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ZUCCHERO “SUGAR” FORNACIARI – Press room su BAILA (sexy thing) 25th

ZUCCHERO “SUGAR” FORNACIARI – Press room su BAILA (sexy thing) 25th

Per celebrare i 25 anni dalla sua uscita, è disponibile in edizione numerata limitata il vinile 10 pollici “Baila (Sexy Thing)” (https://zucchero.lnk.to/baila25vinyl) che contiene quattro versioni della celebre hit mondiale rimasterizzate da Pino “Pinaxa” Pischetola, che con il suo lavoro ha valorizzato ogni dettaglio e ogni sfumatura sonora rendendo il brano perfetto per essere ascoltato e ballato ancora oggi.

Zucchero a Bologna: San Siro nel 2027 e dieci date in più a Verona per i 40 anni di “Blues”
In conferenza stampa prima del concerto allo stadio Dall’Ara, l’artista annuncia nuove date e ripercorre aneddoti di una carriera internazionale, tra Miles Davis, Nelson Mandela e Freddie Mercury

Zucchero “Sugar” Fornaciari ha incontrato la stampa questo pomeriggio allo stadio Renato Dall’Ara di Bologna, tappa italiana del tour “Baila (Sexy Thing) 25th – Under the Moonlight”, che celebra i 25 anni dall’uscita dell’omonimo brano. Ad aprire l’incontro il produttore Ferdinando Salzano, che ha annunciato due novità destinate a segnare i prossimi anni dell’artista: il ritorno a San Siro il 10 giugno 2027 e dieci nuove date all’Arena di Verona, sia nel 2027 sia nel 2028, per celebrare i 40 anni dell’album “Blues”.

Il ritorno a San Siro

L’ultima data milanese di Zucchero risaliva al 4 luglio 2024. Il progetto iniziale prevedeva di lasciar passare qualche anno prima di tornare, ma il successo internazionale del tour dedicato a “Baila” ha cambiato i piani, spiega Salzano:

«Baila ci ha un po’ travolto, ha travolto anche tutte le date internazionali. Sono arrivate moltissime richieste di pubblico che chiedevano se San Siro sarebbe stata coinvolta nel tour, e allora abbiamo deciso di aggiungere questo gran finale.»

Verona e i 40 anni di “Blues”

Il 2027 segnerà anche il quarantesimo anniversario di “Blues”, l’album che nel 1987 vendette oltre un milione di copie in tempi rapidissimi e che Salzano definisce uno spartiacque nella carriera dell’artista e nella discografia nazionale. Per l’occasione sono state richieste dieci date all’Arena di Verona nel periodo del compleanno di Zucchero (25 settembre), con un’ulteriore decina di concerti previsti nel 2028.

Una carriera senza confini

Alla domanda sul suo essere, tra gli artisti italiani, quello dal profilo più internazionale, Zucchero ha ripercorso a ruota libera alcuni dei momenti più significativi della sua carriera: la chiamata di Brian May per il tributo a Freddie Mercury, la partecipazione a Woodstock, la collaborazione con Miles Davis, il concerto per Nelson Mandela allo stadio di Cape Town, l’aurora boreale vista insieme a Robert Plant a Tromsø in occasione di un altro concerto per Mandela, e il Live 8, quando si esibì lo stesso giorno a Roma e Parigi rifiutando l’aereo privato:

«Dissi a Geldof: no, ascoltatemi, io vado all’aeroporto di Fiumicino. Non voglio che qualcuno dica “ah, fa l’aereo privato”.»

L’aneddoto su Miles Davis

Il ricordo più articolato della conferenza è stato dedicato a Miles Davis, in occasione del centenario dalla nascita del trombettista. Zucchero ha raccontato la chiamata improvvisa a New York, arrivata mentre era alle Maldive per un tentativo di recuperare il proprio matrimonio, e il primo, gelido scambio in studio di registrazione, quando Davis, completamente vestito di pelle nera, cappello compreso, e occhiali da sole, lo corresse sull’intonazione del brano “Diavolo in me”, scritta proprio da Zucchero in SI bemolle:

«Stai suonando le note sbagliate. Poi si è messo lì, ha riscritto tutte le partiture, ha cambiato tromba. Alla fine, mi ha detto: “I want you here, ho bisogno della tua energia”, e poi: “I love your voice, grazie”.»

