ROBERTO CICOGNA – Intervista al cantautore milanese
In occasione dell’uscita del nuovo singolo “Cara” (AAKI RECORDS – BACO DISTRIBUTION), ho avuto il piacere di intervistare il cantautore milanese Roberto Cicogna. Con Saluti da Parì, il suo primo LP uscito nel 2024, Roberto salutava l’Italia dalla sua città d’adozione, Parigi. In quelle ballate nate in una città rallentata dal lockdown, tra cantautorato pop, folk all’osso e grunge intimista, la musica fungeva da via di fuga. Oggi le porte si sono riaperte e le canzoni hanno lasciato le mura dell’appartamento per quelle dei café, e poi di sale più vaste come quella de La Cigale, il palco culto del quartiere di Pigalle. Con lo stesso slancio, Roberto organizza i concerti Luna In Pesci al Pop-Up du Label insieme a Cléa Vincent, come se si trattasse di una serata a casa, diventata ben presto un appuntamento imperdibile. La sua solitudine ha abbracciato la folla.
Ciao e benvenuto su Tuttorock, parliamo subito di questo nuovo singolo da me molto apprezzato, “Cara”, scritto quando e ispirato da chi?
Cara è stato scritto l’anno scorso, l’ultima creazione del disco. Dovevo preparare un pezzo da portare in studio l’indomani a Cléa e Romain (Los Fanfarons, i produttori del disco) e ho cominciato a strimpellare su un yamaha reface yt che ho regalato a Cléa per il suo compleanno (Cléa e anche la mia compagna nella vita).
È nato prima il testo o la melodia?
La prima cosa che è nata e la serie di accordi, in seguito melodia. Poi testo.
All’epoca stavamo per diventare genitori e in testa avevo tante cose relative a come sarebbe cambiata la nostra vita. Cara è stata ispirata da questo e parla proprio di una coppia che sta per avere un bimbo. È una fotografia di quel momento della nostra vita, che è stato dolce e pieno di emozione.
Il video da chi è stato realizzato?
La regia e la scrittura del video sono del mio caro amico e regista Simone Yang a cui ho inviato la canzone e che nell’arco di qualche giorno mi ha proposto la sua visione. Simone è un artista fantastico ed ha una sensibilità unica, cosa che traspare nel video. Ha saputo veramente dare a Cara una dimensione visiva impattante e d’autore.
So che stai lavorando ad un album, quando uscirà?
L’album è pronto ed uscirà a fine novembre preceduto da qualche altro singolo. Dopo il primo disco mi sono ritrovato ad un crocevia: Non potevo più scrivere delle stesse cose, sono una persona diversa, e anche dal punto di vista realizzativo sentivo di voler lavorare in maniera diversa. Ho scelto di collaborare con i Fanfarons e deciso di scoprire i pezzi in studio insieme a loro, arrivando con qualche idea di accordi e di testo ma niente più, lasciandomi contaminare dal loro universo impregnato di french touch, electro pop e sintetizzatori; un altro contesto rispetto a Saluti da Parì dove avevo scritto tutto quanto, anche molti degli arrangiamenti, chiuso in casa e con lo scopo di rendere omaggio all’Italia e alla musica italiana.
Quando e com’è avvenuto il tuo avvicinamento alla musica?
Amo la musica da quando sono bambino. Cantavo Freddie Mercury con gli amici di mio fratello che erano molto più grandi di me. Poi alle medie imitavo Liam Gallagher nel pullman durante le gite. Poi ho scoperto i Nirvana al liceo. Infine l’amore per i Beatles. La musica italiana mi ha illuminato più tardi. Conte, Battisti, Dalla. Una passione nata con più saggezza ma non meno forte.
Qual è il tuo più grande sogno musicale?
Il mio più grande sogno musicale?
Interpretare Paolo Conte in una fiction Rai.
Parigi, raccontami pregi, difetti, emozioni che ti dà quella città.
Cominciamo dai difetti: Parigi è piena di gente, un po’ troppa, case troppo piccole e vita molto cara. Per il resto è una città di cui sono sempre innamorato anche se spesso mi piacerebbe passare molto più tempo a Milano. C’è tutto, si incontra di tutto. Nonostante la frenesia si riesce a stringere legami veramente forti. Tra amici/artisti ci si aiuta molto. La vita da musicista è dura come ovunque, ma se cerchi un tuo spazio lo trovi. E poi è piena di posti dove suonare (anche se anche quì credo che le regolamentazioni e gli interessi “altri” abbiano ridotto un po’ il numero di locali dove esibirsi).
Ti chiedo dieci dischi dai quali non potresti mai separarti.
Non sono in ordine di preferenza:
In Utero (Nirvana)
Breakfast in America (Supertramp)
Parigi Milonga (Paolo Conte)
Lucio Dalla (Lucio Dalla)
All things must pass (George Harrison)
Dirt (Alice in Chains)
Io, tu, noi tutti (Lucio Battisti) ma poteva essere anche un altro
Abbey Road (The Beatles)
Greatest Hits 2 (Queen)
Fabrizio de André live con la Pfm
MARCO PRITONI
Sono nato ad Imola nel 1979, la musica ha iniziato a far parte della mia vita da subito, grazie ai miei genitori che ascoltavano veramente di tutto. Appassionato anche di sport (da spettatore, non da praticante), suono il piano, il basso e la chitarra, scrivo report e recensioni e faccio interviste ad artisti italiani ed internazionali per Tuttorock per cui ho iniziato a collaborare grazie ad un incontro fortuito con Maurizio Donini durante un concerto.







