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Ferretti presenta il nuovo singolo “immortale”

Ferretti presenta il nuovo singolo “immortale”

Ferretti presenta il nuovo singolo “immortale”
Il brano anticipa l’album “Dalle nostre parti”

Ferretti è un cantautore marchigiano di 28 anni, con una formazione di stampo teatrale. Il suo progetto musicale pone al centro la scrittura e una forte matrice recitativa, fondendo tradizione cantautorale, rap e rock. In studio e dal vivo è accompagnato da una band essenziale; i suoi concerti si distinguono per una marcata dimensione rituale, alimentata dall’energia e dalla veemenza di un uso viscerale del corpo e della voce. Dopo l’uscita di alcuni singoli, il percorso artistico si è concretizzato con l’EP 23:32, pubblicato a luglio 2023 e presentato dal vivo sui principali palchi delle Marche, tra cui Mind Festival e Fool Festival. Nel 2023 Ferretti è finalista a Musicultura, vince Rock Targato Italia al Rock’n’Roll di Milano e apre i concerti di artisti come Emma Nolde, Nitro, Little Pieces Of Marmelade e Finley. Nel 2026 è prevista l’uscita del suo primo album, con la produzione artistica di Frankie Wah dei Little Pieces Of Marmelade (anche chitarrista di Manuel Agnelli). Le foto ufficiali sono di Caterina Urbani.

INTERVISTA

Il titolo “Immortale” sembra quasi in contrasto con l’idea di precarietà e sostituibilità che descrivi. Che tipo di immortalità intendi?
Intendo dire che un’opera d’arte — in questo caso una canzone — per sua natura non è consumabile nell’accezione commerciale del termine. È qualcosa che può essere attraversato infinite volte senza logorarsi: al limite si usura il supporto fisico che la riproduce, non l’opera in sé.
In questo periodo storico si tende ad assoggettare l’arte alle regole e alle logiche del mercato, come se il suo valore coincidesse con la sua performance economica. Proprio per questo credo sia importante ricordare che non nasce per esaurirsi nella vendita o nel profitto, ma per resistere nel tempo, continuando a generare un confronto con chi l’ascolta.

Dalle nostre parti che tipo di mondo racconterà? È un luogo fisico, emotivo o politico?
È tutte e tre le cose insieme. Dalle nostre parti è un luogo concreto, fatto di strade, province, relazioni quotidiane. Ma è anche uno spazio mentale, il modo in cui guardiamo il mondo da una certa posizione, con certi limiti e certe contraddizioni.
È inevitabilmente politico, non in senso ideologico ma nel senso più semplice del termine: parla di come stiamo dentro le dinamiche collettive, di come ci influenzano e di quanto siamo complici, a volte, di ciò che critichiamo.

La tua formazione teatrale quanto influenza il modo in cui scrivi e interpreti i tuoi brani?
È normale che la mia formazione influenzi la musica che faccio, anche se questo non avviene in modo consapevole, succede e basta. Inoltre credo che la dimensione teatrale del progetto sia ancora più evidente nei live e nel mio modo di interpretare i brani, piuttosto che nella scrittura.

Nei tuoi concerti c’è una forte dimensione rituale e fisica. È un’estensione naturale della scrittura o un bisogno che nasce dal vivo?
Direi che è un’estensione naturale. Se la scrittura nasce come spazio di confronto e non di rassicurazione, il live diventa il luogo in cui quella tensione si compie davvero.
La dimensione fisica non è un’aggiunta spettacolare: è un modo necessario per rendere visibile il conflitto che c’è dentro i brani. Sul palco non mi interessa “riprodurre” le canzoni, ma attraversarle insieme al pubblico.

Fondi cantautorato, rap e rock: come convivono queste anime nel tuo processo creativo?
Nella mia musica convivono in modo organico e spontaneo, non c’è niente di cerebrale o costruito a tavolino. Non parto mai dall’idea di “mescolare generi”: parto da un’urgenza, da qualcosa che devo dire, e il linguaggio si adatta di conseguenza.
A volte quella tensione ha bisogno dell’incastro ritmico e diretto del rap, altre volte della profondità narrativa del cantautorato o dell’impatto viscerale del rock. Ma non sono compartimenti separati: sono parti dello stesso modo di sentire.
Credo che la coerenza non stia nel restare dentro un genere, ma nel restare fedele a un’intenzione. Se l’intenzione è chiara, le forme trovano da sole il loro equilibrio.

Il singolo è stato registrato, mixato e prodotto da Frankie Wah per Astralmusic; mastering a cura di Guido Andreani.

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