MELUSINA – Intervista sul nuovo Ep “L’Eco”
In occasione dell’uscita dell’Ep “L’Eco” (Etichetta: I Dischi del Minollo) del suo progetto solista Melusina, ho avuto il piacere di intervistare Marta Paccara, polistrumentista già attiva dal 2019 nella formazione alternative-rock TV Lumière. Evoluzione di un percorso iniziato nel 2015 sotto il moniker Nemora Proj., il sound di Melusina in questa fase del suo percorso è caratterizzato da un minimalismo etereo con sfumature cinematiche che unisce voce, synth piano e trame elettroniche, arricchita da archi avvolgenti e riverberi. L’Ep offre un’atmosfera fluida e dinamica, dove si alternano momenti cantati a momenti strumentali. Il progetto esplora i territori dell’ambient-pop e del modern classic.
Ciao e benvenuta su Tuttorock, ti chiedo subito com’è avvenuta la genesi dei brani che troviamo nel tuo nuovo Ep “L’Eco”.
Grazie a te per l’invito! L’eco è un fenomeno acustico affascinante e dove vivevo prima sul lago, mi accompagnava sempre. E così nascono questi brani, nella memoria di quel paesaggio sonoro, fluido e riverberante, minimale e di ampio respiro. È un concept. Parla in maniera nemmeno troppo edulcorata di un processo di distacco, dove l’eco è ciò che rimane di quello che era. È a dire il vero, l’elaborazione di un lutto, di una perdita molto importante che ho avuto, per dirla alla Cohen, una crepa dalla quale è entrata una luce.
Atmosfere e suoni onirici che fanno viaggiare la mente ascoltando questo progetto da me molto apprezzato, quali sono gli artisti che più ti hanno ispirato?
Essendo il piano il mio compagno di viaggio principale per questo progetto, mi sono ispirata all’intima sensibilità di Anohni and the Johnsons ma anche ho sentito con me tutte quelle incredibili donne al piano che amo: la Kate Bush di Words for Snow, la Pj Harvey di White Chalk o le atmosfere minimaliste della Alessandra Celletti dei primi duemila, il sound cinematografico di Yann Tiersen, ma anche la viscerale Beth Gibbons o la Shannon Wright di Providence.
Hai suonato tutto tu a parte le chitarre affidate a Ferruccio Persichini della band di cui fai parte, i TV Lumière, come hanno accolto la tua musica i tuoi compagni di formazione?
Ne sono felici, e ne apprezzano lo stile.
Ferruccio ha impreziosito ulteriormente il mio lavoro mettendoci il suo tocco di colore, occupandosi anche di alcune parti ritmiche.
Entrai nei Tv Lumière già con il mio progetto all’attivo, condividiamo una simile sensibilità nel suonare e ascolti in comune. Credo che sebbene in maniera differente, il mio progetto sia affine alla cura e all’attenzione ai dettagli che mettiamo anche in tutte le fasi della creazione nella band.
Un progetto totalmente tuo, tanto che anche il video de “L’Ultimo Sguardo” è realizzato da te, che sensazioni hai provato quando l’hai terminato e rivisto per la prima volta?
Amo curare personalmente la mia immagine, il mio universo, fanno eccezione poche fidate persone che mi hanno aiutato nella gestazione di tutto il lavoro. Sono soddisfatta, la fatica tecnica non ha cancellato la meraviglia, ora è una creatura autonoma che ha preso il volo, mostra con naturalezza la sua fragilità e la sua forza.
Porterai “L’Eco” su qualche palco?
Ho presentato l’Ep in anteprima qualche mese fa al Grotto, qui in Umbria. Qualche live arriverà nel 2027, ora sto ricercando nel mio circuito i luoghi adatti per suonare qualcosa che richiede attenzione e disponibilità all’ascolto. Mi piacciono i piccoli teatri e club, il piccolo pubblico dove la musica indipendente che non vuole essere solo puro intrattenimento deve necessariamente rifugiarsi.
Come mai hai scelto Melusina, questo nome d’arte che ci rimanda ad una figura leggendaria?
La scelta del nome di una creatura legata all’acqua è andata a far parte del concept. Invocare la Melusina è un’ispirazione. È un’entità che attraversa continuamente il proprio cambiamento.
Quando e com’è entrata la musica nella tua vita?
Presi in mano la chitarra di mio padre e imparai a fare la Canzone del Sole il giorno che morì Lucio Battisti. Mia madre mi faceva cantare per tutti mettendomi sopra alla sedia e mi faceva partecipare a queste competizioni canore per bambini… Sono cresciuta nella scena alternativa dei primi duemila, tutti i miei amici ed anche io, suonavamo in una band.
I TV Lumière sono una delle ultime band ancora in piedi di quei tempi. Con il tempo ho ampliato i miei ascolti e sviluppato un mio personale stile.
Quali sono i tuoi prossimi progetti artistici?
Forse un album, ma si sta costruendo ancora, parallelamente vorrei cimentarmi nella sonorizzazione di un’altra pellicola, la prima è stata Alice in Wonderland del 1903 ed ho sonorizzato sempre con la collaborazione di Ferruccio, alcune immagini di repertorio dell’archivio nazionale del film di famiglia di Bologna. È un ambito che permette la sperimentazione e la ricerca sonora.
Grazie per il tuo tempo, ti lascio piena libertà per chiudere l’intervista come preferisci.
L’Ep è in uscita il 25 settembre per l’etichetta indipendente I Dischi del Minollo e sarà disponibile in digitale su alcune piattaforme. Buon ascolto e grazie per avermi ospitato nella rubrica.
MARCO PRITONI
Sono nato ad Imola nel 1979, la musica ha iniziato a far parte della mia vita da subito, grazie ai miei genitori che ascoltavano veramente di tutto. Appassionato anche di sport (da spettatore, non da praticante), suono il piano, il basso e la chitarra, scrivo report e recensioni e faccio interviste ad artisti italiani ed internazionali per Tuttorock per cui ho iniziato a collaborare grazie ad un incontro fortuito con Maurizio Donini durante un concerto.






