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KATANA KOALA KIWI – IL TERRITORIO DELLE MEDUSE

KATANA KOALA KIWI – IL TERRITORIO DELLE MEDUSE

Il territorio delle meduse (Dumba Dischi) è il primo album della band triestina Katana Koala Kiwi che si presenta così:

Siamo 5 ragazzi nati a Trieste, città di confine, estremo oriente della costa italiana. Cresciuti tra i rioni di Scorcola e San Giacomo, siamo prima di tutto un gruppo di amici. Come qualsiasi ragazzo di provincia, viviamo sospesi nel costante dualismo tra rigetto e fascino nei confronti dell’immobilismo della nostra città. Al di là del mare però, il mondo sta lentamente lasciando da parte la propria umanità. Non vogliamo perdere la nostra nel fango. Come il fiume Timavo il nostro dissenso e la nostra rabbia si sono immerse nel suolo carsico in attesa di sfociare in un muro di suono”.

Le meduse si ispirano a Murakami che scrisse: “…noi con i nostri occhi vediamo solo una piccola parte del mondo. Pensiamo sia tutto lì, ma è solo per abitudine […] Il mondo reale è un luogo molto più oscuro, più profondo, la maggior parte del quale è abitato da creature come le meduse.”. In natura le meduse sono animali tenaci, dalla spiccata capacità di adattamento, che vagano per i mari lasciandosi trasportare con grazia dalle correnti. Recentemente sono però anche diventate araldo del deterioramento dell’ambiente marino, un disastro ambientale causato dall’essere umano. Il dualismo tra uomo e natura svolge un ruolo centrale in questo disco. La natura offre rifugio, pace e stupore. I domini dell’uomo, al contrario, risultano un vorace e parassitico marasma che mai riesce a saziare la propria fame.

La gestazione di questo lavoro è stata rapida ma intensa per la band, quasi sofferta. Il lavoro in studio è stato alimentato ossessivamente dall’urgenza di una ricerca espressiva. In questo disco c’è sperimentazione e sfogo, liberazione e minuziosa scultura tonale alla ricerca del suono perfetto, che traducesse in musica la personalità e la sensibilità di ciascuno dei membri della band.

Un lavoro denso e viscerale, dove luce e ombra si alternano e si fondono, creando spazio per riflessioni sull’animo umano e sul suo rapporto con la natura. Dal punto di vista sonoro, il disco riesce a mantenere la coerenza nel proprio racconto, senza però aver paura di sperimentare, cambiando pelle e influenze musicali. Dallo shoegaze all’art rock, dal post rock a nenie liturgiche e ritmi tribali mutuati dalla musica popolare, l’album non si fa arginare da alcun tipo di etichetta con le chitarre sono più presenti delle voci e tanti silenzi quante parole.

“In questo disco abbiamo riversato le nostre gioie, le nostre paure, le nostre fragilità e le nostre speranze. In un mondo che annaspa per restare a galla, è fondamentale non perdere nel fango la propria umanità. Dietro questi dieci brani si scorge la fotografia di cinque amici, cinque persone animate dalle stesse speranze e bruciate dalla stessa disillusione”, così i 5 ragazzi friulani presentano il loro album.

Un debutto che si inserisce a pieno merito tra le migliori uscite del panorama della musica alternativa italiana di questi anni recenti, che si ispira sì a suoni e temi radicati negli anni 90 ma che possiede una propria personalità e una propria contemporaneità e che riesce nell’intento di dar voce a dubbi, speranze, malumori di giovani che hanno la fortuna di avere un grande talento sul quale costruire un futuro pieno di soddisfazioni artistiche.

MARCO PRITONI

Tracklist:

01. Viscere
02. Noia vampira
03. Tornare a casa
04. Truccare la realtà non potendo cambiare il mondo
05. Strade private
06. Sul fondo del fiume
07. Di vele e naufragi
08. Nella pancia del lupo
09. Formaldeide
10. Il territorio delle meduse

Credits:
Scritto, composto, arrangiato ed eseguito da: Alessandro Fulvio, Pietro Giannini, Gilberto Tomasella, Andrea Basso, Lorenzo Avanzini
Prodotto da: Katana Koala Kiwi, Alessandro Giorgiutti
Registrato da: Alessandro Giorgiutti
Mix: Alessandro Giorgiutti eccetto Formaldeide, Truccare la realtà non potendo cambiare il mondo, Di vele e naufragi mixate da Alessandro Giorgiutti e Igor Ambrosino
Master: Ricky Carioti
Copertina e foto: Elena Brenna e Francesco Manzoni

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