SANO – RECENSIONE DEL NUOVO EP “QUANDO VOI FORSE, ALLORA NOI GIÀ”
Con Quando voi forse, allora noi già, Sano torna a raccontare il proprio universo artistico attraverso sette brani che sembrano muoversi in equilibrio tra leggerezza estiva, inquietudine e crescita personale. Pubblicato da Bomba Dischi/WEA, l’EP nasce intorno all’idea di un “noi” che prende forma soltanto quando incontra un “voi”: una contrapposizione che diventa il punto di partenza per costruire un immaginario generazionale fatto di relazioni, amicizie, luoghi familiari e interrogativi sul futuro.
È un progetto che non sembra avere l’obiettivo di dare risposte precise, quanto piuttosto quello di creare immagini e situazioni nelle quali l’ascoltatore possa riconoscersi. L’estate, le notti, il caldo, la città e gli spazi della quotidianità diventano così lo sfondo di storie apparentemente semplici, ma attraversate da significati più profondi. Musicalmente l’EP è altrettanto vario: elettronica, indie pop, surf, urban e cantautorato contemporaneo.
Dietro il nome Sano c’è Riccardo Capone, cantautore e produttore napoletano classe 2000. Il suo percorso nasce all’interno di Thru Collected, collettivo indipendente formato a Napoli durante la pandemia e diventato in pochi anni uno dei progetti più interessanti della scena alternativa italiana. L’esperienza all’interno del collettivo permette a Sano di sviluppare una scrittura personale, capace di mescolare influenze diverse e di raccontare la giovinezza attraverso una prospettiva fortemente legata alla realtà partenopea.
La sua musica si muove infatti tra post-emo, indie rock, hyperpop, drum&bass, ambient, folk e canzone napoletana, mostrando fin dagli inizi una certa insofferenza verso le classificazioni. Nel 2022 arriva l’EP L’industria, il pop, la camera, il sesso, mentre negli anni successivi Sano amplia la propria attività anche come autore e collaboratore. Tra i progetti a cui prende parte ci sono DYI degli Psicologi, alcune collaborazioni con Golden Years e Tutti Fenomeni e il progetto Thruppi, nato dall’incontro tra Giovanni Truppi e Thru Collected.
Particolarmente significativa è anche la collaborazione con Rainer Monaco e la scrittura di La bugia, brano presentato allo Zecchino d’Oro 2024 insieme alla giovane Maddalena Luiso. Proprio questa esperienza sembra trovare una continuazione ideale in Quadrifoglio, il brano che chiude il nuovo EP e che vede nuovamente protagonista Luiso. Il percorso di Sano dimostra quindi come la sua identità artistica non sia legata soltanto alla produzione musicale, ma anche alla capacità di entrare in contatto con mondi e linguaggi differenti. È probabilmente questa apertura a spiegare la varietà di Quando voi forse, allora noi già.
Il cuore del progetto è una scrittura che privilegia immagini, metafore e situazioni quotidiane. Sano parte spesso da elementi molto concreti per trasformarli in qualcosa di più ampio. Ad aprire il disco è Sole sole, un brano immediato e fortemente estivo. L’elettronica veloce, quasi drum&bass, accompagna una storia sentimentale immersa nella luce e nel caldo. È una canzone che riesce a essere allo stesso tempo solare e leggermente straniante, caratteristica che ritorna in buona parte dell’EP. Il ritornello è uno degli elementi più riusciti: resta facilmente in testa e dimostra una delle qualità principali del progetto, ovvero la capacità di costruire melodie orecchiabili senza rinunciare a una scrittura ricca di riferimenti.
Segue Fascistissime, realizzata insieme a Tutti Fenomeni, probabilmente uno dei momenti più riconoscibili dell’EP. L’energia surf-pop, quasi punk, si fonde con un testo che gioca con simboli politici, ironia e immaginario amoroso. Il risultato è volutamente sopra le righe: dietro il tono leggero e provocatorio si nasconde però un gioco più complesso, nel quale le citazioni ampliano il significato del testo e invitano l’ascoltatore a cogliere livelli di lettura differenti.
