Testament- “Practice What You Preach” (remastered)
A. D. 2026 e, a quasi 40 anni di distanza, i Testament pubblicano la ristampa rimasterizzata del loro terzo album, quel “Practice What You Preach” che spiazzò i fan della prima ora che avevano osannato i primi due album della band californiana: il debutto “The Legacy” (1987) e poi “The New Order” (1988).
Band temprata, solida e thrash fino al midollo, dopo vari cambi di line up si assesta e pubblica il primo album nel 1987, sicuramente più tardi rispetto alle altre band thrash dell’ epoca ma, comunque, allineata negli intenti.
Nell’ agosto del 1989 i Testament danno alle stampe l’ assalto frontale con il terzo lavoro in studio intitolato “Practice What You Preach”, la combo si presenta con dieci brani granitici, possenti ed espressivi. La prima traccia è la titletrack, energica e segnata da una ritmica portante che si sposa perfettamente con la chitarra di Alex Skolnick; si prosegue con “Perilous Nation” pezzo tirato e contraddistinto dalla voce graffiante di Chuck, supportato dal basso di Greg Christian; “Envy Life” scelta come singolo per la ristampa, nel 1989 era tra i miei pezzi preferiti: trascinante, con inserti growl e la batteria portante: l’ assolo di Skolnick si erge come un ricamo di tecnica sopraffina; si continua con “Time is coming” che si pianta in testa con i riff che si rincorrono, la struttura thrash che viene consolidata da un lavoro certosino di Clemente alla batteria e di Christian al basso; a metà dell’ album troviamo “Blessed In Contempt” costruzione perfetta di un pezzo tiratissimo fin dalle prime note, voce di Chuck inserita nei tempi velocissimi del brano che porta ad un headbanging furente ogni volta che si ascolta, menzione con lode al chitarrista Eric Peterson. La seconda parte ci regala “Greenhouse Effect” di certo tra i brani meglio riusciti per melodia e velocità, non spenderemo mai troppe parole per la bravura dei musicisti della band; “Sins Of Omission” tecnicamente ineccepibile, profonda nei suoni, batteria in primo piano e inconfondibile sin dalle prime battute, sicuramente con una tematica non facile da sviscerare: quella del suicidio, da ricordare anche qui un assolo di chitarra da incorniciare. Brano da attenzionare “The Ballad”: magnifica nella sua purezza iniziale e che, verso la parte finale, diventa veloce, thrash e con Chuck che è perfettamente a suo agio in un brano “diverso”; chiudiamo con “Nightmare (Coming Back To You)” in cui l ‘attitudine punk è servita e “Confusion Fusion” brano strumentale variegato nelle parti, di non facile ascolto ma che col tempo sprigiona il suo fascino.
Riascoltare questo album con la dovuta attenzione ha suscitato in me delle considerazioni che non si distaccano da quelle che furono le prime. Certo, negli anni ho ascoltato più volte questo lavoro ma, stavolta ho cercato di riassaporare, ricreare nella mia testa quell’ effetto di attesa che, in quegli anni, era palpabile tra i metallari che come me ascoltavano prettamente thrash metal.
I Testament sono arrivati con “Practice What You Preach” alla chiusura di un primo cerchio, quello degli inizi, una prima fase in cui il suono dei nostri è vero, nessuna costruzione o costrizione, non ci sono fronzoli, solo cinque ragazzi che si divertono a trovare il loro posto nella musica e ci riescono.
A cura di Monica Atzei
Tracklist:
1. Practice What You Preach
2. Perilous Nation
3. Envy Life
4. Time Is Coming
5. Blessed in Contempt
6. Greenhouse Effect
7. Sins of Omission
8. The Ballad
9. Nightmare (Coming Back to You)
10. Confusion Fusion
Credits:
Etichetta: Nuclear Blast Records
Remastered by Justin Shturtz (Sterling Sound)
Reimagined Cover Art printed on Mirror Board
Band:
Chuck Billy: voce
Alex Skolnick: chitarra solista
Eric Peterson: chitarra ritmica
Greg Christian: basso
Louie Clemente: batteria
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Insegnante, classe 1975, medioevista ed immersa nella musica sin da bambina. Si occupa per Tuttorock soprattutto di interviste, sue le rubriche "MommyMetalStories" e "Tuttorock_HappyBirthday". Scrive per altri magazine e blog; collabora come ufficio stampa di band, locali, booking e con una label.




