MANIFESTI – “Mercoledì” è il nuovo singolo
C’era una volta un cantante bellissimo, vittima però di un tremendo incantesimo, che poteva essere spezzato solo dalla prima cover d’amore internazionale. Era rinchiuso in un grattacielo, sorvegliato da terribili discografici sputafuoco. Molti artisti coraggiosi avevano tentato di liberarlo da quella prigione, ma senza successo. Egli attendeva, nella fortezza dello spartito, nella stanza più remota della torre più alta, il suo vero ammiratore e il primo accordo di vero amore…
“Bobby? Bobby sei qui?”
“Lasciami in pace”
“Bobby dai non fare così… Come stai oggi?”
“È inutile che fai il gentile, non lo scrivo Disintegration II”
“Ma no, non si tratta di questo, è che…”
“E non mi scuserò con Morrissey”
“Non ti sto chiedendo di farlo. Piuttosto…”
“Ha iniziato lui”
“Stai zitto e fammi parlare, stupido moccolone, la profezia si è compiuta!!!”
“…Cosa?”
“È tutto vero. Qualcuno ce l’ha fatta!”
“Vuoi dire che…?”
“Esatto, Bobby. Hai finalmente ricevuto una cover d’amore internazionale”
“Non illudermi, ti prego…”
“Nessuna illusione. La cover è italiana! Sembrerebbe che, nonostante l’incidente del 2009, qualcuno ti voglia ancora bene lì”
“Dopo tutto questo tempo?”
“Sempre, Bobby. Allora, vuoi sapere di chi si tratta?”
“Fammi indovinare: Emma Nolde?”
“No, è un gruppo”
“Casino Royale!”
“No, sono piemontesi”
“I Subsonica?!”
“Più giovani”
“Uffa, ma chi sono? Dimmelo ti prego!”
“I Manifesti!!!”
“…Quelli con il manager mafioso?”
Proprio così, i manifestini ne hanno combinata un’altra. Dopo aver scosso il mondo della pornografia online (“Filastrocca”), umiliato il proprio ex-componente (“Piripi, Agente del Caos”) e scomodato i nostalgici del ventennio (“Ballata in Fa (Sospeso)”), il quartetto ha deciso di spingersi ancora oltre nel suo conflitto con le sovrastrutture. Se già l’EP “BULLUM” non li aveva messi abbastanza nei guai con politici, puritani ed ex-militari tradizionalisti, ora si aggiunge alla lista dei loro ipotetici rivali Universal Music Group.
Il 10 giugno è uscita “Mercoledì”, nuovo singolo dei Manifesti. Che poi dei Manifesti non è, o almeno non tutto. Se la prima cosa che viene in mente, ascoltando, è quella hit degli Zero Assoluto, niente paura: al tempo, la cultura popolare italiana ha vinto la battaglia contro l’onestà artistica. È proprio per questa ragione che i nostri eroi si sono tirati su le maniche e hanno indossato i panni di giustizieri musicali. Quella linea di basso e quel motivetto elettronico andavano vendicati.
“Close to Me” è un grande classico degli anni ’80, un gioiello molto intimo; “Mercoledì” omaggia tutto questo, rimanendo un brano di oggi. Mentre Robert Smith raccontava delle sue ansie, della sua voglia di continuare a dormire per evitare di affrontare i problemi, qui l’intenzione del racconto è la stessa, ma rimane personale. “Avevo bisogno di mettere nero su bianco l’episodio dell’Abruzzo” afferma il paroliere manifestino. “Anche se non lo snocciolo del tutto, come ho fatto con Piripi ad esempio, mi bastava semplicemente incanalare quelle sensazioni, liberarmene. Ammetterle, forse”
Niente trovate anacronistiche, né soluzioni kitsch: il testo ha mutato lingua e la musica ha cambiato frequenze, trasformando, sempre con il dovuto rispetto, il synthpop de’ The Cure in una sorta di alt-rock moderno e danzereccio. “Gli anni ’80 sono finiti ed è meglio lasciarli andare. Sono già in tanti a richiamarli un po’ troppo gratuitamente. E poi l’unico sintetizzatore che possediamo è maledetto, ma questa è un’altra storia…”
A suggellare l’uscita, un videoclip, diretto ancora una volta dal magistrale Jack Irrequieto (@jack_irrequieto). Anche qui il tributo è evidente, ma niente scopiazzata: guardare per credere.
“Mercoledì” è stata scritta dai quattro manifestini e da Robert Smith; prodotta, registrata e mixata da Luca Bossi (@luca_bossi_produttore); infine masterizzata da Andrea De Bernardi (@elevenmastering). Viene pubblicata con il supporto di Rinascimento Collettivo (@rinascimento_collettivo). Copertina di Red.
BIOGRAFIA E ALTRE COSINE
A una certa, 4 manifestini si sono uniti e hanno scritto un po’ di musica. La passione c’era, il divertimento era elevato, sembrava tutto abbastanza figo. Mancava solo l’ingrediente principale: il grano.
Poi si sono imbattuti, per caso o forse no, in Don BULLUM: un po’ Michael Scott, un po’ Zio Paperone, un po’ Alessio. Insomma, il grano lo ha messo lui e ora i 4 manifestini si ritrovano con un disco in mano e un debito allucinante. Ce la faranno i nostri eroi? Che siano conciati da fiera del fumetto o da newyorkesi anni ‘70, il motto è sempre uno solo: “L’intesa vince!”
Foto di: Simone Cossu (@key_pov)
Potete trovare i manifestini su Instagram come @manifesti.ni o alla mail manifesti.band@gmail.com
Sono nato ad Imola nel 1979, la musica ha iniziato a far parte della mia vita da subito, grazie ai miei genitori che ascoltavano veramente di tutto. Appassionato anche di sport (da spettatore, non da praticante), suono il piano, il basso e la chitarra, scrivo report e recensioni e faccio interviste ad artisti italiani ed internazionali per Tuttorock per cui ho iniziato a collaborare grazie ad un incontro fortuito con Maurizio Donini durante un concerto.



