THE DEAD DEASIES – Lookin’ for trouble
The dead deasies sono un collettivo musicale hard rock che dalla sua fondazione – nel 2012 a Sidney, Australia – ha visto ruotare attorno al progetto una decina di musicisti americani. La loro pagina Wikipedia annovera: Richard Fortus (Guns N’ Roses), Darryl Jones (The Rolling Stones), Dizzy Reed (Guns N’ Roses), Marco Mendoza (Thin Lizzy), Charley Drayton (The Cult, Divinyls, Cold Chisel), John Tempesta (The Cult), Brian Tichy (ex Whitesnake) e Frank Ferrer (Guns N’ Roses). Nel 2015 Jon Stevens è stato sostituito dal cantante John Corabi (The Scream, Mötley Crüe, Union). L’unico membro rimasto fisso negli anni è David Lowy, fondatore della band insieme a Stevens. Attualmente la line up è costituita da: Doug Aldrich, John Corabi, David Lowy, Michael Devin e Tommy Clufetos.
Lookin’ for trouble nasce nel marzo del 2024 dalla voglia del collettivo di suonare nei Fame Studios in Alabama e di assaporare le vibrazioni che, nei primi anni ’60, hanno dato vita a molti capolavori della scuola Blues. Il loro è a tutti gli effetti un viaggio alla riscoperta delle radici del Rock e soprattutto un grande aiuto alle nuove generazioni di appassionati, adesso facilitati nell’andare direttamente alla fonte, grazie alle cover contenute nell’album.
Come sostiene John Corabi dal sito ufficiale della band, «Il Blues aveva molti nomi ai tempi e aveva tutte connotazioni negative ingiustificate. Considerando l’influenza che il blues ha avuto su OGNI genere di musica che ascoltiamo, ad eccezione della classica, mi riferirei ad esso come “L’anima” della musica di oggi!!!».
Mah…ci sarebbe molto da ridire su questa affermazione – e penso che gli amici jazzisti sarebbero i primi – ma l’importante è la musica e sicuramente questa è di alto livello, sia nel sound che nelle scelte artistiche riguardanti l’arrangiamento dei brani. Le danze si aprono con I’m Ready di Muddy Waters: voce fiammante e chitarra devastante danno il tono per il viaggio ad alta tensione che introduce la seconda traccia – nell’originale di Freddie King sicuramente la mia preferita – un monumento: Going Down. Il motore è su di giri quando tocca alla mitologica Crossroads di Robert Johnson, scelta a ragione come singolo principale: un oscuro folklore ed un arrangiamento heavy conferiscono al brano un carattere davvero inaspettato!Black Betty e Boom Boom sono coerentemente allo stesso modo esplosive. La prima sposta le radici tradizionali nel puro territorio del rock, creando un suono fa iliare ma rivitalizzato, mentre la seconda tiene il suo groove ipnotico caricato da riff pesanti e percussioni in primo piano. Sweet Home Chicago riceve trasformazioni audaci. Meno convincente Born Under a Bad Sign: il carico è forse eccessivo…. È senza dubbio lacerante, invece, l’interpretazione di The Thrill Is Gone…andate a sentire!
In conclusione, trovo il disco nel suo complesso più che riuscito, sia per quanto riguarda la qualità e l’innovazione degli arrangiamenti, sia per la loro fedeltà all’originale. Le cover sono molto difficili da fare bene…non solo perché ci si scontra contro gli originali – notoriamente di alto valore – ma perché la voglia di cambiare può giocare brutti scherzi. Complimenti, quindi, ai nostri Daisies “morti” e buon ascolto a tutti voi!
ALDO PUNCH
Tracklist:
01 I’M READY
02 GOING DOWN
03 BOOM BOOM
04 BLACK BETTY
05 THE THRILL IS GONE
06 BORN UNDER A BAD SIGN
07 CROSSROADS
08 SWEET HOME CHICAGO
09 WALKING THE DOG
10 LITTLE RED ROOSTER
Credits:
Pubblicazione: 30 maggio 2025
Label: SPV GmbH
Band:
Doug Aldrich – chitarra
John Corabi – voce
David Lowy – chitarra
Michael Devin – basso
Tommy Clufetos – batteria
thedeaddaisies.com
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