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POLLY PAULUSMA – The Wildfires Tapes

POLLY PAULUSMA – The Wildfires Tapes

Ci sono dischi che chiedono di essere ascoltati come opere compiute e altri che, per essere davvero compresi, invitano ad andare nella direzione opposta: tornare indietro, entrare nella stanza dove una canzone ha mosso i primi passi e osservare cosa è successo prima che diventasse quella che conosciamo. The Wildfires Tapes appartiene a questa seconda categoria, ma sarebbe riduttivo considerarlo semplicemente un disco di demo. Pubblicato il 27 marzo 2026 da One Little Independent Records e Wild Sound, The Wildfires Tapes nasce in rapporto diretto con Wildfires, il sesto album in studio di Polly Paulusma uscito nel febbraio 2025. Il legame è evidente, ma non deve trarre in inganno: questo nuovo lavoro possiede una propria identità e soprattutto una propria ragione d’essere. Se Wildfires era il risultato di un lungo processo artistico, qui Paulusma decide di mostrare il processo stesso, con le sue deviazioni, le intuizioni provvisorie, le versioni alternative e persino quelle canzoni che alla fine non sono entrate nell’album. Il materiale nasce da circa otto anni di scrittura. In questo periodo Paulusma ha composto o co-scritto più di cento canzoni, arrivando a selezionarne 22 come possibili protagoniste di Wildfires: diciannove sarebbero poi finite nell’album ufficiale, mentre tre sarebbero rimaste escluse. Tutte e 22 trovano invece spazio nelle Tapes, spesso accompagnate dai prologhi parlati originali. Ed è proprio qui che il progetto comincia a diventare interessante. Non siamo davanti a quaranta brani assemblati per sfruttare materiale d’archivio, ma a una sorta di laboratorio aperto nel quale la songwriter britannica permette di ascoltare le proprie composizioni mentre prendono forma. Demo registrati nello Shed, voice memo, registrazioni dal vivo e differenti fasi di lavorazione restituiscono una dimensione molto più fisica e concreta della scrittura.

L’ascolto iniziale può spiazzare. L’apertura con Prologue to Cabin in the Woods e Cabin in the Woods non cerca la perfezione sonora: la voce e gli strumenti sono lasciati nella loro dimensione più essenziale, e il risultato ha la naturalezza di una registrazione privata. Ma proprio questa immediatezza mette in evidenza una caratteristica fondamentale di Paulusma: la canzone regge anche quando tutto ciò che la circonda viene eliminato. Lo stesso discorso vale per Mary Louise, Throw Me To The Dogs, Wild Swimming e Long Goodbye. Sono brani che, privati dell’apparato produttivo, mostrano soprattutto la qualità della scrittura. Melodie, parole e interpretazione diventano il centro dell’ascolto e permettono di cogliere sfumature che in una produzione più elaborata rischierebbero di essere assorbite dall’insieme. I prologhi parlati rappresentano un altro elemento distintivo. Non sono semplicemente introduzioni alle canzoni, ma piccoli frammenti narrativi che aiutano a ricostruire il percorso mentale e creativo dell’autrice. Inseriti tra una versione e l’altra, trasformano progressivamente il disco in un diario sonoro, nel quale la distanza tra compositrice e ascoltatore si riduce sensibilmente. E poi ci sono le differenze. Over and Over, Dunstable Downs e Tiny Little Things vengono presentate anche attraverso registrazioni live realizzate allo StudiOwz il 9 marzo 2025, mentre altri brani arrivano da contesti completamente differenti. Don’t Walk Away, per esempio, conserva una forma di voice memo registrata anni prima, mentre Red Flags appartiene a una registrazione realizzata a casa di Vivien nel gennaio 2023. Questa varietà rende le Tapes qualcosa di più di un semplice complemento discografico. Il disco non procede secondo una logica produttiva tradizionale, ma secondo quella di un archivio creativo. Le registrazioni non devono necessariamente suonare tutte allo stesso modo perché rappresentano momenti diversi della stessa storia.

