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PENELOPE TRAPPES – Aeternum

PENELOPE TRAPPES – Aeternum

Scritti durante un periodo di isolamento nelle Highlands scozzesi, Trappes compose questi brani durante sessioni meditative a lume di candela. Tra una profonda introspezione ed il desiderio di purificare traumi a lungo sepolti, si ritrovò istintivamente attratta dal violoncello, nonostante non avesse alcuna formazione formale. “Le corde nervose del violoncello diventarono accordi esterni delle mie corde vocali. Mi appoggiai a esse, evocando tutte le texture che riuscii a raccogliere”. ‘Æternum viene pubblicato in edizione digitale e vinile ‘black label’, con una copertina esterna minimalista completamente nera. Le copie, in edizione limitata, includeranno una foto Polaroid unica, firmata e numerata di Penelope, scattata da Agnes Haus, applicata sulla copertina. Il titolo, ‘Æternum’ (dal latino ‘eterno’) evoca la duratura gravità tematica del disco ed il suo legame concettuale con il dolore, la guarigione ed il passare del tempo. “Ho scritto circa 35 brani durante le sessioni di A Requiem” spiega Trappes, “alcuni come studi minimalisti, altri come prove d’umore, altri ancora come tracce complete che semplicemente non si adattavano all’album. Amo tutti questi brani, ma credo che appartengano ad un tempo ed un luogo su cui forse non voglio soffermarmi troppo a lungo; quindi, li ho lasciati liberi di uscire, legati per sempre ad ‘A Requiem”.

Con Aeternum, Penelope Trappes firma uno dei dischi più cupi e magnetici della sua carriera, un’opera che si muove sul confine tra dark folk, drone e ambient rituale, con una forza espressiva che non ha bisogno di alzare la voce per colpire duro. “Aeternum” non è un album da sottofondo: è un’esperienza immersiva, quasi liturgica, che chiede attenzione totale e restituisce inquietudine, bellezza e un senso di sospensione metafisica. La scrittura di Trappes si affida a strutture minimali: poche note, lente progressioni, armonium e synth che respirano come organismi vivi. Le sue linee vocali – scarne, solenni, spesso corali – evocano litanie funebri e paesaggi interiori desertificati. I testi ruotano intorno a perdita, spiritualità e dissoluzione dell’io, ma senza mai scivolare nel manierismo gotico: tutto appare autentico, viscerale, come se ogni traccia fosse un frammento di confessione notturna.

Rispetto ai lavori precedenti, “Aeternum” accentua la dimensione rituale della sua musica: le canzoni sembrano costruite per essere attraversate più che ascoltate, con tempi dilatati e dinamiche ridotte all’osso. È un disco che dialoga con certa tradizione dark europea e con l’ambient più ascetico, ma mantiene una voce personale, riconoscibile, lontana sia dal folk classico sia dall’elettronica decorativa.

Non è un ascolto facile né immediato, ma è proprio questa la sua forza: “Aeternum” pretende silenzio attorno a sé e lo ricompensa con un’intensità rara. Un lavoro coerente, profondo, che conferma Penelope Trappes come una delle figure più interessanti dell’underground oscuro contemporaneo. Per Tuttorock, è un disco che parla poco al corpo e molto allo spirito… e che, proprio per questo, lascia il segno.

MAURIZIO DONINI 

Tracklist:

Requiem Æternum
Bleed
Litany
Highland
Desiderium
The Mercy Of The Hagetisse
Home

Credits:
Data d’uscita: 31 ottobre 2025
Label: One Little Independent Music, Bertus

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/10
VOTO

Band:
Penelope Trappes

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