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Recensione a cura di Elena Arzani di “Sic Transit Gloria Mundi” – Ulver – House of Mythol …

Recensione a cura di Elena Arzani di “Sic Transit Gloria Mundi” – Ulver – House of Mythol …

“Sic Transit Gloria Mundi”

Band
Ulver

Etichetta
House of Mythology

Formato
EP

Data
11.11.2017

Foto

Sembra nato da una costola di  “The Assassination of Julius Caesar” l’ultimo affascinante EP degli Ulver “Sic Transit Gloria Mundi”, la cui cover si riallaccia alla tematica di tragici accadimenti verificatisi in anni recenti, tra cui il tentato omicidio di Papa Giovanni Paolo II, affiancata ad una locuzione latina “così passa la gloria del mondo”, che nuovamente esprime una profonda riflessione sulla temporaneità dell’esistenza. 
Il carattere del quadro di Francis Bacon, Study After Velásquez’s Portrait of Pope Innocent X del 1953 (courtesy de Des Moines Art Center), ben riflette quello dei brani proposti, che nonostante la breve durata, si classificano come una delle uscite più forti dell’anno. È la voce di Garm a tirare le redini di tutto l’Ep, affascinando con il suo timbro e carica emozionale ogni momento, anche quando gli arrangiamenti sono un po’ troppo affogati nelle stratificazioni. “Echo Chamber (Room Of Tears)” e “Bring Out Your Dead” sono entrambi brani, inizialmente concepiti per “The Assassination Of Julius Caesar”, riarrangiati durante l’estate e proposti in questa nuova e definitiva veste, che si completa con la cover di “The power of Love” dei Frankie Goes To Hollywood, un omaggio a quelli che gli Ulver hanno definito “Gli Eroi d’infanzia”, in cantiera da oltre un decennio ed ulteriore conferma di questa nuova svolta pop della band.
L’atmosfera cupa ricorda i Depeche Mode degli anni migliori, sonorità dark pop estese per quindici minuti in tre sole tracce. L’EP è più concentrato rispetto all’album ed più compatto anche in termini di stile. “Echo Chamber (Room of Tears)” è un pezzo più oscuro e sembra un’ibrido di brani come Nemoralia e Rolling Stone. Il monologo di Garm è in qualche modo superfluo, ma la traccia non si trascina in lunghezza, quindi non incide particolarmente. “Bring Out Your Dead” è decisamente tra i migliori brani concepiti, ha un ritmo fantastico, voci e melodie memorabili. 

Sofisticato, intenso e per nulla scontato.
I lupi norvegesi continuano a stupire!

Elena Arzani

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Autore

Elena Arzani
Art director, fotografa e giornalista. Masters di Laurea in  Communication Design, and Arts (Central St. Martin’s di Londra). Esercita da oltre 20 anni nei settori della moda, pubblicità ed editoria dell’arte contemporanea e musica. Vive a Milano e Londra.