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TENDER ENDER – Black swan

TENDER ENDER – Black swan

Dopo anni di deviazioni e sperimentazioni artistiche, Tender Ender – alias del musicista svizzero Thomas Schmidiger – arriva finalmente al suo primo album solista, Black Swan, tornando alle origini: il pianoforte come fulcro emotivo, melodie scolpite con cura e una scrittura che guarda senza filtri alla vulnerabilità. Sullo sfondo, un amore dichiarato per Elton John e per quel pop capace di essere immediato senza rinunciare alla profondità. Il risultato è un disco che si muove con naturalezza tra pop sofisticato, suggestioni post-apocalittiche e un lirismo intimo, sempre sul filo di una tensione emotiva latente. Non a caso, la definizione ufficiale parla di “doomsday pop: sempre bello, e sempre pericolosamente vicino al bordo”. Un’immagine che descrive perfettamente l’ascolto: Black Swan vive in un equilibrio fragile tra dolcezza melodica e inquietudine, come se ogni brano fosse sospeso tra un ricordo luminoso e un presagio oscuro.

L’apertura è affidata a Not Afraid, brano solare e determinato, che suona come un manifesto di resilienza. Bright Day gioca invece sul contrasto tra luce e ombra, con un ritornello che tenta di scacciare l’inquietudine senza mai riuscirci del tutto. Float rappresenta uno dei vertici emotivi dell’album: un vagare solitario tra spazi aperti e mentali, immagini di campi, porte socchiuse e luoghi apparentemente sicuri, ma sempre ambigui. Con Oh U Wizard emerge una vena più ironica e sociale, una critica alla distrazione digitale portata avanti con intelligenza e sarcasmo misurato. Escape Myself è il cuore pulsante del disco, un dialogo interiore che affronta alienazione e desiderio di autenticità con disarmante onestà. La chiusura è affidata a The Wave, che si dissolve lentamente come un’onda lunga, lasciando dietro di sé malinconia e una pacata forma di accettazione.

Dal punto di vista sonoro, Black Swan è costruito con una sensibilità quasi cinematografica: il pianoforte resta centrale senza mai diventare invadente, gli arrangiamenti sono ariosi, i synth e le texture elettroniche vengono usati con misura, mentre la voce evita qualsiasi virtuosismo per puntare dritta alla verità emotiva. La produzione è pulita ed elegante, con un gusto europeo che richiama certo indie-pop scandinavo, ma arricchito da una vena più calda e narrativa.

Il titolo rimanda a un’anomalia della natura, a un evento raro e imprevedibile. Non a caso il disco viene descritto come “un film tra due battiti d’orologio: opulento, cinico, rassicurante”. Un’immagine efficace per raccontare un album sospeso tra bellezza e inquietudine, tra ciò che finisce e ciò che potrebbe ancora cominciare.

Black Swan è un debutto maturo, poetico e sorprendentemente coerente. Un disco che affronta temi come solitudine, tecnologia, identità e speranza senza mai cadere nel melodramma. Perfetto per chi ama una musica che accarezza ma lascia il segno, che consola senza addormentare.
Se Tender Ender voleva davvero ricominciare da zero, questo è un inizio che promette molto.

MAURIZIO DONINI 

Tracklist:

Not Afraid – 2:29
Bright Day – 4:51
Float – 5:28
At My Will – 5:27
No Way Out – 4:06
Oh U Wizard – 4:43
Escape Myself – 4:33
No Better Place – 5:46
The Wqave – 5:38

Credits:
Durata totale: 43 minuti
Pubblicazione: 21 novembre 2025
Etichetta – A Tree In A Field Records
Recorded by Sebastian Zwahlen and Thomas Schmidiger
Mixed by Manuel Egger at Suburban Sound
Mastered by Greg Calbi and Steve Fallone at Sterling Sound

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VOTO

Band:
Tender Ender is Thomas Schmidiger
Drums: Mario Hänni
Add. Vocals: Sabine Ruch 

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