TesseracT – RADAR O.S.T.
A chi segue il Prog Metal, il nome dei TesseracT non risulterà sicuramente nuovo.
La band originaria di Milton Keynes che ha mosso i suoi primi passi agli inizi degli anni duemila, ha dato alle stampe il primo full lenght ONE nel 2011 per la Century Media, accolto con plauso da critica e pubblico, in quanto innovatore di uno stile sul quale era forse stato detto tanto ma magari non tutto.
Acle Kahney chitarrista e leader del gruppo e proveniente dai Fellsilent, prosegue un percorso evolutivo pubblicando a neanche due anni dall’esordio il sognante ALTERED STATE e POLARIS di due anni più tardi e considerato più cervellotico per via di una espressività tecnica maggiormente meno controllata.
Con SONDER (Kscope – 2018) il gruppo di Kahney rimette d’accordo la schiera di aficionados, riuscendo a sunteggiare quanto fatto in passato e preparando le basi al primo concept: quel WAR OF BEING che nel 2023 pur se di non facile assimilazione, risulterà il disco più completo ed essere il miglior biglietto di presentazione del gruppo per chi non li aveva ancora sentiti.
RADAR O.S.T. è la riproduzione del concerto che i TesseracT hanno tenuto al Radar Festival di Manchester nel 2024, in cui il gruppo ha concentrato al massimo le proprie forze, finalizzando l’eterogeneità della musica che propongono, all’esperienza visiva che attraverso il blue-ray pubblicato insieme al doppio cd, rendendo il tutto più vicino a un rito più che all’essenzialità dello spettacolo che ci si aspetterebbe.
L’apertura della recente “Natural disaster”, magnetica e suadente con un’elaborazione ritmica che è capace di trascinare l’ascoltatore in meandri musicali dove è facile scorgere il riffing dei Meshuggah quanto la cupezza atmosferica dei Pink Floyd.
Si continua con “Echoes” (sempre da WAR OF BEING del 2023) più trascinante della studio version, dove l’alternarsi di atmosfere crescenti e urla belluine fanno esprimere al meglio aspetti di dolore, riflessione e solitudine, ricorrenti di sovente tra le liriche del gruppo.
“Nocturne” è un esempio di una geometria musicale e scampoli sonori diffusi dai Dream Theatre, mentre se avete un po’ di curiosità di come i TesseracT abbiano mosso i loro primi passi, “Concealing Fate Part One: “Acceptance” chiarirà il concetto di sensibilità musicale e la possibilità di superare i confini imposti da un genere non facile a diffondere novità.
Con “Tender” che nell’introduzione può richiamare colorate atmosfere pinkfloydiane,mentre nella lunga “Sacrifice” l’alternarsi di linee vocali soft a quelle più rudi fanno da filo conduttore ad un suono giunto a una maturazione sperimentale che lascia spazio a suoni cristallini, dando vita ad una corposità compositiva talvolta anche un po’ eccessiva, in grado di risultare comunque assimilabile anche a chi non ha fatto del prog-metal il proprio genere di punta.
Un lavoro questo che per il gruppo inglese incarna un colorito viaggio sonoro in cui il giusto feeling vocale e la calibratura degli strumenti rende l’ascolto scorrevole, per via anche di una vigorosa mistura di tecnica ed energia che seppur magari non garantirà una crescita esponenziale del parterre di nuovi adepti, farà senz’altro gioire chi si ciba quotidianamente di architetture musicali scevre di sbavature.
CLAUDIO CARPENTIERI
Tracklist:
1. Natural Disaster [07:59]
2. Echoes [04:21]
3. Nocturne [06:17]
4. Tourniquet [05:54]
5. Concealing Fate Part One: Acceptance [08:06]
6. The Grey [05:39]
7. Legion [06:26]
8. Tender [04:51]
9. King [07:11]
10. Juno [06:16]
11. Sacrifice [10:22]
12. War Of Being [12:23]
Credits:
Etichetta: Kscope Music
Pubblicazione: 5 dicembre 2025
Band:
Daniel Tompkins – voce
James Monteith – chitarra
Acle Kahney – chitarra
Amos Williams – basso, cori
Jay Postones – batteria
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Nasco Ia Ferrara nel 1966 ma dopo alcuni anni per questioni di lavoro il mio papà si trasferisce a Roma dove attualmente vivo. Cresciuto come in molti della mia generazione con lo Zecchino D’Oro dell’indimenticato Mago Zurlì (in pancia però già scalciavo al ritmo di (I Can’t Get No) Satisfaction) muovendo i primi passi verso un ascolto di massa con trasmissioni come Discoring (ispirato al Top of the Pops inglese) e successivamente mi mostravo affascinato all’iperspazio dell’innovativo Mister Fantasy(condotto da Carlo Massarini). I primi amori? Dire Straits, The Police, Deep Purple e Supertramp. Ma nel mio bel mobile ove ancora oggi continuo a custodire ed a collezionare Lp e Cd l’eterogeneità regna sovrana e c’è sempre stato spazio per tutti! Al fianco di un disco di Dylan è facile trovare un album dei Duran Duran, come subito dopo i Van Halen trovare inaspettatamente i Visage, ma anche trovare come “vicini di casa” Linkin Park e Nirvana. Sì, la musica è bella perché varia e Tuttorock incarna al meglio un luogo magico dove la disuniformità del mondo delle sette note, non può non attrarre chi alla musica non ha mai posto confini. Keep the faith…




