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Citrus Citrus – In the belly of the eternal draw

Citrus Citrus – In the belly of the eternal draw

Con In the Belly of the Eternal Draw i Citrus Citrus firmano un secondo album magnetico, labirintico e sorprendentemente compatto proprio nella sua dichiarata frammentarietà. Un lavoro che non solo conferma la band padovana come una delle realtà più originali della nuova psichedelia italiana, ma ne rafforza l’ambizione: costruire un linguaggio che rifiuta scorciatoie narrative e comfort zone formali. Il disco nasce da un metodo radicale: lunghe sessioni improvvisative, nessun brano “chiuso” prima dell’ingresso in studio, strutture che prendono forma per stratificazione, seguendo l’istinto prima che la progettazione. È un approccio che si riflette chiaramente nell’ascolto: In the Belly of the Eternal Draw non procede per sviluppo lineare, ma per accumulo e deriva, come una mappa tracciata a mano libera, ripassata solo quando la voce trova il proprio spazio naturale.

I Citrus Citrus sembrano deliberatamente evitare qualsiasi centro gravitazionale. Non c’è un tema dominante né una narrazione riconoscibile, ma una costellazione di prospettive sonore che si attraggono e si respingono. L’album si configura così come un percorso iniziatico più che come una sequenza di canzoni: un’esperienza che chiede all’ascoltatore di abbandonare l’idea di orientamento per affidarsi al movimento. Se il debutto era attraversato dal concetto di metamorfosi, qui il gruppo amplia lo spettro fino a trasformarlo in un vero e proprio caleidoscopio stilistico. Funk ruvido e pulsante convive con poliritmie afrobeat, suggestioni folk ed etniche si intrecciano a slanci kraut e baggy, mentre riflessi electro-wave emergono e scompaiono come miraggi. Ogni traccia è un microcosmo autonomo, un frammento di realtà rifratta che contribuisce a un insieme volutamente disomogeneo ma coerente nella visione. Tra i momenti più significativi, la title track “Eternal Draw” apre l’album con un respiro ampio e quasi rituale, fissando immediatamente il tono visionario dell’opera. “Circular Ruins” concentra in pochi minuti un viaggio fatto di groove sghembi e atmosfere sospese, mentre “Sushi Sushi”, pur risultando uno dei brani più immediati, conserva una natura instabile e cangiante. “Let Me Churn”, scelto come primo singolo, fonde un funk meccanico a un crescendo emotivo che parla di accettazione e trasformazione, mentre la lunga “Asterione” chiude il disco come un labirinto sonoro da cui non si ha davvero voglia di uscire.

In the Belly of the Eternal Draw non è un ascolto accomodante. È un disco che richiede partecipazione, attenzione, disponibilità a perdersi. Le correnti cambiano direzione senza preavviso, le forme si dissolvono prima di stabilizzarsi. Ma è proprio in questa libertà radicale che risiede la sua forza: i Citrus Citrus non cercano di rassicurare, bensì di aprire varchi, suggerire possibilità, evocare mondi. Funziona per la ricchezza timbrica e per la capacità di far convivere tradizione psichedelica e ricerca contemporanea; per la coerenza del caos, paradosso che la band maneggia con una maturità sorprendente; per una produzione attenta, capace di valorizzare l’urgenza improvvisativa senza sacrificare definizione e profondità; soprattutto per una visione che non cerca paragoni, ma costruisce un’identità autonoma. Con questo secondo album i Citrus Citrus consegnano un lavoro ambizioso, libero e profondamente identitario. In the Belly of the Eternal Draw non è un disco da consumare: è un’opera da attraversare. E, come ogni buon labirinto, restituisce qualcosa di diverso a ogni passaggio.

MAURIZIO DONINI 

Tracklist:

Eternal Draw – 6:22
Circular Ruins – 3:55
Sushi Sushi – 5:37
Irace del Capo – 4:38
Let Me Churn – 5:07
Ivory Crumbs – 2:52
Mountain Depth – 4:46
Asterione – 7:48

Credits:
Pubblicazione: 14 novembre 2025
Label: Universal Music Italia
All songs written and produced by Citrus Citrus
Recorded by Matt Bordin at Outside Inside Studio, Volpago del Montello (TV)
Additional recordings by Lorenzo Badin and Marco Buffetti in Padova
Mixed by Yui Kimijima at Tsubame Studio, Tokyo
Mastered by Manuel Volpe presso Okum Studio
Cover art: カ一ド (CARD) by Noguchi Shimura
Graphic design by Marco Venturi

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VOTO

Band:
Lorenzo Badin (guitar, setar, sitar, keys, duduk)
Marco Buffetti (drums, keys, synthesizers, vibraphone, percussion)
Enrico Maragno (bass), Thomas Powell (vocals, keys, synthesizers)
Luca Zantomio (guitar, saz)
Guest:
Congas and additional percussion by Fabio Ferrante
Flute in “Irace del Capo” by Matt Bordin

https://www.instagram.com/_citruscitrus_
https://citruscitrus.bandcamp.com/album/in-the-belly-of-the-eternal-draw
https://www.bronsonproduzioni.com/store/bronson-recordings/citrus-citrus-in-the-belly-of-the-eternal-draw