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LINDSAY ANDERSON – Forgiving

LINDSAY ANDERSON – Forgiving

Con Forgiving, Lindsay Anderson firma un lavoro elegante e irrequieto, capace di muoversi con naturalezza tra art pop, dream folk e suggestioni ambient. È un disco stratificato, denso di riferimenti e atmosfere, che rifugge l’immediatezza per privilegiare una fruizione lenta e attenta: un album che si svela davvero solo attraverso ascolti ripetuti. Al centro del progetto aleggia la figura di Leonora Carrington, artista e scrittrice surrealista, la cui biografia visionaria e tormentata diventa per Anderson uno strumento di esplorazione più che un modello da imitare. Forgiving affronta temi come l’identità artistica, il potere e l’autodeterminazione femminile, la logica del sogno e del mito, fino a concepire la libertà creativa come un gesto profondamente politico. Anderson non mette in musica Carrington: la attraversa, trasformando simboli, immagini e tensioni interiori in canzoni sospese tra luce e ombra.

Dal punto di vista sonoro, Forgiving è volutamente sfuggente. La sua forza risiede proprio nell’assenza di un centro stabile, in un continuo slittamento tra registri e linguaggi: l’art pop etereo convive con un folk rarefatto, momenti apertamente ambient come No Place For Me e Map Room, improvvise aperture rock (Down Below), fino a incursioni jazz dal sapore notturno e da club fumoso (Transmitted to the Underworld). Una varietà che può inizialmente disorientare, ma che fa parte integrante del progetto, invitando l’ascoltatore ad abbandonare ogni appiglio rassicurante. Il filo conduttore resta la voce di Anderson: intima, vaporosa, quasi medianica. In brani come The Last Show e The Wolf sembra farsi canale emotivo diretto, richiamando le atmosfere dei lavori con L’Altra, ma con una maturità nuova, più consapevole, meno fragile. La scrittura è fortemente cinematografica: Transmitted to the Underworld evoca un jazz club tra piume e paillettes, Map Room è un labirinto sonoro che confonde e seduce, Release Me cresce su un dialogo tra batteria jazz e pianoforte, mentre Narcissus si impone come un’ode intensa e sofferta.

L’insieme restituisce una sensazione austera e sognante, come un ipotetico “white film” jarmaniano: un bianco solo apparente, da cui filtrano colori, visioni e frammenti di vite intere. Forgiving non è un disco facile né conciliatorio in senso immediato. È un’opera che parla di riconciliazione come processo complesso, che passa attraverso la consapevolezza, la trasformazione e la riappropriazione di sé. Un lavoro sofisticato, coraggioso e profondamente personale, che conferma Lindsay Anderson come una delle voci più interessanti dell’art pop contemporaneo. Un album da ascoltare più volte, lasciandosi guidare dalla sua logica onirica e dalla sua eleganza inquieta.

MAURIZIO DONINI 

Tracklist:

Last Show
The Wolf
AWOL
Transmitted to the Underworld
Recollections
No Place For Me
Down Below
Map Room
Less Scared
Release Me
Narcissus
Wild love

Credits:
Pubblicazione: 7 novembre 2025
Label: Unlabeled
All songs and lyrics by Lindsay Anderson
Produced by Lindsay Anderson, Jim Gifford and Wesley Reno
Engineered by Wesley Reno at Narwhal Studios, Chicago
Mixed by Wesley Reno
Mastered by Carl Saff at Saff Mastering
Cover and back cover images by Marzena Abrahamik
Design by Lindsay Anderson and Andrea Langley

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/10
VOTO

Band:
Lindsay Anderson: vocals, piano, Wurlitzer, Rhodes, Nord, Synths, flute
Wesley Reno: bass, guitar, organ, mandolin
Jim Gifford: drums, hand drums, percussion
Guests:
Chris Poland: electric guitar on “Down below”
Nick Macri: acoustic bass on “Recollections”
Rick Embach: vibraphone on “AWOL”
John Hughes: programming

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