LUCA CAROCCI – GESUCRISTO FORSE È MORTO DI FREDDO
Gesucristo forse è morto di freddo è il nuovo album di Luca Carocci, cantautore, produttore e polistrumentista dal linguaggio raffinato e originale.
8 brani in cui Luca attraversa le zone più contraddittorie e vitali dell’esistenza tra ironia, dolore e disincanto, alla ricerca di un’autenticità possibile dentro un presente che nasconde, in un viaggio di grande sincerità tra identità, errori, memoria, presenze e quel desiderio ostinato di diventare sé stessi.
Essenziale nella forma e registrato rigorosamente in presa diretta per preservarne l’autenticità, il disco mette in primo piano la bellezza dell’imperfezione, il calore dei timbri e la limpidezza delle parole. Bastano poche frasi per restituire ciò che davvero conta: l’espressione delle proprie differenze, la capacità di accogliere un tempo che naturalmente si dilata, l’arte del perdono, la capacità di tornare a respirare – finalmente – a pieni polmoni.
“Non serve darsi fuoco né spingere un motore, restare fissi a terra tra i debiti del fare… né essere sé stessi e fingere di amare” afferma Luca a proposito dell’album. “Rallentare, fare pace con sé stessi, ricalcolare le priorità e gioire delle proprie differenze, senza uniformarsi per sentirsi parte del tutto. L’unica cosa che davvero conta è – ed è sempre stata – la verità. La felicità non è un premio, ma un atto di volontà: una scelta, anche quando nulla sembra allinearsi. Perché questo non accadrà mai. La perfezione è un’illusione, oggi forse solo un riflesso governato da un algoritmo. Prima di fare qualsiasi cosa, occorre trovare il coraggio di essere. Perdere il senso dell’individuo trasforma la collettività in massa indefinita; rinunciare alle passioni per paura del giudizio altrui significa rinunciare alla pienezza della vita. Il viaggio verso sé stessi è il viaggio verso l’universo. Questo disco esiste così com’è, nella sua essenza irriducibile, così come doveva essere: fotografia di un istante irripetibile, per questo sintesi di tutto quello che siamo stati e forse anticipazione di quello che saremo. E non è necessario essere tutti d’accordo.”
Co-prodotto insieme al fido Roberto Angelini, cantautore e polistrumentista che non ha bisogno di presentazioni, Gesucristo forse è morto di freddo è un nuovo validissimo episodio che proviene da un territorio in cui non è facile distinguersi ma Luca Carocci ci riesce benissimo e si conferma come uno dei portavoce più affidabili di quel cantautorato che deve molto a Francesco De Gregori.
MARCO PRITONI
Tracklist:
01. Canzone semplice
02. Cammina bambina
03. Il gelo dentro una parola
04. Gesucristo forse è morto di freddo
05. Le sere di maggio
06. Solo su una gamba
07. Tu che difendi il lavoro / Per non farsi male
08. Aspetto fuori
Credits:
Registrato in presa diretta da Paolo De Stefani at “The House Of The Rising Sun” Studio – Artena.
Il Sax di Daniele Tittarelli è stato registrato da Roberto Angelini at “Il Lavatoio” Studio.
Prodotto da Luca Carocci & Roberto Angelini.
Mix e Mastering al Mid & Side Studio di Paolo De Stefani.
Luca Carocci: Voce, Basso, Chitarre Classiche, Acustiche, Elettriche, Synth
Roberto Angelini: Cori, Chit. Elettriche, Lap Steel, Pedal, Synth, Tascam Portastudio
Filippo Cornaglia: Cori, Batteria
Jose Ramon Caraballo Armas: Percussioni, Tromba
Massimiliano Ciafrei: Wurly, Organo, Piano
Daniele Tittarelli: Sax
Paolo De Stefani: Wurly – “Su Una Gamba Sola”
Grafica: Alessio Morglia
Foto: Simone Cecchetti, Paolo De Stefani, Ercole Guadagnoli – Foto interna, Karen Righi
Label: Flamingo Management Srl
Editore: Flamingo Management Srl / Big Time Edimusica Snc
Distribuzione: Ada Music Italy
Sono nato ad Imola nel 1979, la musica ha iniziato a far parte della mia vita da subito, grazie ai miei genitori che ascoltavano veramente di tutto. Appassionato anche di sport (da spettatore, non da praticante), suono il piano, il basso e la chitarra, scrivo report e recensioni e faccio interviste ad artisti italiani ed internazionali per Tuttorock per cui ho iniziato a collaborare grazie ad un incontro fortuito con Maurizio Donini durante un concerto.




