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MODERN WOMAN- RECENSIONE DEL NUOVO ALBUM JOHNNY’S DREAMWORLD

MODERN WOMAN- RECENSIONE DEL NUOVO ALBUM JOHNNY’S DREAMWORLD

Con Johnny’s Dreamworld, album di debutto uscito l’1 maggio per One Little Independent Records, i londinesi Modern Woman si presentano come una delle realtà più interessanti del panorama art-rock britannico contemporaneo. Il disco nasce dall’incontro tra scrittura cantautorale, sensibilità folk e un’attitudine sperimentale che guarda al post-punk, al free jazz e al noise. Costruisce un sound capace di passare con naturalezza dalla delicatezza alla tensione, dalla dimensione intima all’esplosione sonora.

I Modern Woman nascono a Londra attorno al progetto compositivo di Sophie Harris, laureata in letteratura e inizialmente attiva come solista nelle serate di spoken word. La sua scrittura, fortemente influenzata dalla letteratura e da immagini cinematografiche, rappresenta il punto di partenza di un progetto che punta fin dall’inizio a fondere il lirismo della musica folk con sonorità più sperimentali. L’incontro con il violinista e compositore David Denyer segna un passaggio fondamentale nella crescita del progetto. Denyer porta nella band una sensibilità legata alla composizione contemporanea e all’uso sperimentale di strumenti, effetti e percussioni. La formazione si completa con Juan Brint-Gutiérrez, bassista e sassofonista di origine madrilena, e con il batterista Adam Blackhurst. Il risultato è un quartetto in cui ogni componente contribuisce in maniera decisiva alla costruzione del suono.

Il percorso live permette ai Modern Woman di sviluppare una forte identità, portandoli sui palchi di festival come End of the Road, Latitude, The Great Escape e Green Man. Le loro esibizioni si distinguono per l’intensità e per la capacità di muoversi sul confine tra poesia, rumore e improvvisazione.

Il debutto dei Modern Woman nasce proprio da questa ricerca sonora. Johnny’s Dreamworld è un disco che fa del contrasto il proprio elemento distintivo: tenero e aggressivo, silenzioso e rumoroso, raffinato e istintivo. È una caratteristica che la stessa Harris considera centrale nell’identità della band e che emerge in praticamente ogni brano. L’album affronta la quotidianità attraverso una lente deformante, quasi onirica. I testi esplorano il lato più oscuro e nascosto dell’esperienza umana, con particolare attenzione alla femminilità, alle relazioni adolescenziali, alle ossessioni e alle contraddizioni emotive. Le immagini utilizzate da Harris hanno spesso una forte componente narrativa: più che raccontare semplicemente delle storie, sembrano costruire brevi sequenze cinematografiche, lasciando spazio all’interpretazione.

Musicalmente, il disco è altrettanto ricco. La batteria e il basso costituiscono una base ritmica solida mentre violino e sassofono aggiungono colore, tensione e imprevedibilità. Gli arrangiamenti non sono mai semplicemente decorativi: gli strumenti dialogano, si sovrappongono e talvolta sembrano quasi entrare in conflitto, creando un continuo movimento interno. La produzione di Joel Burton, già al lavoro con artisti come Naima Bock, Katy J Pearson e Vanishing Twin, riesce a trasferire su disco l’energia delle performance dal vivo.

La title-track, Johnny’s Dreamworld, apre l’album mettendo immediatamente in evidenza la componente ritmica della band. Le linee di basso di Brint-Gutiérrez e i groove mutevoli di Blackhurst costruiscono un andamento dinamico e surreale, introducendo l’ascoltatore nel mondo sonoro del disco. Con Nepture Girl emerge invece una dimensione più nostalgica e inquieta. Il brano affronta il tema della moralità attraverso gli occhi dell’infanzia, collegando il ricordo del gioco e dell’amicizia a una sensazione più adulta di perdita e inquietudine. È uno dei momenti in cui la capacità narrativa di Harris trova un equilibrio particolarmente efficace con l’arrangiamento.

