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PICCIONY – Intervista al musicista e autore che presenta “Eudaimonia”

PICCIONY – Intervista al musicista e autore che presenta “Eudaimonia”

In occasione dell’uscita del primo album da solista, “Eudaimonia” (Redgoldgreen Label), ho avuto il piacere di intervistare Picciony, pseudonimo di Marco Piccioni, musicista e autore che, concluse le esperienze nelle band Talco e Maleducazione Alcolica, debutta con un progetto eccentrico e audace.

Ciao e benvenuto su Tuttorock, “Eudaimonia” è il tuo primo album del tuo progetto solista, come mai questo titolo?

Ho preso in prestito questo concetto della filosofia greca perché rappresenta appieno il concept dell’album. “Eudaimonia” viene spesso tradotto con “felicità”, ma è molto riduttivo, la traduzione che più mi piace è: “buona riuscita del proprio demone”. Per farla breve, tutti abbiamo delle pulsioni peculiari e delle vocazioni, le nostre pulsioni devono essere riconosciute, addomesticate e tese alle nostre più sincere vocazioni. Questo è realizzare il proprio demone. Ma c’è l’educazione, la società, il sistema, la nostra complessità, che soffocano sia le vocazioni che le peculiarità. Il disco parla di tutto questo “essere soffocati”, perdere la propria sincerità, rendersene conto e fare uno sforzo attivo per strapparsi tutte le “maschere” (altro riferimento chiave del lavoro), per riconoscere e realizzare il proprio demone.

Parlami un po’ del video di Eudaimonia, di chi è l’idea e da chi è stato realizzato?

Il video è stato, ideato dall’artista visual mixed media Asia Lupo e realizzato da lei e da Antonio Shllaku.

Con Asia ci siamo trovati subito in sintonia, ho inviato il brano e dal principio è stato chiaro il concetto e l’estetica.

La sua proposta di far sembrare tutto un desktop pieno di pop up bizzarri era in piena sintonia con il gusto un po’ 90’s del progetto, non solo, anche il modo di lavorare di Asia era in perfetto accordo con il nostro voler essere ponte tra il digitale e l’analogico.

Infatti lei produce manualmente, figure di cartapesta, tele, sculture in argilla e poi le anima con l’ia. La apprezzo molto, secondo me ha trovato il giusto equilibrio e il suo gusto è singolare e incisivo.

Apprezzo molto tutto il disco, soprattutto per un eclettismo più unico che raro, ti dico però la mia traccia preferita, “30 anni”, tu, trasformandoti in ascoltatore, trovi un brano che ti fa dire: “Questo mi è venuto proprio bene!”?

Per prima cosa grazie del feedback!

Poi per rispondere in maniera diretta direi EUDAIMONIA.

Ritengo che in questo lavoro ogni canzone sia ben pensata per il momento che vuole descrivere. Ma una canzone di 5 minuti e 08 nel 2026, che può essere letta a più livelli e che riassume tutto un percorso personale adattandosi ad un sentire collettivo come vuole essere “Eudaimonia” sia un qualcosa di sincero e di artisticamente molto valido.

Sento tantissime influenze nei tuoi brani, da Rancore a Piotta, da Frankie hi-nrg a Dargen D’Amico, da Caparezza ai Faith No More, non ti chiedo i tuoi riferimenti musicali ma i dieci album dai quali non potresti mai separarti.

Vengo dal punk e sicuramente l’adolescenza che è il periodo in cui la musica ci fa sognare di più è segnata da album come “un’altro giorno d’amore” della Banda Bassotti, “Life Won’t wait” dei Rancid, “Elettrodomestico” dei Punkreas. E poi al cantautorato, cassette e dischi del fratello maggiore, in particolare “Stagioni” di Guccini, “Affinità e divergenze tra noi etc. etc.” dei CCCP, De Andrè sceglietene uno voi.

“Domani smetto” degli Articolo 31.

Il live di Manu Chao e Radio Bemba, che in assoluto mi ha insegnato a fare quella che considero una performance dal vivo.

Ed il decimo, off topic, la Rapsodia in blu di George Gershwin.

Quando e come ti sei avvicinato alla musica?

Sono nato che mio fratello oboista stava preparando il diploma di conservatorio; quindi, diciamo che la musica mi si è avvicinata quando ero embrione/feto.

Dallo ska all’interno delle band Talco e Maleducazione Alcolica a questo nuovo coraggioso progetto, illustraci un po’ il percorso che ti ha portato a questo cambiamento.

In realtà il cambiamento è solo nel genere musicale, il live è più punk di quanto si possa pensare, l’attitudine è la stessa, anzi devo dire che mi sento come quando chiudevo le prime date e salivo le prime volte sul furgone.

Quindi direi che il cambiamento è solo nella forma non nella sostanza.

Un maldito punk senior!

La scelta di cambiare l’ultima lettera del tuo cognome è opera tua o sei stato consigliato da qualcuno?

Non ricordo bene la circostanza, però credo sia stata una cosa detta a mo’ di castronata e poi qualcuno l’abbia rafforzata esclamando qualcosa tipo: guarda che ‘ste cose così a c**** de cane so’ quelle che funzionano meglio è”.

Preso pe’ bono.

Hai già pianificato qualche tuo concerto per promuovere l’album?

Ci stiamo muovendo su vari fronti, ma non è il momento di spoilerare nulla, so essere molto scaramantico.

Durante il mese di maggio però abbiamo più di qualche appuntamento che potete trovare sui social, dove ci esibiremo e parleremo del disco e non solo. Soprattutto non solo.

Con che formazione ti presenterai sul palco?

La formazione completa sarà composta da Picciony Sax e voce, dal M° Schiavoni, Chitarre acustiche, voce, piano. Da Gaia alla voce e alle performance di arti visive, come live painting, body painting o altro. L’Ingegner Cicciottino alla chitarra elettrica ed altre diavolerie, L’Uomo Picciony alle basi, più altre presenze varie ed eventuali.

Piccolo spoiler, questa estate ci sarà un evento con molte presenze “varie”!

Grazie per il tuo tempo, ti lascio piena libertà per chiudere l’intervista come preferisci.

Mi è piaciuto quando qualche domanda sopra hai definito il progetto “coraggioso”, e lo è per come è fatto, ma lo definirei più: sincero.

Siamo arrivati a un punto dove sovrapponiamo regole e etichette per rendere tutto un prodotto che sia appetibile ed adeguato a tutti.

Otteniamo prodotti tutti uguali dove l’artista si esprime a metà, chiuso nella playlist del suo “genere” dove trovi altri artisti simili che si “mutilano” per seguire le regole.

Questo mi dispiace, preferisco provare a fare diversamente.

MARCO PRITONI