Con Che l’amor il ritmo cambia e il progetto assume una dimensione più cantautorale. È una canzone sulle difficoltà delle relazioni, sulle incomprensioni e sulle contraddizioni che accompagnano l’amore. Sano mette in discussione l’idea di un sentimento assoluto e perfetto, raccontandone invece le frizioni. È proprio questo contrasto tra il testo e una musica capace di mantenere una certa dolcezza a rendere il brano particolarmente efficace.
Uno dei momenti più interessanti è Perditempo, che porta dentro l’EP un luogo reale della quotidianità napoletana. Il locale dei Quartieri Spagnoli diventa un piccolo microcosmo, popolato da persone e situazioni concrete. Il brano assume quasi la forma di uno stornello contemporaneo e, grazie anche alla presenza di Giordana Marengo, rappresenta una parentesi più intima e sospesa. Qui la dimensione personale della scrittura di Sano emerge con particolare forza: raccontare un luogo significa anche raccontare le persone che lo attraversano e, in definitiva, un’intera generazione.
In Contfat, con Irbis, il racconto si sposta invece nella casa Confalone, trasformata in uno spazio di incontro e sperimentazione. Le influenze post-trap caratterizzano il brano e contribuiscono a mantenere quella varietà sonora che attraversa tutto l’EP. Anche in questo caso un luogo concreto diventa il punto di partenza per parlare di amicizie, attrazioni e relazioni.
È giorno già, con bekkeria, porta il progetto dentro una notte che sembra non voler finire. È un momento sospeso tra romanticismo e inquietudine, nel quale il buio permette di costruire illusioni che l’arrivo dell’alba inevitabilmente mette in discussione. Ancora una volta Sano utilizza una situazione semplice per parlare di qualcosa di più universale: il momento in cui siamo costretti a confrontarci con una versione di noi stessi diversa da quella che avevamo immaginato.
A chiudere il disco è Quadrifoglio, insieme a Maddalena Luiso. È probabilmente il brano più delicato dell’EP e anche quello che porta più esplicitamente il tema della crescita. Parte come una filastrocca per bambini, con un pianoforte essenziale e una melodia apparentemente semplice, per poi trasformarsi progressivamente grazie all’ingresso di Sano e di una produzione elettronica più stratificata. Il quadrifoglio diventa così una metafora della fortuna, ma soprattutto della ricerca: la fortuna non consiste semplicemente nel trovare qualcosa di raro, bensì nell’imparare a cercarlo.
Uno dei punti di forza dell’EP è senza dubbio l’immediatezza. Le canzoni hanno ritornelli e melodie capaci di rimanere facilmente in testa e, come si può notare già a un primo ascolto, il “motivetto” è spesso uno degli elementi più efficaci. Questa orecchiabilità, però, non coincide con la banalità. Sano costruisce infatti testi pieni di citazioni, riferimenti e immagini che possono essere colti anche in momenti diversi. Alcuni significati emergono immediatamente, mentre altri richiedono un ascolto più attento. È proprio questa stratificazione a rendere il progetto interessante: dietro una superficie apparentemente leggera e adatta all’estate si nasconde una scrittura molto più personale.
Anche i featuring contribuiscono in modo importante alla riuscita dell’EP. Tutti Fenomeni, Irbis, bekkeria, Giordana Marengo e soprattutto Maddalena Luiso non sembrano essere semplicemente presenze aggiunte per arricchire la tracklist: le loro voci modificano l’identità dei brani e ampliano il mondo sonoro costruito da Sano. La collaborazione diventa quindi parte integrante della struttura del progetto.
Il vero filo conduttore di Quando voi forse, allora noi già non è una storia raccontata dall’inizio alla fine, ma una sensazione. Le sette canzoni sembrano fotografie scattate in momenti diversi: un’estate, una notte, una festa, un locale, una casa, una relazione, un ricordo d’infanzia. Tutti questi frammenti finiscono per comporre il ritratto di una generazione che si trova in una fase di passaggio, sospesa tra il desiderio di vivere il presente e l’incertezza verso l’età adulta.
