PUNK ROCK RADUNO VOL. 9 – RECENSIONE DELLA COMPILATION DELL’EVENTO
Il Runk rock raduno pubblica la nona compilation ufficiale con 31 brani esclusivi per raccontare il presente del punk rock DIY internazionale. Le registrazioni sono esclusive, con brani rari e inediti di The Dwarves, Pansy Division, The Queers, Giuda, Kepi Ghoulie, M.O.T.O., Bee Bee Sea, Discomostro e molti altri.
Prima delle piattaforme di streaming, degli algoritmi e delle playlist personalizzate, erano le compilation a tenere unite le scene punk di tutto il mondo. Erano molto più di semplici raccolte di canzoni: rappresentavano un modo per scoprire nuove band, creare connessioni tra città lontane, far circolare idee, costruire amicizie e dare voce a realtà che difficilmente avrebbero trovato spazio nei canali tradizionali. Ogni compilation capace di raccontare una comunità attraverso la sua musica. Bastava inserire un disco nel lettore per conoscere un’etichetta indipendente, seguire il percorso di una band appena nata o scoprire una scena dall’altra parte del mondo.
È proprio da quello stesso spirito che nasce Punk Rock Raduno Vol. 9, la nuova compilation ufficiale del Punk Rock Raduno.
Da quasi dieci anni il festival porta avanti questa tradizione raccogliendo registrazioni esclusive degli artisti, che ogni estate arrivano a Bergamo per partecipare a uno degli appuntamenti punk rock indipendenti più importanti d’Europa. Il risultato è una raccolta di 31 brani che documenta l’edizione 2026 attraverso un percorso che alterna pezzi inediti, versioni esclusive, registrazioni dal vivo, rarità e contributi realizzati appositamente per questa pubblicazione.
Ad aprire la compilation è “Make Your Own Kind Of Music”, l’inno ufficiale dell’edizione 2026, interpretato da Merel Schaap (Lone Wolf) e Andrea Manges (The Manges). Da lì il viaggio attraversa l’intero panorama del punk rock contemporaneo con artisti provenienti da Europa, Stati Uniti e Giappone, mettendo insieme nomi storici e realtà emergenti che rappresentano perfettamente lo spirito del Raduno.
Tra i protagonisti della raccolta figurano The Dwarves, Pansy Division, The Queers, Giuda, Kepi Ghoulie, M.O.T.O., Bee Bee Sea, The Raging Nathans, Lone Wolf, Kingons, Discomostro, Prison Affair, The Apers, Nabat, Riccobellis, Succo Marcio, Manduria e molti altri, componendo una fotografia autentica della scena punk rock DIY internazionale nel 2026.
La compilation è disponibile su tutte le principali piattaforme digitali e sarà pubblicata anche in una tiratura limitata di 500 copie in vinile nero, realizzata insieme ai partner storici del festival Stardumb Records, Mom’s Basement Records e Radiation Records. Il vinile sarà disponibile esclusivamente durante i giorni del festival, diventando così un ricordo speciale per chi parteciperà all’edizione di quest’anno.
Negli anni il Punk Rock Raduno è cresciuto costantemente, trasformandosi da appuntamento locale a punto di riferimento internazionale per gli appassionati di punk rock. Dal 2016 ha accolto a Bergamo centinaia di band provenienti da tutto il mondo e migliaia di persone accomunate dalla stessa passione, mantenendo però intatta la propria identità: organizzazione indipendente, ingresso gratuito e una forte attenzione alla costruzione di una comunità aperta, inclusiva e partecipativa.
Per quattro giorni Bergamo diventa il centro di una rete internazionale fatta di musica, incontri e collaborazioni. Oltre ai concerti, il festival propone workshop, mostre, mercatini del disco, proiezioni, concerti acustici, presentazioni, sessioni di tatuaggi e numerose iniziative diffuse in oltre dieci location della città, coinvolgendo artisti, etichette, associazioni e pubblico in un’esperienza che va ben oltre il semplice cartellone musicale.
L’edizione 2026, intitolata “Make Your Own Kind Of Music”, si è svolta dal 16 al 19 luglio e ha visto l’alternarsi di oltre cinquanta artisti provenienti da diversi Paesi.
Il Punk Rock Raduno è un festival completamente indipendente e a ingresso gratuito. Da quasi dieci anni prende vita senza il supporto di grandi sponsor o strutture commerciali, grazie al lavoro volontario di una rete internazionale di persone che continua a credere nella musica come strumento capace di creare comunità, favorire la partecipazione e costruire relazioni autentiche attraverso la cultura.
