.
Il concerto vive proprio di questo continuo alternarsi di atmosfere. Ci sono momenti potenti e trascinanti, come “Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall’Azione Cattolica”, con la band lanciata a pieno regime, e momenti più intimi e sognanti come “Dune mosse”, uno dei passaggi più suggestivi della serata, impreziosito dalla tromba di Lazaro Amauri Oviedo Dilout e da un’atmosfera sospesa. Uno dei momenti più coinvolgenti arriva con “Facile”, trasformata in un duetto straordinario tra Zucchero e Oma Jali. La cantante porta sul palco una presenza scenica e vocale impressionante, creando con Sugar un dialogo fatto di energia e complicità. È un momento nel quale emerge anche il grande valore delle coriste e dei musicisti che lo accompagnano: non semplici comprimari, ma protagonisti di uno spettacolo corale. Poi arriva “Baila (Sexy Thing)”, il brano che celebra i venticinque anni dalla sua pubblicazione e che ancora oggi conserva una forza incredibile. Il Dall’Ara si trasforma in una gigantesca pista da ballo: il pubblico canta, salta e muove le anche dall’inizio alla fine. È la dimostrazione di come una canzone nata un quarto di secolo fa possa ancora parlare a generazioni diverse con la stessa immediatezza.
Dopo tanta energia, Zucchero cambia completamente registro. Seduto al centro del palco con la chitarra acustica, crea uno dei momenti più intensi della serata. Il ritmo rallenta, il rapporto con il pubblico diventa più diretto e brani come “Un soffio caldo” e il successivo momento acustico con “Un piccolo aiuto”, “Occhi”, “Dindondio” e “Donne” assumono una dimensione quasi privata, come se lo stadio intero si trasformasse per qualche minuto in un piccolo club. La parte finale cresce nuovamente in intensità. “Miserere”, accompagnata dalle immagini di Luciano Pavarotti sugli schermi, rappresenta uno dei momenti più emozionanti del concerto, un omaggio rispettoso e sentito all’amico e compagno di una delle collaborazioni più importanti della carriera di Zucchero.
Dopo la presentazione della band arriva uno dei momenti più spettacolari della serata: il set affidato esclusivamente ai musicisti. “Disco Inferno”, “Jumpin’ Jack Flash” e “Honky Tonk Train Blues” diventano una festa nella festa. La band dimostra una versatilità impressionante, passando dal rock al funk e al blues con naturalezza, mentre Oma Jali e Keba Williams infiammano il palco con un’intesa vocale straordinaria. Il risultato è un Dall’Ara completamente coinvolto, con migliaia di persone in piedi a ballare.
Il ritorno di Zucchero porta con sé una sequenza finale di grandi emozioni: “Il volo”, “Diamante”, “Così celeste”, la travolgente “X colpa di chi?” e una potentissima “Diavolo in me” chiudono un concerto costruito con equilibrio perfetto tra anima e spettacolo. Il bis affidato a “Hey Man” è il saluto finale di una serata che ha attraversato quattro decenni di musica senza perdere freschezza.
C’è una frase che Zucchero ha spesso utilizzato per descrivere il proprio rapporto con la musica: “Chi non ama il blues ha un buco nell’anima”. Non è stata una frase pronunciata durante il concerto, ma rappresenta perfettamente la filosofia che da sempre accompagna il suo percorso artistico. E guardando il Dall’Ara pieno, caldo e partecipe, viene naturale pensare che quella sera di vuoti non ce ne fossero davvero. Solo musica, energia, emozione e una band straordinaria al servizio di un artista che continua a credere nel blues come linguaggio universale. Bologna ha cantato, ballato e ascoltato. E per una notte il blues ha trovato una delle sue case più accoglienti.
MAURIZIO DONINI
Photos by Francesco Prandoni
Credits: si ringrazia Parole e Dintorni per il gentilissimo invito, Friends & Partners, Studio’s Online, per la perfetta organizzazione dell’evento.
Setlist:
Oh, Doctor Jesus (Ella Fitzgerald cover)
Spirito nel buio
Music in Me
Il mare impetuoso al tramonto salì sulla Luna e dietro una tendina di stelle…
Iruben Me
Menta e rosmarino
Pane e sale
Partigiano reggiano
Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall’Azione Cattolica
Dune mosse
Scintille
Love Again
Blu
Facile
Vedo nero
Baila (Sexy Thing)
Un soffio caldo (seated)
Un piccolo aiuto (seated)
Occhi (seated)
Dindondio (seated)
Donne (seated)
Miserere (followed by band introduction)
Disco Inferno (The Trammps cover) (band only)
Jumpin’ Jack Flash (The Rolling Stones cover) (band only)
Honky Tonk Train Blues (Meade Lux Lewis cover) (band only)
Il volo
Diamante
Così celeste
X colpa di chi?
Diavolo in me
Encore:
Hey Man
Band:
Zucchero – voce
Polo Jones (musical director, basso)
Kat Dyson (chitarre, cori)
Peter Vettese (hammond, piano e synth)
Mario Schilirò (chitarre)
Adriano Molinari (batteria)
Nicola Peruch (tastiere)
Yissy Garcia (batteria e percussioni)
James Thompson (fiati, cori)
Lazaro Amauri Oviedo Dilout (fiati)
Carlos Minoso (fiati)
Oma Jali (backing vocals)
Keba Williams (backing vocals)
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CEO & Founder di TuttoRock - Supervisore Informatico, Redattore della sezione Europa in un quotidiano, Opinionist in vari blog, dopo varie esperienze in numerose webzine musicali, stanco dei recinti mentali e di genere, ho deciso di fondare un luogo ove riunire Musica, Arte, Cultura, Idee.











