MANIFESTI – “Ballata in Fa (Sospeso)” è il nuovo singolo
Prima, la sfrontatezza erotica, quasi pornografica; poi, il delirio psichedelico, sintonizzato su Radio Cazzi Miei. Tirando le somme, i Nostri appaiono come quattro mentecatti che si prendono gioco dell’ascoltatore, troppo stolto per evitare di cadere irretito nelle loro trappole. “Vi sbagliate di grosso” affermano i manifestini. “Saremo anche stupidi, irrispettosi, irriverenti, insensati e senza cervello, ma di certo non fascisti!”
Venerdì 14 novembre i Manifesti pubblicano “Ballata in Fa (Sospeso)”, terzo singolo estratto dall’imminente EP di debutto. Il clamore mediatico, riscosso nelle loro frazioni di paese dopo la pubblicazione di “Filastrocca” e “Piripi, Agente del Caos”, li ha messi in difficoltà, e non poco. Come poter mantenere alta l’asticella, senza però ripetersi? La risposta parrebbe un ballo.
Non uno qualunque: un ballo antifascista. “Sappiamo che ci prenderemo delle zecche per questo, ma non ci importa. Per noi antifascismo è sinonimo di civiltà e di libertà, e non crediamo ci sia nulla di più importante. Chi vorrà capire, capirà; mal che vada, dare fastidio in questo caso sarà una vera e assoluta goduria”
Nonostante l’importanza e la delicatezza del tema, la band non cede ad una seriosità che le sarebbe incompatibile. Questo grido sociale è essenzialmente un delirio macabro, quasi gore, dove gli sfortunati fascisti ne subiscono davvero di tutti i colori, ma la narrazione mantiene un tono tragicomico. Un testo così scioccante implementato nel brano, a mani basse, più gravoso del repertorio manifestino: inutile soffermarsi sugli strumenti o sulle sezioni, il rumorismo e l’energia punk dominano dall’inizio alla fine.
Ad accompagnare la canzone, venerdì 14 esce su YouTube – niente Onlyfans a sto giro – il videoclip, realizzato ancora una volta da Jack Irrequieto (@jack_irrequieto). “Fare un video è stato di nuovo utile per ampliare il concetto. E poi sì, per fare i cretini e divertirci come sempre. Ci siamo noi che facciamo i giudici del Fattore M: un sacco di amici e amiche ci hanno dato una mano questa volta”
Degna di nota la presenza di Deborah Clemente, ballerina e coreografa vercellese che compone coi manifestini l’apice dell’opera visiva: loro suonano, lei danza. “Come i video fighi degli anni ’80, con la ragazza sexy che balla e buca lo schermo. E poi ci siamo noi tutti yeah con i nostri strumenti… Però più brutti e con molti meno soldi. Che poi forse le cose erano collegate?”
Sesso, caos e antifascismo sono i primi tre ingredienti per l’EP manifestino, ma ne parleremo più avanti.
“Ballata in Fa (Sospeso)” è stata scritta dai quattro manifestini; prodotta, registrata e mixata da Luca Bossi (@luca_bossy); infine masterizzata da Andrea De Bernardi (@elevenmastering). Viene pubblicata con il supporto di Rinascimento Collettivo (@rinascimento_collettivo) e Altafonte Italia (@altafonteitalia). La copertina è di Carola Greta Mazzocchi (@carola_mazzocchi).
BIOGRAFIA E ALTRE COSINE
A una certa, 4 manifestini si sono uniti e hanno scritto un po’ di musica. La passione c’era, il divertimento era elevato, sembrava tutto abbastanza figo. Mancava solo l’ingrediente principale: il grano.
Poi si sono imbattuti, per caso o forse no, in Don BULLUM: un po’ Michael Scott, un po’ Zio Paperone, un po’ Alessio. Insomma, il grano lo ha messo lui e ora i 4 manifestini si ritrovano con un disco in mano e un debito allucinante. Ce la faranno i nostri eroi? Che siano conciati da fiera del fumetto o da newyorkesi anni ‘70, il motto è sempre uno solo: “L’intesa vince!”
Foto di: Simone Cossu (@key_pov)
Potete trovare i manifestini su Instagram come @manifesti.amo o alla mail manifesti.band@gmail.com
Sono nato ad Imola nel 1979, la musica ha iniziato a far parte della mia vita da subito, grazie ai miei genitori che ascoltavano veramente di tutto. Appassionato anche di sport (da spettatore, non da praticante), suono il piano, il basso e la chitarra, scrivo report e recensioni e faccio interviste ad artisti italiani ed internazionali per Tuttorock per cui ho iniziato a collaborare grazie ad un incontro fortuito con Maurizio Donini durante un concerto.