Quando voi forse, allora noi già non cerca di spiegare la propria generazione, ma di rappresentarne alcuni momenti: le relazioni complicate, la voglia di appartenere a qualcosa, le amicizie, i luoghi condivisi, le notti interminabili e quella sensazione di non sapere ancora esattamente dove si stia andando.
Nel complesso, l’EP restituisce l’immagine di un artista ancora giovane ma già capace di costruire un linguaggio riconoscibile. Sano riesce a parlare di amore, amicizia, estate e crescita senza trasformare questi temi in qualcosa di prevedibile, preferendo immagini surreali, riferimenti culturali e frammenti di vita quotidiana. Il risultato è un lavoro leggero in superficie, ma più stratificato di quanto possa sembrare a un primo ascolto.
Quando voi forse, allora noi già è quindi un progetto che funziona proprio per il suo equilibrio tra immediatezza e ricerca: si può ascoltare per lasciarsi trascinare dai ritornelli e dalle atmosfere estive, ma anche riascoltare per scoprire nuove citazioni e significati. E forse è proprio questo il suo punto di forza più evidente: un EP che non pretende di dire tutto, ma lascia abbastanza spazio perché sia anche chi ascolta a completare il racconto.
Chiara Impallari
Tracklist
- Sole sole
- Fascistissime (con Tutti Fenomeni)
- Che l’amor che
- Perditempo
- tfat (con Irbis)
- È giorno già (con bekkeria)
- Quadrifoglio
Crediti: Bomba Dischi/WEA
Perditempo: composizione SANO; produzione SANO; testo Riccardo Capone e Giordana Marengo
tfat: composizione Rainer Monaco; produzione Rainer Monaco; testo Riccardo Capone, Leonardo Salernitano, Martino Consigli (Irbis)
Sole sole: composizione Rainer Monaco, Marco De Cesaris, Benedetto Romano, Valerio Fatalò; produzione Drast e Rainer Monaco; testo Riccardo Capone, Gabriele Centurione (Tripolare)
Fascistissime: composizione Rainer Monaco, Pietro Paroletti; produzione Golden Years, Rainer Monaco; testo Riccardo Capone, Giorgio Quarzo Guarascio
Che l’amor che: composizione Alessandro de Chiara; produzione Axel Legit; testo Riccardo Capone
È giorno già: composizione Marco De Cesaris, Alessandro De Chiara; produzione Drast, Axel Legit; testo Riccardo Capone, Marco Amato
Quadrifoglio: composizione Rainer Monaco, Giovanni Truppi; produzione Rainer Monaco, Giovanni Truppi; testo Riccardo Capone
Artwork EP: Valerio Bulla
Foto: Ruben Quaranta
Video-manifesto: Sara Bonomi
Instagram: https://www.instagram.com/sano.oh/
Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/album/0arPXyU9CLStmTexNaqr3W?go=1&utm_source=Original_Original&utm_medium=Original&utm_content=689dd4d9-e332-47ae-8295-c5889eb20e4d_none_SANO_none_none_none_20260630_direct_warner-music-italy_IT_wmi.lnk.to%2Fqvf-ang&nd=1&dlsi=ef53f30b6f3e4f53
Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCRpEk2fVRMnBmDAJ71-YLBg
Chiara Impallari, classe '99, laureata in Lettere ed Editoria. Amo scrivere. Lavoro per una web radio e scrivo per altre riviste. Datemi una tazza di the fumante, un divano e una buona serie tv e sarò felice! Esco solo per un motivo: i concerti. Dicono che vedere concerti live allunghi la vita, bene, spero di vederne ancora così tanti da vivere mille anni. Avete presente quando state ascoltando una canzone struggente e la rimettete indietro perché la parte che doveva ferirvi non vi ha ferito abbastanza? Ecco, sono io.