Ogni concerto, ogni mostra, ogni workshop, ogni disco e ogni dettaglio dell’organizzazione sono il risultato dell’impegno condiviso di volontari, musicisti, etichette indipendenti, artisti e appassionati che, anno dopo anno, scelgono di dedicare tempo ed energie a un progetto costruito dal basso. Mantenere il festival gratuito significa difendere un’idea precisa di accessibilità, inclusione e indipendenza, permettendo a chiunque di partecipare e contribuire a rendere vivo questo spazio di incontro internazionale.
C’è una parola che riassume perfettamente Punk Rock Raduno Vol. 9: energia. Un’energia che attraversa ogni singola traccia della nuova compilation ufficiale del Punk Rock Raduno e che rappresenta alla perfezione lo spirito di una manifestazione diventata negli anni un punto di riferimento per la scena punk rock internazionale.
Ad aprire la raccolta è Make Your Own Kind Of Music, inno ufficiale dell’edizione 2026, è un manifesto d’intenti che introduce l’ascoltatore nel modo migliore: diretto, coinvolgente e fedele all’attitudine DIY che da sempre caratterizza il festival.
Da quel momento in poi la compilation è un viaggio senza soste attraverso il punk rock contemporaneo. Il filo conduttore è sempre la musica. Le chitarre graffiano, i bassi pulsano con forza, la batteria detta ritmi serrati che non concedono tregua. Ogni brano è una piccola esplosione sonora costruita attorno a una sezione ritmica trascinante e a strumenti che diventano i veri protagonisti della scena. Le voci, potenti e dinamiche, aggiungono carattere e personalità, alternando melodie accattivanti e un’attitudine ruvida che appartiene al DNA del punk rock.
Le influenze dei grandi nomi che hanno scritto la storia del genere emergono chiaramente, ma non si tratta mai di semplice nostalgia. Ogni band rielabora quella tradizione con la propria sensibilità, dimostrando come il punk rock continui a evolversi senza perdere la sua identità. È proprio questo equilibrio tra rispetto delle radici e desiderio di guardare avanti a rendere Punk Rock Raduno Vol. 9 una compilation viva, attuale e credibile.
L’aspetto più sorprendente è forse la capacità della raccolta di trasmettere le stesse sensazioni che si vivono sotto un palco. È difficile restare immobili: ogni canzone invita a muoversi, saltare, cantare a squarciagola e lasciarsi trascinare da un entusiasmo contagioso. Non è soltanto una selezione di brani, ma un concentrato dello spirito del Punk Rock Raduno, della sua comunità e della sua inesauribile voglia di condividere musica.
Più che una semplice compilation celebrativa, Punk Rock Raduno Vol. 9 è una dichiarazione d’amore per il punk rock indipendente. Un disco che conferma come la scena internazionale sia più viva che mai e che riesce, dall’inizio alla fine, a ricordare perché questo genere continui a far battere il cuore a migliaia di appassionati in tutto il mondo.
Chiara Impallari
Tracklist:
- Merel & Andrea – Make Your Own Kind of Music
- The Dwarves – We are the scene
- The Raging Nathans – Running in place
- Lone Wolf – I feel so lost
- Sludder – July Pills 1.2
- Geoff Palmer – Losing streak
- The Phase Problem – Time to go
- A.N.T.A. – Downstrokes
- Proton Packs – Destination zero
- Dick Complainers – Woman
- Discomostro – Fieno
- Giuda – Its not about the money
- Pansy Division – Neighbors of the beast
- Kepi Ghoulie – Freaks on parade
- The Bat Bites – Spell on you
- Jagger Holly – Wt Hot European summer
- O.T.O. – Smug white guys
- Bee Bee Sea – Wrong way round
- Kingons – Pop of the World
- The Queers – Fanculo a tutti
- Avem – Wood for my woodpecker
- Menagramo – I got screwed again
- Madbeat – Dannato cuore
- Sweatpants Party – Lignano
- Riccobellis – Are you trying to escape
- Succo Marcio – Una volta ancora
- Scheletri – Ossa rotte
- Crancy Crock – Vero
- I Verdesca – Non cambiare mai
- Wizard Die First – Cadendo sempre più giù
- Manduria – Psycow
Credits:
Stardumb Records, Mom’s Basement Records, Radiation Records
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Chiara Impallari, classe '99, laureata in Lettere ed Editoria. Amo scrivere. Lavoro per una web radio e scrivo per altre riviste. Datemi una tazza di the fumante, un divano e una buona serie tv e sarò felice! Esco solo per un motivo: i concerti. Dicono che vedere concerti live allunghi la vita, bene, spero di vederne ancora così tanti da vivere mille anni. Avete presente quando state ascoltando una canzone struggente e la rimettete indietro perché la parte che doveva ferirvi non vi ha ferito abbastanza? Ecco, sono io.




