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SWIM DEEP – Emerald Classics

SWIM DEEP – Emerald Classics

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Dopo un lungo tour americano e due dischi in quattro anni arriva il fatidico terzo album, quello che per molti potrebbe essere la svolta della propria carriera musicale mentre per altri potrebbe essere il flop che costringe a pensare di cambiare mestiere. Nel nostro caso, parlando del nuovo disco degli inglesi di Birmingham Swim Deep, in uscita il 4 di ottobre sotto etichette Pop Committee (etichetta della band) e Cooking Vinyl, possiamo senza dubbio considerare “Emerald Classics” l’album della maturità, che li farà conoscere ed apprezzare ancor di più nella loro patria e nel mondo. Il produttore di questo LP registrato in tre settimane nella costa di South East Kent, nel sud-est dell’Inghilterra, è Dave McCracken (Ian Brown, Beyoncé), già produttore dei due precedenti lavori. La band realizza questo prodotto reduce da alcuni cambi di formazione, accanto ai due fondatori, lo storico frontman Austin Williams e il bassista Cavan McCarthy e al tastierista James Balmont che si è aggiunto da circa 5 anni, troviamo Tomas Tomaski alla batteria (ex-Childhood) e Robbie Wood alle chitarre. Dopo alcuni cambiamenti personali, relazioni finite ed altre iniziate, Austin e Cavan hanno tradotto in canzoni le loro emozioni.

La prima traccia, che è anche il primo singolo, “To Feel Good” fa capire le nuove influenze della band, si va da qualche accenno di gospel intonato dal Margate Social Singing Choir che si intreccia con un cantato quasi parlato di Austin che racconta le proprie esperienze di musicista accompagnato da melodie molto solari. “021 Desire” ci porta a sonorità anni ’80 di gruppi come Ultravox dove i synth la fanno da padrone. “Bruised” invece ci trasmette un qualcosa del brit pop anni ’90, confermando la poliedricità dei ragazzi di Birmingham che, con la seguente “World I Share”, ci regalano una vera e propria perla che sembra uscita da uno dei migliori album dei Pet Shop Boys. “Father I Pray” è un altro brano molto allegro in cui abbiamo un duetto notevole Austin/coro. “Sail Away, Say Goodbye” è il secondo singolo, dalla malinconia evidente nel descrivere il momento in cui si lascia andar via una persona cara ma si deve comunque ripartire in qualche modo. Le sonorità richiamano sempre quelle degli Ultravox, grazie al perfetto tappeto sonoro prodotto da tastiere e synth. “Drag Queens In Soho” è un messaggio molto positivo in un periodo in cui la diversità è ancora vista come un tabù. Poco dopo la metà della canzone c’è spazio per una notevole suite synth/voce in falsetto. “Happy As Larrie” porta una ulteriore ventata di positività in un brano in stile Coldplay che potrebbe essere l’ennesimo singolo di questo splendido album. Top Of The Pops” ci traghetta in perfetto stile indie-pop verso l’ultima canzone, un inno pieno di speranza, ovvero “Never Stop Pinching Myself”.

L’album presenta un’originalità unica nell’omaggiare vari periodi storici della musica inglese, soprattutto i mai dimenticati anni ’80, non c’è un solo episodio debole e soprattutto non c’è alcuna ombra di plagio e in ognuna delle composizioni è presente una grande freschezza. I ragazzi sono maturati eccome ed hanno fatto quel salto di qualità che mi auguro possa portar loro verso successi molto meritati.
 
MARCO PRITONI
Voto 9/10


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Tracklist:

  1. To Feel Good
  2. 021 Desire
  3. Bruised
  4. World I Share
  5. Father I Pray
  6. Sail Away, Say Goodbye
  7. Drag Queens In Soho
  8. Happy As Larrie
  9. Top Of The Pops
  10. Never Stop Pinching Myself

 
Credits:
Etichette: Pop Committee/Cookiny Vinyl
 
Band:
Voce, chitarra, synth e pianoforte: Austin Williams
Basso, tastiere, synth e voci: Cavan McCarthy
Tastiere, synth e voci: James Balmont
Batteria: Tomas Tomaski
Chitarra: Robbie Wood
 
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