TABASCOMENO – RICONDITO
“Ricondito” è il disco d’esordio di tabascomeno, cantautrice calabrese di stanza a Bologna che si presenta così: “Da sempre mi sono sentita figlia di Scilla e Cariddi sebbene oggi cammini con la salsedine sotto le unghie lungo i portici che conducono alle Due Torri. La mia infanzia l’ho vissuta credendomi Nihal, eroina dei Mondi Emersi, e perdendomi tra le gesta di Geralt di Rivia mentre nella realtà affondo le radici a Campo Calabro, dove il vento porta l’eco del mare e il profumo del bergamotto. I miei capelli verdi mi ricordano le foreste che vorrei abitare, le mie scarpe i prati che vorrei solcare, le mie mani le nuvole che vorrei toccare e i miei occhi il colore del legno che mio padre intagliava.”
Un’opera cantautorale intensa e viscerale che trova una sintesi efficace del suo significato e della sua origine proprio nel titolo che deriva dal latino “recòndere”, che significa raccogliere e poi custodire o nascondere qualcosa in un luogo appartato. Il termine evolve così dal semplice radunare al nascondere ciò che è raccolto; non per occultare ma per proteggere. Il recondito è dunque ciò che si trova dove pochi arrivano: in un angolo remoto del bosco, nei meandri più profondi del pensiero, nelle pieghe segrete della coscienza. È l’arcano, il celato, ciò che richiede uno sforzo per essere raggiunto. “Ricondito” dunque non è solo il titolo dell’album: è il gesto che ne ha permesso l’esistenza.
Dice l’artista: “Lavoro a questo album da due anni, ma la sua origine attraversa stagioni più antiche. Alcune canzoni sono nate otto anni fa, come creature timide che hanno preferito restare nei loro angoli. Non avevano fretta. Io le lasciavo lì, a maturare nel silenzio, come semi ostinati che scelgono la loro primavera. Si sono stiracchiate in spazi strani: nella mia cameretta che sapeva di notte, di fronte alle colleghe del Dams, in un Alimentari di via Centrotrecento quando si buttavano giù le serrande e restava solo l’eco del neon. Su un terrazzo di Reggio Calabria, ai giardini Margherita, sui gradini del 38”.
Non esiste un concept predefinito, questo album rappresenta ciò che tabascomeno è stata durante il fluire degli eventi: una raccolta di sé stessa, un modo antico di preservare ciò che ancora non riusciva a esprimere. Ogni brano ha scelto il proprio talismano sonoro: l’ocarina di Dalila che inaugura il percorso, l’organo che in Brughiera custodisce un ricordo dei Cranberries, un soffio di Alt-J che attraversa alcune vocalità e un vecchissimo clarinetto che intreccia melodie. Nulla è stato pianificato. Con l’arrivo del produttore Laurino il progetto ha assunto una nuova profondità grazie a una sensibilità che si è rivelata fondamentale per la nascita dell’album: alcuni dischi nascono da una scintilla, altri da una presenza. “Ricondito” nasce da entrambe.
Un esordio molto convincente da parte di un’artista che sembra davvero provenire da una delle foreste da lei menzionate.
Da segnalare anche un intreccio molto suggestivo, in “Tavolo tondo”, tra le voci di tabascomeno e Acqua Distillata, altra cantautrice dai toni eterei.
MARCO PRITONI
Tracklist:
01. Intro CLXXI
02. Tempo
03. 17 maggio
04. Icaro
05. Brandire
06. Brughiera
07. Tre punti interrogativi
08. Echo
09. Tavolo tondo feat. Acqua Distillata
Credits:
Label: Dumba Dischi
Distributore: Believe
Testo e musica: tabascomeno
Produzione e mix: Laurino
Master: Andrea “Berni” De Bernardi (studio Elevenmastering)
Voce in Tavolo Tondo: Acqua Distillata
Copertina: Federico Durante
Sono nato ad Imola nel 1979, la musica ha iniziato a far parte della mia vita da subito, grazie ai miei genitori che ascoltavano veramente di tutto. Appassionato anche di sport (da spettatore, non da praticante), suono il piano, il basso e la chitarra, scrivo report e recensioni e faccio interviste ad artisti italiani ed internazionali per Tuttorock per cui ho iniziato a collaborare grazie ad un incontro fortuito con Maurizio Donini durante un concerto.




