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PIT COCCATO – CORSO CAVALLOTTI 28

PIT COCCATO – CORSO CAVALLOTTI 28

Quando mi approccio all’ascolto di un nuovo lavoro di Pit Coccato le aspettative sono sempre alte, e questa volta sono anche state accompagnate da una curiosità molto alta, in quanto il nuovo EP Corso Cavallotti 28 rappresenta un debutto per quanto riguarda l’uso della lingua italiana da parte del cantautore e polistrumentista di Novara.

Al centro il tema della salute mentale che diventa il fulcro del racconto, affrontata con profondità e intimità, ma senza mai risultare opprimente.

Pit Coccato riesce a dar voce a malumori diffusi tra i ragazzi della sua generazione, ma che possono benissimo trovare spazio anche nelle menti di persone di età diverse, e si muove in uno spazio di riflessione, dove la vulnerabilità non è un limite, ma anzi l’essere consapevoli della propria fragilità diventa motivo di valorizzazione di noi stessi. Una presa di coscienza che parte da uno sguardo lucido sulla condizione della generazione contemporanea e delle sue tensioni, date dal sempre presente peso di una retorica del successo, dall’instabilità economica, dallo spettro della guerra, dalla rottura con il mondo degli adulti che sembra incapace di garantire un futuro più solido. Tensioni che incidono profondamente sull’equilibrio emotivo e che rendono la fragilità una condizione condivisa.

L’artista piemontese presenta così Corso Cavallotti 28:

Volevo scrivere in italiano. Ho scritto la mia prima canzone seria a 19 anni in Irlanda, dove ho vissuto in adolescenza, influenzato dal verde, dal suono cantilenato delle voci arrotolate e ovviamente dalla musica che suonavano in quei meravigliosi pub sudati.

Una volta tornato a vivere a Novara, più precisamente in Corso Cavallotti 28 (sì, è il titolo dell’EP e ci tenevo a scriverlo perché è proprio lì che sono nato; potrebbe essere in qualche modo pericoloso scriverlo ma sono un romantico temerario), ho sentito il bisogno di dover cambiare linguaggio, ritornando al mio, a quello dei miei cari e dei miei amici (il che è un po’ un peccato perché l’inglese camuffa la mia “erre” ma va bene così).
É qui, nella mia casa e con i miei amici che ho iniziato a scrivere le canzoni di questo EP, che parla proprio di loro! Di loro e anche dei loro amici, della nostra generazione e del periodo difficile in cui sta vivendo.
Come ci legano troppe cose tristi, come ci sentiamo soli, come stiamo sempre a ballare scalzi sul filo di un rasoio; e da questo filo alcuni cadono.

È a loro che dedico il mio EP, ai caduti dal filo del rasoio, a quelli che non han trovato un equilibrio.

Corso Cavallotti 28 è un EP terapeutico che si apre con Fuoco cammina con me, brano dai suoni e dai ritmi che si fanno via via sempre più pieni e frenetici, fino a dar vita ad un labirinto cacofonico che rappresenta un dedalo di pensieri confusi che si intrecciano, e si chiude con il brano omonimo che trasmette immagini di ragazzi seduti davanti ad un fuoco in una sera d’estate, con racconti del passato che abbracciano flebili speranze rivolte ad un futuro sempre più incerto.

In mezzo tre brani da scoprire e apprezzare ascolto dopo ascolto, che abbracciano decenni di musica alternativa italiana (con richiami a band seminali come i CCCP, arrivando a giorni più vicini ai nostri, cito un nome tra i tanti, Sick Tamburo), e internazionale, dove non posso non citare Radiohead, Pavement, Pixies e Sparklehorse, senza dimenticare artisti come Tom Waits e Mark Lanegan.

Quando si ha la capacità di scrivere una canzone cona la c maiuscola, non importa l’idioma usato, perché Pit ha un enorme talento nel saper utilizzare il linguaggio universale della musica.

MARCO PRITONI

Tracklist:

01. Fuoco cammina con me
02. Metodo
03. Torna a casa Lessie
04. Guarirai
05. Corso Cavallotti 28

Credits:
Etichetta: DocMusic
Distribuzione: Artist First
Edizioni: Freecom

Scritto da:
Pietro Coccato, Luca Pasquino, Carlo Scarpa
Mix: Federico Puttilli, Daniele Celona
Master: Gioele Garofalo
Produzione: Pietro Coccato, Luca Pasquino, Daniele Celona
Suonato da:
Pietro Coccato : voci, chitarre, Organo, Mellotron
Luca Pasquino: basso, synth, cori
Jacopo Guzzo: Batteria
Agnese Magda Carbone: Cori
Marcello Zampogna: Violoncello
Gaia Costantini: Organo, Mellotron

Eccetto “Guarirai“.
Scritto da: Pietro Coccato, Luca Pasquino, Carlo Scarpa
Mix: Andrea Bertolo, Pietro Coccato (Kono Dischi)
Master: Gioele Garofalo
Produzione: Pietro Coccato, Luca Pasquino
Suonato da:
Pietro Coccato: voci, chitarre
Luca Pasquino: basso
Jacopo Guzzo: Batteria
Andrea Bertolo: Piano Fender, Synth
Mattia Mariuzzo: Chitarra, Voce, Cori
Foto: Agnese Carbone aka AgneMag

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