Ed è qui che il confronto con Wildfires diventa inevitabile, ma anche particolarmente stimolante. L’album del 2025 era una costruzione ambiziosa e compiuta: oltre due ore di musica e spoken word, divise nelle sezioni Sparks ed Embers, con Ethan Johns alla produzione e alla batteria, Neil Cowley al pianoforte e Jon Thorne al contrabbasso. Le registrazioni vennero realizzate dal vivo in una cappella nelle Preseli Hills gallesi, mentre le parti recitate furono registrate in differenti ambienti naturali. The Wildfires Tapes cambia completamente prospettiva. Non cerca di ricreare quella dimensione, né di competere con la produzione di Ethan Johns. Fa qualcosa di molto più interessante: mostra cosa c’era prima. Le canzoni che in Wildfires arrivano all’ascoltatore attraverso una precisa architettura sonora vengono qui riportate, per quanto possibile, al momento della loro nascita. Il confronto non penalizza quindi le Tapes, anzi. In alcuni casi rende persino più evidente il lavoro compiuto da Paulusma sulle composizioni. Ascoltare Paper Cathedral, O! My America, Eyes on the Road, Crimson Molotov o Scars in una forma ancora acerba significa scoprire quanto una canzone possa cambiare senza perdere il proprio nucleo emotivo. Ma c’è anche un aspetto particolarmente importante: The Wildfires Tapes non vive esclusivamente della conoscenza del disco precedente. Chi non avesse ascoltato Wildfires può comunque affrontarlo come una raccolta di songwriting intimo, folk e alternative, anche se inevitabilmente perderà una parte del gioco di specchi tra le due opere. Il limite, semmai, è nella sua stessa natura. Quaranta tracce e circa due ore di musica rappresentano un’esperienza impegnativa. Alcune registrazioni sono inevitabilmente più fragili, altre meno immediate; alcuni prologhi spezzano deliberatamente il flusso musicale. Non è un disco da mettere semplicemente in sottofondo. Ma sarebbe sbagliato giudicarlo con i parametri di un normale album in studio. The Wildfires Tapes non promette uniformità, perfezione o immediatezza. Promette accesso. Permette di entrare nel laboratorio di una songwriter e di ascoltare ciò che normalmente rimane fuori dalla pubblicazione finale.

Anche i crediti confermano questa impostazione. Paulusma è responsabile della produzione e del mix, mentre le registrazioni sono state realizzate da lei stessa e, nei diversi ambienti, da Jon Thorne, Rastko Rasic e Owain Fleetwood Jenkins. Il mastering è di Miles Showell agli Abbey Road Studios. Le composizioni sono prevalentemente di Paulusma, con Don’t Walk Away firmata anche da Danny George Wilson e Carra Bacon, Red Flags da Paulusma e Vivien Scotson e Over and Over da Paulusma, Rob Macdonald e Lucy Wilkins. Il vero valore del progetto, però, non sta nei nomi dei collaboratori o nella quantità di materiale recuperato. Sta nella scelta di mostrare la parte meno spettacolare e più autentica della musica: il momento in cui ancora non esiste un disco, ma esiste soltanto una canzone e qualcuno che cerca di capire cosa farne.Per questo The Wildfires Tapes merita di essere considerato un’opera autonoma. È legato a Wildfires, ne costituisce quasi una mappa sotterranea, ma non ne è un semplice appendice. Dove il disco del 2025 raccontava una storia attraverso una forma compiuta, le Tapes raccontano la storia della sua costruzione. E forse è proprio questa la loro qualità più preziosa: ricordarci che dietro ogni grande disco esiste una lunga sequenza di tentativi, versioni provvisorie, intuizioni e strade abbandonate. Polly Paulusma decide di non nascondere nulla di tutto questo. E il risultato, proprio perché imperfetto, diventa sorprendentemente umano.

MAURIZIO DONINI 

Tracklist:
Prologue to Cabin in the Woods (Shed Demo)
Cabin in the Woods (Shed Demo)
Prologue to Mary Louise (Shed Demo)
Mary Louise (Shed Demo)
Prologue to Throw Me To The Dogs (Shed Demo)
Throw Me To The Dogs (Shed Demo)
Prologue to Dunstable Downs (Live StudiOwz 9 Mar 2025)
Dunstable Downs
Prologue to Wild Swimming
Wild Swimming
Prologue to Long Goodbye
Long Goodbye
Prologue to Like an Engine
Like an Engine
Prologue to Over and Over
Over and Over
Prologue to Last Night I Had a Dream
Last Night I Had a Dream
Prologue to Tip of My Tongue
Tip of My Tongue
Don’t Walk Away
Prologue to Mad Girl’s Love Song #2
Mad Girl’s Love Song #2
Prologue to Paper Cathedral
Paper Cathedral
You Are Everything
Prologue to O! My America
O! My America
Prologue to Eyes on the Road
Eyes on the Road
Prologue to Crimson Molotov
Crimson Molotov
Prologue to Tiny Little Things
Tiny Little Things
Red Flags
May Day
Prologue to What You Waiting For
What You Waiting For
Prologue to Scars
Scars

Credits:
Data d’uscita: 27 marzo 2026
Label: Wild Sound – One Little Independent Records – Bertus

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VOTO

Band:
Polly Paulusma

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