Now Reading
Children of Paradise di Willie Nile – Recensione dell’album a cura di Elena Arzani

Children of Paradise di Willie Nile – Recensione dell’album a cura di Elena Arzani

Children of Paradise
di Willie Nile


Data di pubblicazione: 27 Luglio 2018
Registrato nel periodo tra Febbraio-Aprile 2018
Genere: Indie Rock
Durata: 43:20

Etichetta: River House Records
Produttori: Stewart Lerman e
Willie Nile
Copertina: Cristina Arrigoni

Children of Paradise Willie Nile

Il dodicesimo album in studio di Willie Nile, il rocker newyorkese, tra gli artisti più stimati dai grandi della musica, riconferma l’abilità e sensibilità di uno dei più importanti cantautori degli ultimi 30 anni. “”Ho realizzato questo album perché avevo bisogno di un rimedio alla tristezza che ci circonda – afferma Nile –  La musica mi solleva sempre il morale ed è per questo che ho scritto questi brani, che riescono perfettamente nell’impresa. Spero possano sollevare anche lo spirito degli altri.” 

Il catalogo di gemme di Nile racchiude un virtuosissimo rock’n’roll, un folk-rock riflessivo, l’intima ballata acustica e persino un album di rivisitazioni di Bob Dylan. Nonostante la longeva carriera, Nile continua a cercare nuove sfide creative alla conquista di nuovi territori musicali. Ha accumulato una base di fan internazionale entusiasta lungo la strada che include ammiratori come Bruce Springsteen, con il quale è stato ospite sul palco in diverse occasioni, e Pete Townshend, che lo ha personalmente richiesto in apertura del tour di The Who negli Stati Uniti del 1980. L’elenco dei fan dichiarati di Nile include anche Bono, Lou Reed, Paul Simon, Ian Hunter, Graham Parker, Jim Jarmusch, nonchè Little Steven e Lucinda Williams, che una volta osservarono: “Willie Nile è un grande artista. Se ci fosse giustizia in questo mondo, dovremmo esser noi ad aprire i suoi concerti, non viceversa”.

La copertina dell’album curata da Cristina Arrigoni, introduce la tematica dell’empatia, dello sguardo rivolto verso la comunità dei senzatetto, della profonda e commovente dignità custodita in ogni essere umano.

“I ritratti – spiega Nile – sono di persone nel mio quartiere di Greenwich Village, scattati dalla grande fotografa italiana Cristina Arrigoni. Alcuni sono senzatetto, altri no. Sono persone ai margini della società, ma sono tutti figli del paradiso, come ciascuno di noi. Cristina Arrigoni fa emergere in loro una dignità che è bella, profonda e commovente”.

Gli iconici ritratti fotografici in bianco e nero commentano visivamente quelli musicali, completandoli e trasmettendo la stessa urgenza emotiva contenuta nella title track dell’album, una canzone che Nile ha scritto con Martin Briley, registrata decine di anni fa, ma che si adatta perfettamente a questo set con chitarre acustiche ed elettriche, canti vocali, organo vorticoso e rullante doppio tempo. L’album è stato ispirato dal grande film del 1943 di Marcel Carné “Children of Paradise”, che si svolge a Parigi sul Boulevard of Dreams, film di cui lo stesso Nile confessa di esser sempre stato particolarmente appassionato.

Co-prodotto con Stewart Lerman e interpretato dalla band di Nile, l’album è composto da 12 canzoni inedite vecchie e nuove, saldate insieme dall’urgenza emotiva di quest’epoca. “I semi della rivoluzione sono piantati nel mio cuore”,  inizia con queste parole “Seeds of the Revolution” prima che le chitarre tintinnanti esplodano, portandoci direttamente a “Do not”, in cui Nile lascia riecheggiare la crudezza musicale dei Clash in un’amalgama di scontri indimenticabili ed il suo coro, distaccandosi dall’iniziale cadenza del New Jersey, per approdare ad una deriva di suoni ed impressioni in sintonia con Strummer ed un funky rock ambientale “Earth Blues”. “Getting” Ugly Out There” rispecchia l’attualità del disco e rappresenta la risposta di Nile alla bruttezza di tutto il mondo così come trasmessa in TV 24 ore al giorno. La solare “Rock ‘N’ Roll Sister” si ispira a Johnny Thunders ed Heartbreakers, mentre si torna ad invocare lo spirito dei Ramones in “All Dressed Up e No Place To Go”, mentre Nile consegna una delle sue distintive riflessioni sulla condizione di solitudine nel brano “Lookin ‘for Someone” eseguito per chitarra e mandolino. “Secret Weapon” e la finale “All God’s Children” sono le armi segrete di una rivoluzionaria ricetta d’amore, che colloca l’album di Nile nella lista dei migliori progetti musicali del nostro tempo, in grado di trascendere il momento presente, per risuonare negli anni a venire.

“È sicuramente uno dei miei album preferiti – afferma Nile – Ho sentito fin dall’inizio che sarebbe stato qualcosa di speciale. È pieno di fuoco, passione e spirito, parla della vita vera. Le canzoni escono dal cofanetto ruggendo e scuotendo, ma ci sono anche canzoni di intimità e tenerezza. Questo album racchiude in sè tutto il potere e l’aspettativa più alta di ciò che amo nel rock ‘n’ roll. È musica sentita, incazzata, innamorata, infuocata e fuori di testa allo stesso tempo. Una ricetta perfetta per una buona festa e un grande album.”

– Elena Arzani

Autore

Elena Arzani Art director, fotografa ed editor di musica, arte contemporanea e moda. Ha intervistato alcuni dei nomi più importanti della scena musicale e non, tra cui Tina Turner, Giorgio Armani, Doug Aldrich, Joey Tempest, Giovanni Allevi, Harry Waters,  Stef Burns e molti altri.
Masters di Laurea in Arts è Docente Universitaria presso il Central St. Martin’s di Londra (UAL University of the Arts, London). Esercita da circa 25 anni nei settori della moda, pubblicità, editoria dell’arte contemporanea e musica nelle città di  Milano, Parigi, Lugano e Londra. ​