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SOFIA ARA – Intervista all’artista romana

SOFIA ARA – Intervista all’artista romana

In occasione dell’uscita di “OLO” (Dumba Dischi), primo lato del suo album d’esordio, ho avuto il piacere di intervistare l’artista romana Sofia Ara. “OLO” è il lato più luminoso di un viaggio interiore, una mappa del tesoro che prende forma solo attraverso la ricerca stessa. Nell’EP sono stati usati flauti, sassofoni, suoni organici, voci eteree sussurrate e drop ballabili di vario tipo che uniscono sonorità elettroniche glitch a un’estetica sottomarina che nasce dalla passione di Sofia per la fauna acquatica.

Sofia Ara è una producer, cantautrice, flautista e sassofonista di Roma. Nella sua musica fonde elettronica, alt pop, strumenti a fiato e suoni organici alternando momenti di introspezione a ritmi ballabili.

Inizia a fare musica suonando per strada il flauto traverso e fin dall’infanzia viene influenzata dalle musiche dei popoli dell’India e delle Ande, dal punk e dalla musica elettronica. Nonostante ciò, ha sempre amato il pop, nel quale cerca di integrare tutte le sue influenze.

Ha studiato biologia ambientale soffermandosi sui cetrioli di mare, legandovi non solo l’aspetto scientifico ma anche una chiave artistico-filosofica. Ogni suo brano è rappresentato da una creatura marina, in base alla storia che racconta.

Ciao e benvenuta su Tuttorock, “OLO” è il primo lato del tuo album d’esordio, come mai questa scelta di uscire in due fasi separate?

Questa scelta è stata dettata dal voler essere in qualche modo riconosciuta per due facce distinte in due momenti diversi. mi è sembrato un modo anche graduale di approcciare al mio primo album.

Che riscontri stai ricevendo?

Ottimi riscontri, anche a livello tecnico, sono felice che la mia piccola fanbase sia attenta ai dettagli.

Quando e com’è entrata la musica nella tua vita?

La musica è entrata nella mia vita fin dalla prima infanzia quando mio padre mi suonava il sitar per addormentarmi.

Strumenti a fiato ed elettronica, due mondi apparentemente lontani ma che nei tuoi brani viaggiano parallelamente, inglobando anche suoni organici e voci eteree, quanto hai impiegato, parlo di studi e sperimentazioni, per arrivare a questa tua interessantissima proposta musicale?

Ci sono voluti anni, non tanto di pratica quanto di ricerca artistica, stilistica ed emotiva. è stato un mix di qualcosa di pensato e qualcosa di spontaneo.

Domanda che faccio a tutti, quali sono i dieci dischi dai quali non ti separeresti mai?

“caroline 2 – caroline”, “the sacrifical code – Kali Malone”, “Everybody loves you – Kaki King” “Typewritten – Matt Calvert”, “Mountain Moves – Deerhoof”, “La isla bonita – Deerhoof”, Mockroot – Tigran Hamasyan, “Red Hail – Tigran Hamasyan”, “Wallsocket – underscores” – Nicks and Grazes – Palm”.

Dove nasce invece la tua passione per la fauna acquatica?

Nasce dalla mia laurea in biologia ambientale, quando ho scoperto i cetrioli di mare, che sono bruttini, ma hanno un gran potere, quello di pulire i mari.

Le foto che vediamo nella copertina sono tue?

Sono tutti collage fatti da me.

I tuoi brani si prestano ad una rappresentazione non solo sonora, ma mi verrebbe in mente anche uno scenario di colori, immagini, danze, come saranno i tuoi spettacoli dal vivo?

Per il momento sono musica + immagini di creature marine, ma in futuro vorrei integrare tutto in qualcosa di multi disciplinare.

Qual è il tuo più grande sogno artistico?

Portare la mia musica in tutto il mondo.

Grazie per il tuo tempo, ti lascio piena libertà per chiudere l’intervista come preferisci.

Grazie a voi. Chiudo dicendo, quando siete in crisi, ricordatevi che potete fare quello che volete con quel che avete (senza far male a nessuno ovviamente).

MARCO PRITONI