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Domani inaugura MACISTE CONTRO TUTTI la mostra al Centro Pecci per celebrare i 25 anni dal …

Domani inaugura MACISTE CONTRO TUTTI la mostra al Centro Pecci per celebrare i 25 anni dal …

Una Produzione di Fonderia Cultart
in collaborazione con Centro Pecci Prato

MACISTE CONTRO TUTTI

Una mostra ed un concerto per celebrare un grande evento della storia del rock italiano.

Mostra
Sala Incontri | Centro PECCI
DAL 31 AGOSTO AL 28 SETTEMBRE
Inaugurazione giovedì 31 agosto ore 18.00
Ingresso gratuito | martedì e mercoledì ore 12.00 – 20.00 | da giovedì a domenica ore 12.00 – 24.00 lunedì chiuso

MACISTE CONTRO TUTTI (1992-2017)
 
|Una mostra a cura di Fabio Fantini|
con la collaborazione di Antonio Bindi, Raffaele Di Vaia, Stefano Pezzato
Promossa da
Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana – Centro Pecci Prato e Fonderia Cultart

Una mostra ed un concerto per festeggiare i 25 anni di un grande evento a Prato.

MACISTE CONTRO TUTTI è più di un concerto. E’ una fine ​ ed un inizio, un rito collettivo di festa e rigenerazione, che ha sparso i propri frutti su tutto il decennio successivo. Il luogo era l’Anfiteatro del Centro Pecci; la data il 18 settembre 1992.
Due anni prima erano finiti​ i CCCP, lasciando alle stampe il loro testamento artistico e spirituale dal titolo “Epica Etica Etnica Pathos”. Un doppio album doloroso nella realizzazione, potente e bellissimo, che acquistò valore aggiunto proprio per quello che rappresentava: la fine ​di quella storia unica e irripetibile per il rock e per la cultura italiana. La fine della Fedeltà Alla Linea.
Nel 1992 il lutto non è stato ancora completamente elaborato. Manca una pubblica celebrazione di quel pianto rituale. L’allora responsabile della Sezione Avvenimenti del Centro Pecci, Mario Bufano, lancia una proposta: “Fate qualcosa. Senza impegno.” Che non sia un concerto. Che sia un ringraziamento. Che sia un’occasione per ascoltare, per una volta e mai più, i pezzi con nati in quel disco potente e bellissimo di due anni prima.
L’idea della serata, nella testa di Ferretti, è chiara: un “kolossal” minimale. Un’unica orchestra punkettona. Defnizioni apparentemente in contraddizione, ma non nella testa dei protagonisti, che hanno ben chiara una figura che del kolossal e del minimalismo di mezzi ha fatto tesoro e poesia. La figura è quella di Maciste, l’eroe nostrano dei film ​peplum-parrocchiali degli anni 50-60, che combatte contro i nemici più improbabili: Zorro, Ben Hur, i ciclopi, i mongoli, Ercole… Maciste contro tutti, quindi. O vince lui o vincono tutti gli altri.
La serata è inserita nel cartellone del Festival Delle Colline del 1992. Il manifesto ricorda quelli dei caduti in guerra. Una foto ingiallita, un primo piano per ogni partecipante. Durante le prove Ferretti si ammala. La data prevista, il 10 luglio, due giorni prima viene annullata. Ma oramai la macchina è partita, lo spettacolo è pronto e l’attesa è tanta.
Maciste Contro Tutti andrà in scena dopo l’estate, il 18 settembre 1992.
Quella sera il colpo d’occhio per chi entra all’anfiteatro​ è spiazzante. Due batterie, un muro di amplificatori, decine di postazioni, il tutto sovrastato da un’impalcatura metallica che sul finale del concerto si incendierà, in una sorta di fuoco sacrificale che brucia le ceneri di un’epoca. Ferretti in giacca e cravatta annuncia il programma della serata. “Come tutti sapete, CCCP non esiste più, per cui stasera, in via del tutto eccezionale, il Consorzio dei Suonatori Indipendenti C S I suonerà per voi. Spero sia interessante.”
Quello che succede è una deflagrazione artistica ed emotiva.
Nella volontà di chi sta recitando, è una fine. ​
In realtà le cose andranno in modo ben diverso, e quella serata, in cui tutti al termine avevano le lacrime agli occhi, segnerà l’inizio della storia musicale più importante degli anni 90.

La mostra racconta il passaggio dai CCCP ai CSI: morte, trasformazione, rinascita. Si parte da “Epica Etica Etnica Pathos” con la serie delle foto di Luigi Ghirri usate a corredo iconografico ​ del disco. C’è Attilio, Il basso di Gianni Maroccolo, presente in quella copertina e protagonista nell’ultimo anno di una singolare campagna di crowdfunding.
Il cuore dell’esposizione riguarda la serata del 18 settembre 1992, con la serie dei manifesti, i comunicati stampa ed un’ampia documentazione fotografica dell’evento, incluso il progetto dell’allestimento scenico ad opera di Mariano DeTassis e il materiale inerente al disco dal vivo che uscì l’anno successivo, la cui riedizione in vinile è annunciata in questi giorni.
Il Consorzio Suonatori Indipendenti continua la propria storia registrando il nuovo disco in Bretagna, là dove finisce la terra. Le foto scattate a Finistère raccontano la realizzazione di Ko De Mondo, che uscì nel 1994 e fu presentato in anteprima, ancora una volta, con un breve concerto nelle sale del Centro Pecci.
A corollario dell’esposizione una selezione di video inediti e un documentario realizzato con una serie di interviste ai protagonisti.

Opere, musica, fotografie, manifesti, videoclip, bozze, parole, immagini di:

CCCP – Fedeli Alla Linea
CSI Consorzio Suonatori Indipendenti
Luigi Ghirri
Fabrizio Cicconi
Diego Cuoghi
I Dischi Del Mulo
Mariano De Tassis

Non ora, non qui”
Un progetto documentario di Pratosfera
Montaggio e Regia di Matteo Picardi

Fuochi nella notte, una prova” e “Un backstage”
dall’archivio personale di Francesco Magnelli

Si ringraziano:
Francesco Magnelli, Gianni Maroccolo, Massimo Zamboni, Giorgio Canali
Giovanni Lindo Ferretti
Fondazione Luigi Ghirri, BonanniDelRioCatalog, Lucia Bonanni, Mauro Del Rio
Contempo Records, Alessandro Nannucci
Paola Calamai
Mario Bufano
Festival Delle Colline
Istituto Culturale e di Documentazione Lazzerini
Fulvio Paloscia
Andrea Scarfone
Silvia Bacci
Nicola Benelli
Marzio Benelli
Sergio Delle Cese
Lorenzo Tempestini, Alessandro Pattume

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