Il brano fu registrato in cinque versioni diverse; a scegliere quale usare, ha raccontato Zucchero, fu lo stesso Davis. La serata si concluse a cena, con il musicista che volle un consiglio su un ristorante italiano e sui piatti da ordinare, cui seguirono tre concerti con lui e Joe Cocker.

Perché “Blues” non invecchia

Sulla longevità dell’album, Zucchero ha indicato nella qualità diffusa dei brani la ragione principale del suo successo duraturo:

«Contiene nove canzoni delle quali otto, se non tutte e nove, sono hit, ed è entrato proprio nella gente: quando faccio i concerti tutti cantano quelle canzoni lì.»

Un disco “nostrano”, genuino e onesto dal punto di vista musicale, ha aggiunto, con testi semplici ma efficaci, tra cui quello scritto insieme a Gino Paoli per “Due mosse” e quello firmato con il cognato pittore per “Bambino io, bambino tu”.

La band: volti storici e nuove scoperte

Interrogato sui criteri di scelta dei musicisti, Zucchero ha spiegato di affidarsi in parte a collaboratori storici — come il bassista Polo Jones, con lui fin dagli esordi, o James Thompson e Adriano Molinari, presenti da vent’anni — e in parte a nuove scoperte fatte anche sui social. È il caso della corista Oma Jali, notata su YouTube durante un talent show mentre cantava un brano di Aretha Franklin, e della nuova arrivata Keba Williams, polistrumentista originaria di Trinidad e Tobago con un timbro gospel. Il tastierista Peter Vettese, ha ricordato, ha suonato per vent’anni con i Jethro Tull e con Annie Lennox.

Nuove generazioni e il caso Sanremo-Eurovision

Tra i cantautori italiani più giovani, Zucchero ha citato con apprezzamento Salmo, Marracash e Blanco. Interpellato sulla recente decisione di non far coincidere automaticamente il vincitore di Sanremo con il rappresentante italiano all’Eurovision, si è detto favorevole alla scelta, pur ritenendo l’Eurovision una competizione non particolarmente di alto livello, in generale:

«Non è un campionato mondiale. Ci deve andare qualcuno che ha le carte in regola per essere competitivo all’Eurovision, altrimenti rimaniamo indietro.»

Un nuovo album? “Molto difficile”

Alla domanda su un eventuale nuovo disco, Zucchero non ha chiuso la porta ma ha spiegato le difficoltà di tornare in studio dopo aver scritto oltre 350 canzoni, tra proprie e per altri artisti:

«Devi giustificare il successo, mantenerlo. Puoi farcela, ma non devi fare un album tanto per farlo: servono almeno otto o nove brani veramente buoni.»

Il remaster di “Baila” e i desideri ancora aperti

Sul lavoro di rimasterizzazione di “Baila (Sexy Thing)”, Zucchero ha precisato che l’arrangiamento originale non è stato modificato: a essere aggiornati sono stati soltanto i suoni, per rendere il brano più attuale a 25 anni dalla sua uscita. Tra i desideri artistici mai realizzati, ha citato una collaborazione mai avvenuta con Amy Winehouse e il sogno di esibirsi a Red Rocks, in Colorado.

L’incontro si è chiuso con una domanda sull’ipotesi di un Nobel per la pace al popolo di Lampedusa, alla quale l’artista ha risposto con una battuta d’assenso:

«Per me va benissimo, è giusto.»

MAURIZIO DONINI

Band:
Zucchero – voce
Polo Jones (musical director, basso)
Kat Dyson (chitarre, cori)
Peter Vettese (hammond, piano e synth)
Mario Schilirò (chitarre)
Adriano Molinari (batteria)
Nicola Peruch (tastiere)
Yissy Garcia (batteria e percussioni)
James Thompson (fiati, cori)
Lazaro Amauri Oviedo Dilout (fiati)
Carlos Minoso (fiati)
Oma Jali (backing vocals)
Keba Williams (backing vocals)

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Queste le date del tour “BAILA 25th – Under the Moonlight” (prodotte da Friends & Partners):
domani, sabato 4 luglio al Bluenergy Stadium – Stadio Friuli di UDINE
lunedì 6 luglio allo Stadio Dall’Ara di BOLOGNA
mercoledì 8 luglio allo Stadio Adriatico di PESCARA
sabato 11 luglio all’Arena Santa Giuliana (Umbria Jazz) di PERUGIA
14 luglio allo Stadio Franco Scoglio di MESSINA
16 luglio alle Mura Storiche (Lucca Summer Festival) di LUCCA