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GIANNI MAROCCOLO – Alone vol. III

GIANNI MAROCCOLO – Alone vol. III

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Inseguendo una libellula in un prato… Così iniziava Con il Nastro Rosa, famosa canzone di Lucio Battisti, scritta da Mogol.

E’ uno strano e affascinante insetto la libellula: il significato più profondo che si può associare alla libellula è quello della trasformazione, di passaggio dalla vita spensierata adolescenziale alla vita da adulti. Proprio la libellula, disegnata nell’artwork dal fedele Marco Cazzato, simboleggia la meravigliosa metafora concettuale di Alone vol.III, terzo capitolo della saga Disco Perpetuo di Gianni Maroccolo, progetto artistico e sperimentale ideato dal musicista toscano e così suddiviso: musiche di Gianni Maroccolo, illustrazioni di Marco Cazzato e racconti di Mirco Salvadori.

Il Disco Perpetuo prevede la pubblicazione di un album con cadenza semestrale (precisamente ogni 17 giugno e 17 dicembre). Questo terzo episodio discografico di Marok, edito per Contempo Records, e anticipato dall’uscita del video di Storia di Loletta, porta con sè, come dichiarato da Maroccolo stesso, un altro delicato tema d’attualità, ossia la violenza fisica e psicologica sui più deboli, in particolar modo su donne e bambini.
Non credo necessiti di superflue presentazioni uno dei massimi esponenti della scena musicale italiana contemporanea, nonchè meticoloso e fine ricercatore del suono come Gianni Maroccolo, che possiamo considerare affettuosamente il nostro Brian Eno. Che ci sia un parallelismo intellettuale tra questo percorso solista del Disco Perpetuo e la sua concomitante collaborazione coi Deproducers? Due progetti indie contemporanei attraverso i quali Maroccolo trasmette il suo forte desiderio di esplorare, con modus scientifico e pathos psicanalitico, tutti gli elementi che caratterizzano e accomunano l’esistenza e l’evoluzione del genere umano.

Alone vol.III è composto da tre brani soltanto: uno breve, Storia di Loletta, che funge da introduzione e due lunghi, The Slash e Catene, che superano entrambi i 20 minuti. La voce di Luca Swanz Andriolo interviene in alcuni momenti recitando un racconto di Nina Maroccolo, la sorella di Gianni. Siamo passati dall’immobile bisonte della tundra siberiana di Alone vol.I alle oscure profondità degli abissi del luccio solitario di Alone vol.II, fino a raggiungere le acque paludose di Alone vol.III, nelle quali ristagna la larva-libellula, la quale abbandona il mondo subacqueo, la sua casa fino ad allora, per trasformarsi in un magico insetto alato. La libellula incarna i cambiamenti della vita, l’introspezione di se stessi e della propria coscienza, che sboccia e prende il volo alla volta di un’ideale di riscatto dell’essere umano, che sia vittima o carnefice, senza mai dimenticare le condizioni ambientali intorno a tale redenzione.

Vol.III nasce, dunque, dalla palude; habitat che sembra esprimere tutto l’humus emotivo odierno del nostro Paese: territorio che, col tempo, sembra essersi trasformato in un luogo sgradevole e poco ospitale. L’opera omnia di Gianni Maroccolo, in tutta la sua arte liturgica, lirica, cadenzata, oscura, onirica, metallica e sinfonica, è un movimento perpetuo nella sua continua metamorfosi: una sfida perenne in uno spazio senza coordinate, all’interno di una natura post-industriale piena di strutture che non può prescindere dalle eterne contraddizioni dell’essere umano. È come ritrovarsi in un sistema di insieme alla ricerca di un rifugio, che cerca di alimentare e tener vivo all’infinito un lievito madre naturale, e che rincorre una speranza o un desiderio di fuga (una libellula in un prato…), tra distorsioni e contaminazioni strumentali cangianti.

Se vedete una libellula preparatevi, perché molto probabilmente sta per cambiare qualcosa nella vostra vita. Così come quando ascolterete Alone – Volume III di Gianni Maroccolo, in attesa della successiva trasformazione nel prossimo 17 giugno.

ANDREA MUSUMECI

Tracklist:

LATO A
Storia di Loletta (4’01”)
The Slash (20’59”)
LATO B
Catene (24’07”)

Credits:
Label: Contempo Records
Pubblicazione: 17 dicembre 2019

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VOTO
Gianni Maroccolo 02 Francesco Ballestrazzi BASSA