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RITO PAGANO – Intervista su O.M.I. FESTIVAL e dintorni

RITO PAGANO – Intervista su O.M.I. FESTIVAL e dintorni

In occasione dell’O.M.I. FESTIVAL III ed. alla Music Station di Trebbo (BO) ho intervistato la band organizzatrice dei RITO PAGANO, con Max Scalorbi, Simone Marani e Aurora Pozzi.

Rito Pagano, avete cominciato la l’attività già da un anno o due, se non sbaglio (risate)?
M.S.: Quand’è che sono solo trent’anni quest’anno (risate) 😊 Non siamo mai stati fermi, abbiamo avuto tanti cambi nella line up, soprattutto nelle voci, per mille motivi, perché la vita ti sposta anche su altri obiettivi. Abbiamo avuto cantanti che sono andati in Inghilterra, cantanti che hanno avuto dei bimbi, quindi si sono dovute fermare. Insomma, capita anche questo. Altre situazioni che invece non funzionavano e quindi, insomma, un poco di tutto.

Comunque, il progetto va avanti sempre senta fermarsi mai.
M.S.: Per i 30 anni volevo anche fare una bella festa, ma non so se riusciremo visto che siamo molto imbastiti adesso, avendo di nuovo un cambio alla voce dove adesso abbiamo Aurora Pozzi, che si occupa anche delle tastiere. Lei è una cantante, diciamo che stiamo valutando il suo timbro in quella che è la discografia di rito, perché alcune cose sono nelle sue corde, di altre lei dice di no, ma adesso vediamo, ascolteremo tutti insieme. 

E comunque siete una band che fa musica propria, autorale, questo al giorno d’oggi non è per nulla scontato. oltre che è bella musica, possiamo aggiungere 😊. E sono trent’anni che va avanti e sopravvive anche a, magari, 1000 cambi di formazione.
A.P.: Una musica che va avanti da 30 anni, sopravvivendo anche a mille cambi.
M.S.: È stata la nostra forza e credo sì, ma abbastanza rara, nel senso che tanti progetti davanti a situazioni di questo tipo hanno ceduto, noi invece ci abbiamo creduto e continuiamo a crederci. Quindi, nonostante tutto, il progetto prosegue. L’intento sarebbe di fare quei 7-8 dischi che sono già pronti, sarebbero solo da registrare 😊.
S.M.: Come diceva Max, bisognava proprio crederci perché è molto difficile tenere in piedi anche un progetto come questo. Perché fai musica originale, quindi già è difficile proporsi, è difficile più che altro che la gente ti ascolti in questo momento storico, come si dice. Quindi, bisogna davvero essere un poco dei matti per andare avanti e noi lo siamo. 

Quindi, la festa si farà?
L’idea era di chiamare un anche qualcuno degli ex-componenti, fare una roba carina. Vediamo, intanto cerchiamo di ricostruire bene la nostra attuale line-up. 

Progetti futuri a parte, intanto c’è un disco nuovo in preparazione.
Sì, noi l’avevamo già imbastito durante il precedente cambio di line-up, dove da Emanuele siamo passati a Valentino. È stato un anno e mezzo dove in tre, io, lui e Giancarlo, abbiamo sistemato un mucchio di pezzi, già strutturati bene, perché è un disco che va anche ad affondare anche un poco nel prog. Poi, adesso, la priorità chiaramente è passata di nuovo alla costruzione del gruppo, perché siamo nuovamente in una fase di ricostruzione. 

Un disco, insomma, ce l’abbiamo in bozza, c’è il materiale.
M.S.: Per fare più di un disco.
A.P.:  Materiale ne avremo per farne anche tre 😊
M.S.: Quindi già la selezione per questo è complicata. A forza di scremare siamo arrivati a 15, 16 pezzi, vediamo un pochino che succede. Nel senso che speriamo di non stare fermi, ma essere strutturati a breve. 

L’altro progetto di cui voglio parlare sono i miei amati Mind Z Gap.
M.S.: Si sono ricostruiti anche in Mind Z Gap, si canta in inglese, abbiamo un nuovo cantante, c’è un poco di tutto, perché va sul brit, si va sul punk, si va su hard-rock, è imprevedibile. Abbiamo sbagliato batterista nel ’19 che il nostro se ne si è trasferito a Parma dopo tanti anni. Poi siamo entrati in un periodo terribile, come sappiamo, che ci ha ci ha messo in difficoltà anche questo. Poi è successo che anche il bassista è andato ad Atlanta a lavorare, ma tornerà alla fine di quest’anno. Quindi il cantante a quel punto lì si è stancato, Gigi, che assieme a me, avevamo fondato i Mind, diciamo così. Però adesso io ho rimesso in piedi anche quello, con un batterista che è un signor batterista, tale Massimo K, quindi. E poi abbiamo un cantante molto interessante, che in realtà è anche un batterista, che si adatta molto sulla voce di Gigi e Vix, che stasera suonerà anche con i Rito che è ufficialmente nei Mind. Nei Rito stiamo un pochino valutando. 

Anche lì c’è un disco in preparazione?
M.S.: Il disco sicuramente ci sarò, nel senso che il materiale ce l’abbiamo anche in questo contesto. 

Ricordiamolo, anche lì è tutta musica, ribadiamolo che non è scontato. E invece stasera siamo qui per l’O.M.I. Festival, che è la Music Station.
M.S.: L’O.M.I. Festival è una mia idea, nel senso che una decina di anni fa avevo pensato con altri amici di mettere insieme una piattaforma che desse, quantomeno, un poco di luce verso i progetti inediti, perché indubbiamente in questi anni hanno sofferto. I locali delle volte si rifiutano di dargli spazio e quant’altro. E quindi pensavo di fare una roba che in modo da poter riaccendere un pochino l’attenzione verso queste cose qua. Abbiamo fatto il primo festival nel 2019, poi è subentrata anche lì quello che sappiamo, ci siamo fermati tre anni, abbiamo fatto un altro festival, abbiamo avuto dei problemi noi, tanto per cambiare dei Rito, visto io obiettivamente sono un pochino il cardine di questo progetto. E adesso siamo ripartiti. Per il terzo festival abbiamo preso degli artisti che credo veramente interessanti. Stasera Maurizio avrai modo di sentire anche tu. E ci sono già delle idee per il dopo festival, perché OMI sarebbe in realtà una vetrina dei progetti di che passa attraverso dei festival per presentarsi, ma poi si presenterà e si deve presentare negli eventi. È un’idea senza portafoglio, nel senso che non siamo un booking che deve fare guadagno. Quindi, noi siamo sempre presenti una vetrina di artisti che si propongono con progetti che collaborano tra di loro per trovare gli spazi. 

Fantastico, non vedo l’ora cominci la serata.
M.S.: Stiamo collaborando bene con tutti i partecipanti, anche perché non è facile mettere insieme musicisti che devono mettere da parte l’ego per un progetto comune. Questa è una parte durissima, ma in questa situazione, con questi ragazzi, credo che ci siano delle possibilità per fare altro. Dopo il festival vedremo cosa potere organizzare ancora. 

MAURIZIO DONINI

Band:
Max Scalorbi – chitarra
Aurora Pozzi – voce, tastiere,
Vittorio “Vix” Bilacchi – basso
Simone Marani – batteria

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