TORBEN ENEVOLDSEN – Seven
Il rutorno di Torben Enevoldsen, chitarrista proveniente da Copenaghen, Danimarca, torna con “Seven”, il suo nuovo album interamente strumentale e dà sfoggio a tutta la sua indiscussa tecnica strumentale, ricca di sfumature e si dimostra anche abilissimo compositore capace di dare colore ad ogni brano e senza che la tecnica strumentale risulti essere fastidiosa o eccessiva, con ampio spazio anche alla melodia puntando anche sul soffermarsi su note singole e dare espressione ad ogni nota.
Un tappeto di tastiera, una rullata di batteria e il chitarrista danese sfodera tutto il suo estro e talento in “Gravitas”, un brano dove oltre alla tecnica strumentale, c’è tanto feeling e passione così come anche in “Perfect Vision”, altro brano molto affascinante ed avvolgente con un guitar work ispirato e passionale e non mancano scale veloci e virtuose. C sono altri ottimi brani come “New Horizons”, più solare e scorrevole con l’uso del tapping sempre molto efficace e ancora “Transformation”, che si accosta moto al miglior Joe Satriani.
Non poteva mancare la ballad e in “Speechless” il chitarrista incanta con fraseggi melodici e toccanti e spettacolare lo spaccato neoclassico di “Temple Of Hope 2.0” che ci riporta al neoclassic metal degli anni 80 di nomi come Yngwie Malmsteen, Vinnie Moore e Tony Macalpine. Un ottimo album strumentale che conferma le grandi qualità del chitarrista danese.
FABIO LOFFREDO
Tracklist:
- Gravitas
- Perfect Vision
- New Horizons
- Transformation
- Speechless
- Temple Of Hope 2.0
- Brave Intent
- Takeoff
- Hollow Vision
- Start Over\t
Label: Metallic Blue Records
Genre: Hard Rock/Heavy Netak/Shred
Anno: 2025
VOTO
Band:
Torben Enevoldsen: Chitarra e tastiere
Pete Steincke: Basso
Dennis Hansen: Batteria
Appassionato di musica sin da piccolo, ho cercato di esplorare vari generi musicali, ma è il metal, l'hard rock ed il rock progressivo, i generi musicali che più mi appassionano da molti anni. Chitarrista mancato, l'ho appesa al chiodo molto tempo fa. Ho mosso i primi passi nello scrivere di musica ad inizio anni 90, scrivendo per riviste come Flash (3 anni) e Metal Shock (ben 15 anni), qualche apparizione su MusikBox e poi il web, siti come Extramusic, Paperlate, Sdangher, Brutal Crush e Artists & Bands. I capelli mi si sono imbiancati, ma la passione per la musica è rimasta per me inalterata nel tempo, anzi molti mi dicono che non ho più speranze!!!!



