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LE PIUME DI MORRIS – Intervista al duo che presenta l’album di debutto

LE PIUME DI MORRIS – Intervista al duo che presenta l’album di debutto

In occasione dell’uscita dell’album di debutto “DOG TV”, registrato nell’estate del 2024 negli Hackney Road Studios di Londra, ho avuto il piacere di intervistare Le Piume di Morris, che nascono come duo musicale nel maggio del 2023, dopo diversi anni vissuti tra il teatro e la performing art. Nelle loro esibizioni, le canzoni si mescolano con il corpo, con lo spazio e con il pubblico: sono esperienze, non semplici concerti, ma tutto ruota intorno a una chitarra, due voci, le basi e i corni.

Dal punto di vista stilistico, il loro sound è sospeso tra l’art-pop, il post-punk e il dark cabaret.

Ciao! “DOG TV” è il vostro primo album, da me molto apprezzato, come sta andando sia a livello di ascolti che di critica?

Ciao, ci fa molto piacere sapere del tuo apprezzamento. Al momento le uniche due vere recensioni sono state dedicate a due nostri singoli (Favola Nera e Goccia di Saliva), e sono state del tutto lusinghiere (Rockit). Abbiamo avuto anche due anteprime su un magazine musicale (Rockambula).  Mesi fa erano usciti due grandi articoli: uno su un quotidiano locale e uno sul magazine italo-inglese, Nziria. Aspettiamo quindi con grande curiosità che esca qualcosa di più corposo sull’intero lavoro. Abbiamo poi i feedback privati, che ci fanno pensare di essere sulla buona strada. Captiamo in questo momento un maggiore bisogno di ricerca, di proposte autentiche e non costruite a tavolino, dopo molti anni di palude contenutistica. Certo, l’aspetto economico resta determinante: in rete gli algoritmi funzionano come le vecchie cabine del telefono: se non metti gettoni casca la linea. Per questo, ci sentiamo più gratificati dal vivo.

I vostri brani nascono da una parola, da un suono, da un tema o ognuno di loro ha una propria storia?

Sono forse dei film immaginari, quando ci arrivano. Film che filtrati diventano canzoni. E comunque, all’inizio, devono funzionare solo con una chitarra classica. Se reggono bene nell’essenziale, allora vuol dire che meritano uno sviluppo.

Il disco è stato registrato e masterizzato in analogico da Sean Woddlock, ingegnere del suono e fondatore degli Hackey Road Studios di Londra, parlatemi un po’ di questa scelta.

Per una questione di affinità elettiva, del tutto naturale, ci sentiamo musicalmente più vicini al Regno Unito. Molti artisti che fanno parte della nostra storia arrivano da lì. A Londra abbiamo non solo registrato, ma anche suonato in due locali. Eravamo molto ansiosi all’idea di cantare in italiano davanti agli inglesi, a casa loro. Ma è stato un successo, conquistato con folle spavalderia e una chitarra totalmente scordata, avuta in prestito all’ultimo momento.

Ascoltandovi ho subito avuto l’impressione positiva di trovarmi davanti a qualcosa di diverso dal solito, essendo un duo sperimentale vi manterrete su questi territori sonori anche per le vostre prossime pubblicazioni o dobbiamo aspettarci dei cambiamenti?

Vorremo che questo fosse l’inizio di un viaggio di ricerca, ma questo tipo di viaggi non si programmano, non funzionano facendo strategie. Sono quei viaggi che si fanno solo viaggiando, e quindi vivendo, e quindi cercando di vivere con pienezza. Nel frattempo, siamo gravidi di 4 pezzi nuovi.

Quando e come nascono Le Piume di Morris?

Nascono nel maggio del 2023, ma in realtà abbiamo una storia pregressa a livello teatrale e di performing art, con anni di palcoscenico sulle spalle tra Italia, Croazia, Francia, Nord Africa e Medio Oriente.

Dei concerti che avete fatto, ce n’è uno che ricordate particolarmente?

Beh, la finale dello Ziggy Contest, allo Ziggy Club di Torino: al nostro debutto vincemmo il Contest.

A proposito, avete qualche spettacolo in programma?

Il 26 marzo c’è stato il release party del nostro album, per l’occasione proprio allo Ziggy Club. E poi l’undici Aprile suoneremo al Barrio di Torino per Emergenza Live, un Contest internazionale; il 25 aprile saremo al Kremlino di Modigliana (FC) e il 15 giugno ad Atri (TE). Ci sono altre date in programma ma sono ancora in via di definizione.

Grazie mille per il vostro tempo, vi lascio piena libertà di chiudere questa intervista come preferite.

E allora beccati una contro-intervista: dicci, se ti fa piacere, una nostra canzone che ti ha più colpito, e perché (grazie per il tuo tempo e per il tuo lavoro).

Con piacere! Se proprio devo dirne una, “Psicobalera”, per l’andamento ipnotico del contrabbasso che fa da tappeto sonoro, per le sue melodie malinconiche, perché davvero riesce a trasportare l’ascoltatore in una Psicobalera!

MARCO PRITONI

LINE UP:

Cordelia Stagno: musiche, testi, arrangiamenti, voce, chitarra, laptop

Lucia Falco: tessiture vocali, voce narrante, corni e azioni performative

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