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BURN IT DOWN by The Dead Daisies ​ Spitfire Music / SPV – recensione a cura di Elena Arzani

BURN IT DOWN by The Dead Daisies ​ Spitfire Music / SPV – recensione a cura di Elena Arzani

BURN IT DOWN
by The Dead Daisies

Spitfire Music / SPV

Data del rilascio in Italia: 6 Aprile 2018
Formato: CD / LP

TRACKLISTING  
1. Resurrected 4:35
2. Rise Up 4:30
3. Burn It Down 5:48
4. Judgement Day 4:13
5. What Goes Around 4:02
6. Bitch 3:55
7. Set Me Free 4:21
8. Dead And Gone 3:27
9. Can’t Take It With You 3:06
10. Leave Me Alone 3:53
11. Revolution (bonus track) 3:56

Line Up: Doug Aldrich (Whitesnake, Dio), John Corabi (Mötley Crüe, The Scream), Marco Mendoza (Whitesnake, Thin Lizzy), David Lowy (Red Phoenix, Mink)  Deen Castronovo (Bad English, Journey)


Il quarto album in studio dei The Dead Daises si presenta fin dalle prime note, come un vero e proprio trionfo dell’inconfondibile rock classico e fumante della band. È difficile riassumere un album straordinario di questa portata. La ruvida voce roca di Corabi, ha finalmente trovato la sua collocazione ideale all’interno dei Dead Daisies e lo stesso si può dire il “Dio d’oro del rock” Doug Aldrich, i cui riff graffianti si amalgamano in perfetta armonia con i granitici colpi di batteria di Deen Castronovo, il nuovo batterista, interagendo dinamicamente sia con il basso di Marco Mendoza, che con David Lowy, l’unico rocker della formazione iniziale, che spinge sempre più questo super gruppo.

 Grande groove e massicci suoni per un album, che rievoca il meglio degli anni ’70 ed in cui la Band da il massimo in ogni traccia, senza risparmiarsi e/o deludere, lasciandosi amare all’istante, sia dagli appassionati del genere, che dai neofiti, coinvolgendo costantemente l’ascoltatore per tutta la sua durata.  Terminato a dicembre del 2017 e registrato a Nashville da Marti Frederiksen,  con al mixer Anthony Focx e al mastering il leggendario Howie Weinberg, Burn it Down apre brillantemente con “Resurrected”, uno schiaffo sul viso dal groove corpulento e senza fronzoli, un viaggio veloce di riff pesanti ed una sezione ritmica che si adatta perfettamente alla ruvida voce roca di John, comunicandoci dall’inizio che Burn It Down è pronto a colpirci come non mai.

Grossi e potenti riffage, ritmo e percussioni il tutto accompagnato da testi e vocalizzi da pelle d’oca e puro eccitamento. “Resurrected” è anche il primo singolo estratto dall’album, ampiamente diffuso da ogni Radio. Con il nuovo batterista Deen Castronovo che interagisce dinamicamente sia con Marco Mendoza che con David Lowy, il chitarrista Doug Aldrich propone alcuni passaggi intensi e sconvolgenti che sono il perfetto equilibrio tra i suoni vocali soul e robusti di John Corabi. Questo album nel suo insieme sembra più spoglio, aggressivo e crudo. Rise Up è il secondo brano rilasciato e sottolinea il fatto che il successo del primo non è stato un colpo di fortuna! Splendido, perfettamente eseguito ti porta ad un ulteriore salto in alto. Un’incredibile brano, ricco di effetti strumentali grezzi e dal sapore di pura improvvisazione in studio, in cui ciascun membro della band contribuisce al suono in modo eguale, con l’attenta maestria ritmica di Marco, vero gioiello di questa sensazionale track. Proprio quando pensi di esserti preparato ad un cambiamento di ritmo rispetto alle precedenti due tracce, Doug infonde magnificamente un senso di propulsione all’imminente decollo, colpendoti forte in stile AC / DC, il coro ci trasporta via e la traccia del titolo Burn It Down si apre come una bestia pesante e blues, mentre John ti dimostra a chiare lettere il motivo per cui è considerato uno dei migliori vocalist rock di tutti i tempi, così come Doug Aldrich è senza dubbio uno dei chitarristi rock più raffinati e più riveriti al mondo. Semplicemente fantastico.  Il Judgment Day è un inno meravigliosamente inaugurato da una solenne acustica molto particolare. Questa canzone è un’opera di genialità assoluta, che trasforma un esempio superiore di blues completo di armonica in un martellante inno rock dal fascino incredibile. “BURN IT DOWN” è un tour-de-force muscolare, un tornado di tamburi martellanti, bassi polverizzanti, chitarre urlanti e voce grezza in-your-face. Quando pensavi di non poterti accomiatare dal Judgment Day, What Goes Around ti afferra con la sua magnificenza melodica e rock. The Dead Daisies sanno lasciare una traccia sulla sabbia del tempo, scrivendo un capitolo negli annali della storia del rock, questo è Burn It Down. Maestri al lavoro, che insieme hanno creato un capolavoro di magnificenza rock, difficile da riassumere a parole. Set Me Free ti offre la possibilità di recuperare un po ‘di compostezza, mentre Can’t Take It With You è in linea con tutta la ferocia precedente, fino allo stridore e alla distorsione senza dimenticare la melodia. La band è attualmente in giro per l’Europa con il BURN IT DOWN TOUR del 2018 e toccherà l’Italia con un’unica data al Live Club di Trezzo Sull’Adda il 9 Maggio.

The Dead Daisies: thedeaddaisies.com

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Autore

Elena Arzani
Art director, fotografa e giornalista. Masters di Laurea in  Communication Design, and Arts (Central St. Martin’s di Londra). Esercita da oltre 20 anni nei settori della moda, pubblicità ed editoria dell’arte contemporanea e musica. Vive a Milano e Londra.