Offerings, già presente nell’EP Dogs Fighting in My Dream, viene riproposta in una veste rinnovata. La produzione aumenta la tensione e accentua i cambiamenti dinamici, trasformando il brano in un passaggio particolarmente intenso del disco. Tra gli episodi più interessanti c’è Killing A Dog, dove il contrasto tra urbano e naturale diventa anche un contrasto musicale. Gli archi di Denyer, insieme al violoncello e ai fiati, costruiscono un’atmosfera oscura e delicata, mentre basso e batteria mantengono una struttura essenziale. Il risultato è uno dei brani più tesi e suggestivi dell’album.

Daniel rappresenta invece una pausa quasi sospesa. Scritta anni prima durante un soggiorno nel Galles del Nord e registrata dal vivo, è una canzone scarna e intima che permette alla voce di Harris di occupare il centro della scena senza il bisogno di grandi sovrastrutture. In Fork / Heart gli oggetti di una casa sembrano acquisire una vita propria, mentre Blessed Day costruisce una tensione sotterranea attraverso il dialogo tra basso, batteria e sassofono. Dashboard Mary porta questa tensione verso un climax progressivo, raccontando il contrasto tra l’euforia di una fuga e il disorientamento del mattino successivo.

A chiudere il disco è The Garden, rilettura di una delle prime composizioni di Harris. Il brano assume i toni di una lenta meditazione funebre, ispirata alla figura di una giovane Giovanna d’Arco che sente delle voci nel proprio giardino. L’organo a pompa contribuisce a creare un’atmosfera sacrale e spettrale, lasciando l’ascoltatore in una dimensione sospesa.

Johnny’s Dreamworld è un debutto che colpisce soprattutto per la sua capacità di mettere gli strumenti in primo piano. Nei Modern Woman non esiste un semplice accompagnamento: ogni elemento dell’arrangiamento sembra avere una funzione narrativa.  Particolarmente efficace è il lavoro sulla ritmica. Le canzoni sono spesso potenti e dinamiche, ma non rinunciano a momenti di maggiore rarefazione. Questa alternanza impedisce al disco di diventare prevedibile e rende l’ascolto estremamente movimentato. I cambi di intensità sono uno degli aspetti meglio riusciti dell’album e contribuiscono a restituire quella dimensione quasi live che caratterizza la band.

Al centro rimane comunque la voce di Sophie Harris. Il suo punto di forza è la versatilità: sa essere morbida e raccolta, per poi trasformarsi in una voce più potente e graffiante, arrivando anche a momenti urlati. I cambi di registro non appaiono mai gratuiti, ma seguono le esigenze emotive dei brani, rafforzando il contrasto tra delicatezza e aggressività che rappresenta uno dei temi fondamentali della band.

Anche gli arrangiamenti meritano una menzione particolare. La presenza di violino, sassofono, basso e batteria crea un impasto sonoro originale, nel quale influenze diverse riescono a convivere senza perdere identità. Il risultato è un art-rock ricco di sfumature, capace di incorporare elementi post-punk, folk e avanguardistici senza sembrare una semplice somma di generi.

Nel complesso, Johnny’s Dreamworld è un album intenso, originale e soprattutto molto fisico. Le canzoni possiedono una forte componente ritmica e una notevole capacità di crescere emotivamente, mentre la voce di Harris e il lavoro degli strumenti costruiscono un equilibrio continuo tra calma e irruenza. È proprio questa alternanza a rendere il disco interessante: i Modern Woman non cercano la linearità, ma preferiscono seguire una logica fatta di contrasti, immagini e improvvise esplosioni.

Un debutto dunque convincente, nel quale la band dimostra di avere già un’identità precisa e riconoscibile. Johnny’s Dreamworld è un album che richiede attenzione, ma che restituisce molto all’ascoltatore: un viaggio tra poesia, rumore, tensione e melodia, capace di trasformare la quotidianità in qualcosa di stranamente affascinante e inquieto.

Chiara Impallari

Tracklist

Johnny’s Dreamworld

Neptune Girl

Offerings

Killing A Dog

Daniel

Fork / Heart

Blessed Day

Dashboard Mary

The Garden

Credits: One Little Independent Records

0
/10
VOTO

Band: Sophie Harris, David Denyer, Juan Brint-Gutiérrez, Adam Blackhurst

Website: https://modernwoman.band

Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/artist/4OW8KZOncmml2hRSXdhfO9 | Spotifyù

Instagram: https://www.instagram.com/modernw0man/

Facebook: https://www.facebook.com/modernwomanmusic/?locale=it_IT