PILEDRIVER – First national rock
Ci sono dischi che non hanno mai conosciuto il grande pubblico ma che, a distanza di anni, continuano a esercitare un’attrazione particolare su chi ama esplorare le zone meno illuminate della storia del rock. First National Rock dei Piledriver è uno di questi: un album che affonda le radici nel cuore degli anni Settanta e si muove con disinvoltura lungo la linea di confine tra hard rock primordiale, boogie elettrico e primi segnali di quello che diventerà il metal più ruvido.
La forza del disco sta tutta nella sua immediatezza. La produzione è ridotta all’osso, volutamente poco levigata, e restituisce l’impressione di una band ripresa quasi in presa diretta, come se stesse suonando sul palco di un club saturo di fumo e amplificatori al limite. Le chitarre guidano il gioco con riff robusti e diretti, spesso di matrice blues, ma caricati di un’energia aggressiva che guarda già oltre il decennio in cui il disco vede la luce. Basso e batteria formano una sezione ritmica compatta, più attenta all’impatto che alla ricercatezza, perfettamente funzionale a un suono pensato per colpire allo stomaco. La scaletta alterna brani veloci e trascinanti a episodi più lenti e cadenzati, dal sapore decisamente “stradale”. I Piledriver dimostrano di saper scrivere canzoni essenziali ma efficaci, costruite per funzionare dal vivo: strutture semplici, ritornelli memorabili e assoli che vanno dritti al punto senza inutili divagazioni. anche sul fronte vocale l’approccio è coerente con l’estetica dell’album. Si passa da un hard-rock di razza a momenti southern con richiami zztoppiani. Il cantato è ruvido, graffiato, privo di qualsiasi tentazione virtuosistica: conta l’attitudine, conta l’energia, conta quella sensazione di urgenza che attraversa ogni brano e invita istintivamente ad alzare il volume.
First National Rock non è un classico nel senso più canonico del termine, ma resta un ascolto prezioso per chi ama il rock duro delle origini, le band senza compromessi e i dischi che odorano più di strada e birra che di studio patinato. Un piccolo tassello, forse minore, ma tutt’altro che trascurabile nel mosaico del rock più crudo e viscerale.
MAURIZIO DONINI
Tracklist:
Light Years From Here
Ridin’
We Will Be Rockin’ On
First Nations Rock
Another Treason
Comin’ Home
To The Edge Of The World
All Through The Night
FIRE!
There Comes A Time
The World’s On Fire
I Still Can’t Say Good-Bye
Back To Back
Shout It Out
Credits:
Pubblicazione: 14 novembre 2025
Label: Rockwall Records
Distribuzione: BOB-MEDIA, Believe Digital
Produttori: Stefan Kaufmann (Accept), Michael Sommerhoff, Martin “Mattes” Pfeiffer
Mix & Mastering: Martin “Mattes” Pfeiffer
Band:
Michael Sommerhoff – chitarra, voce
Peter Wagner – chitarra, voce
Tom Frerich – tastiere
Jens Heisterhagen – basso
Dirk Sengotta – batteria
www.piledriver.eu
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CEO & Founder di TuttoRock - Supervisore Informatico, Redattore della sezione Europa in un quotidiano, Opinionist in vari blog, dopo varie esperienze in numerose webzine musicali, stanco dei recinti mentali e di genere, ho deciso di fondare un luogo ove riunire Musica, Arte, Cultura, Idee.




