FATTORE RURALE – “Emilia Cowboy”, recensione dell’album dal 28/11/2025
“EMILIA COWBOY” è un’opera che affronta il tema del dualismo tra bene e male, creando un confine sottile tra le due parti che non viene mai valicato, ma piuttosto permette ai due sentimenti di fondersi. Questo approccio consente all’essere umano di essere completamente vivo sia nella luce che nelle tenebre, accettando la complessità della natura umana. Il tema dell’eterno ritorno, una filosofia che si concentra sull’idea che ogni momento della vita si ripeterà all’infinito, è ancora una volta al centro dell’album. Questo concetto è strettamente legato al motto “Morte Amore Desolazione”, che sembra riflettere la visione del mondo dell’artista. L’album sembra essere un viaggio attraverso le profondità dell’anima umana, esplorando i contrasti e le contraddizioni che definiscono l’esistenza. La musica potrebbe essere caratterizzata da atmosfere intense e suggestive, con testi che riflettono sulla condizione umana e sulla ricerca di significato.
“EMILIA COWBOY” è un album che invita l’ascoltatore a riflettere sulla complessità della vita e sulla natura umana, esplorando i temi dell’amore, della morte e della desolazione in un contesto di eterno ritorno.
Commenta la band sulla nuova release: “Vogliamo entrare dentro le persone, senza lascia spazio alle menzogne e con le nostre parole trovare nostri simili per custodire in eterno le loro urla.”
Hanno partecipato alla realizzazione del disco: Marco Costa (testi e musica, produzione artistica, voce, chitarra acustica, grancassa), Riccardo Polledri (arrangiamenti, chitarra elettrica), Gianluca Ferrari (arrangiamenti, testi), Giovanni Sala (registrazioni presso Cantine di Badia Studio, mix e master, pianoforte), James Prosser (collaborazione in fase di registrazione), Edoardo Cilia (grafiche copertine album), Paolo Veneziani (foto copertina).
CALENDARIO PROSSIMI LIVE
27/12 Garbage (Aq)
24/01 Rockstar (Gr)
7/02 Tambourine Club (Mb)
21/02 TBA (Pc)
28/02 Disaster (Cr)
Fattore Rurale nasce nel 2016 dall’incontro tra il cantante Marco Costa e il chitarrista Riccardo “Trivella” Polledri. Come tutti i progetti destinati a durare nel tempo, nasce dalla verità; da un’esigenza comunicativa, con il solo scopo di divulgare un messaggio ben preciso. Il Fattore Rurale non lascia spazio alle menzogne e con le loro parole cerca di trovare i propri simili per custodire in eterno le loro urla. Il Fattore Rurale vuole urlare al mondo che è inutile scappare dalla propria natura. Solo l’accettazione dei propri peccati potrà rendere le persone libere. Attraverso le canzoni si percepisce il loro modo di vivere e la consapevolezza che l’essere umano è lontano dall’essere perfetto perché consumato dalle cicatrici del proprio vissuto e dalle disillusioni della vita reale. Questo messaggio si percepisce chiaramente nelle loro canzoni; “Stricnina”, “Liberaci dal male”, “La pioggia picchiava gennaio” e “Figli di Icaro” sono il manifesto del loro pensiero. Il Fattore Rurale non è una semplice band, ma un’idea e questo lo dimostra la loro versatilità nei concerti e la loro formazione in continua evoluzione. Li puoi tranquillamente trovare in duo elettrico o in full band, ma non è importante la forma, perché in qualsiasi modo tu li veda il loro modo di fare musica non cambia. Reale e di cuore, sempre. Alle fondamenta abbiamo: Marco Costa alla scrittura, voce e chitarra acustica, accompagnato da Riccardo “Trivella” Polledri agli arrangiamenti e alla chitarra elettrica; dal 2020 al basso Gianluca “Gianni” Ferrari, un innesto molto importante sia in fase di scrittura sia perché in linea perfettamente con il pensiero comune della band e Alex Janev alla batteria. Ma il loro modo di vivere la musica li ha portati a incontrare personalità importanti che hanno sposato la stessa causa; Mr. Panda, un amico che li aiuta in ogni loro live e in tutti i problemi oltre la musica che una band deve affrontare, il grafico e tutto fare Edoardo Cilia e il fonico ufficiale Daniele Mandelli di Elfo Studio.
La loro musica è il punto di incontro tra il country/blues americano e la verità distorta delle campagne piacentine. L’ispirazione nasce dalla ricerca di un sound viscerale, che si ferma nel tempo. Tra i loro ascolti comuni ci sono Johnny Cash, Robben Ford e Bruce Springsteen; arrivando nella loro terra d’origine e legandosi indissolubilmente a Nomadi, Guccini e Vasco Rossi. Il Fattore Rurale disseppellisce la verità; nascondere i mostri sotto al letto non è la soluzione e la sincerità verso se stessi renderà liberi. Chi vive inseguendo l’idea di voler piacere a tutti vivrà di merda e la butterà su chi ha accanto. Tre sono gli elementi degni di nota nella loro produzione, cardini fondamentali: la voce di Marco Costa, unica, la chitarra acustica nuda e cruda e le linee melodiche ed assoli della elettrica. Il piatto è servito.
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FILIPPO MAZZINI
Tracklist:
1. Emilia cowboy
2. Rispetta il dolore
3. La stagione del vento
4. Gli spiriti della foresta
5. Revolver
6. Codardo
7. Fulmini
8. Prendimi e portami via
Band:
Sono nato a Lugo nel 1978, da sempre appassionato della musica in tutte le sue sfumature. Suono da diversi anni la chitarra, e il mio genere preferito è il rock, in tutte le declinazioni. Collaboro da Ottobre 2024 con Tuttorock, per recensioni e interviste. E per questo spero che sarà sempre e solo un crescendo della testata. Stay tuned!




