Paradise Lost + Messa @ Hall (PD) 26-10-2025
MESSA
C’è un’atmosfera particolare stasera al Hall di Padova. L’aria è densa di attesa, di curiosità e di orgoglio, perché i Messa oggi giocano in casa. La band, originaria di Cittadella, sale sul palco della loro provincia come parte dell’“Ascension Tour” dei Paradise Lost, un binomio che ha conquistato il pubblico europeo e che, non a caso, ha quasi registrato il tutto esaurito anche qui.
Quando le luci si abbassano e le prime note cominciano a vibrare, i Messa entrano in punta di piedi, senza eccessi o teatrali presentazioni. Ma non serve alcuna ostentazione: il pubblico li accoglie con un calore sincero, consapevole del valore di ciò che sta per ascoltare. Il gruppo si muove con naturalezza, avvolgendo la sala in un’atmosfera sospesa tra misticismo e potenza sonora.
Il set è breve, sei brani soltanto, ma ogni nota è curata, ogni suono collocato con precisione chirurgica. L’apertura con Fire On The Roof scalda immediatamente l’ambiente, seguita da una sequenza che alterna tensione e grazia, culminando nella maestosa Thicker Blood. La chitarra di Alberto Piccolo è come sempre impeccabile, un equilibrio raro tra gusto e controllo, capace di passare da riff pesanti a passaggi quasi jazzati con naturale eleganza.
La sezione ritmica, affidata a Marco Zanin al basso e Mystir alla batteria, costruisce una base solida e pulsante, essenziale per sostenere le dinamiche mutevoli dei brani. Sopra tutto, però, aleggia la voce di Sara Bianchin: delicata, eterea, ma allo stesso tempo carica di una forza interiore che attraversa ogni parola. La sua presenza scenica rimane magnetica, quasi ipnotica, capace di catturare l’attenzione anche nei momenti più silenziosi.
Unico rammarico: la durata. Sei pezzi sono pochi per immergersi completamente nell’universo sonoro dei Messa, e l’assenza di Leah, eseguita invece al Metalitalia Festival, si è fatta sentire. Ma è facile immaginare che, da band di supporto, abbiano dovuto comprimere il set per rispettare i tempi serrati del tour.
Nonostante la brevità del set, i Messa riescono ancora una volta a lasciare il segno. Ogni loro esibizione trasmette sensazioni intense, difficili da spiegare ma sempre profonde: quella miscela di eleganza, malinconia e potenza che rimane dentro anche dopo l’ultima nota. Una performance che ha saputo avvolgere il pubblico e preparare al meglio il terreno per gli headliner della serata, lasciando nell’aria un’eco di emozioni autentiche e di orgoglio per una band che continua a crescere, passo dopo passo, restando fedele alla propria identità.
Setlist:
Fire On The Roof
At Races
The Dress
Immolation
Reveal
Thicker Blood
PARADISE LOST
Alle 21.15 in punto, dopo l’intenso set dei Messa, le luci del Hall di Padova si abbassano ulteriormente. Una coltre di nebbia si espande sul palco, mentre un blu profondo avvolge i membri dei Paradise Lost. Le sagome si muovono appena, immerse in un’oscurità così fitta da renderli quasi invisibili. Una scelta scenica ben precisa, coerente con le atmosfere cupe e introspettive che da sempre caratterizzano il quintetto dello Yorkshire — anche se, va detto con un sorriso, non proprio il massimo per noi fotografi: il povero Jeff Singer, dietro la batteria, era praticamente inghiottito dal fumo, e a malapena si intravedevano i piatti.
L’apertura con Serpent on the Cross, brano tratto dal più recente album “Ascension”, è un manifesto di ciò che la band vuole trasmettere: eleganza, oscurità e potenza emotiva. I Paradise Lost non hanno bisogno di movimenti plateali o luci abbaglianti. Rimangono fermi, concentrati, quasi statue gotiche di suono e silenzio. Ma nonostante l’immobilità scenica, la loro presenza è travolgente.
Nick Holmes è in splendida forma. Alterna con maestria i toni puliti e malinconici ai growl più profondi, ricordando a tutti quanto la sua voce sia stata determinante nell’evoluzione del gothic metal. Dopotutto, come aveva scherzato anni fa al “Day at the Border” del 2003, “il gothic metal l’abbiamo inventato noi” — e ascoltandoli dal vivo, è difficile dargli torto.
Il frontman non è di molte parole, ma ogni suo gesto e frase colpiscono nel segno. L’interazione con il pubblico è minima, ma bastano pochi cenni, qualche sorriso ironico, e la folla esplode. Le prime file cantano ogni verso, ogni ritornello, in un coro che accompagna la band per tutto il concerto.
La scaletta è un viaggio nella loro storia, un percorso che evita volutamente i classici più abusati come As I Die e The Last Time, ma che tocca molte epoche della loro discografia. Tragic Idol e True Belief trascinano l’audience in un vortice di nostalgia, mentre Faith Divides Us – Death Unites Us e Say Just Words fanno vibrare la sala. Le chitarre di Gregor Mackintosh e Aaron Aedy si intrecciano con precisione millimetrica, creando muri di suono e melodie dal fascino decadente.
La sezione ritmica, composta da Stephen Edmonson e da un ritrovato Jeff Singer, garantisce solidità e dinamismo, confermando la compattezza della band anche nei passaggi più lenti e pesanti.
Il bis con No Celebration, Ghosts e Silence Like the Grave chiude una serata densa di emozioni, dove i Paradise Lost hanno dimostrato ancora una volta come il buio, nelle loro mani, sappia diventare pura arte.
Setlist:
Serpent on the Cross
Tragic Idol
True Belief
One Second
Once Solemn
Faith Divides Us – Death Unites Us
Pity the Sadness
Beneath Broken Earth
Nothing Sacred
Tyrants Serenade
Requiem
Mouth
Say Just Words
Encore:
No Celebration
Ghosts
Silence Like the Grave
Credits: si ringrazia MC2 Live e Hall di Padova per la gentilissima disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.
Metallaro e rocker nell'anima, ha scoperto le sue due grandi passioni all'inizio degli anni '90: la chitarra e la fotografia. Da allora non ha mai smesso di coltivarle, collaborando dal 2013 con diverse webzine e unendosi nel 2024 al team di Tuttorock. Fuori dal lavoro, è un instancabile, compulsivo collezionista di chitarre, giochi di ruolo, libri, fumetti e gatti, vive tra concerti e sala prove, immerso nel suo mondo a 360 gradi di Metal, Hard Rock e Progressive Rock.























