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JETHRO TULL “The Curiosity tour” @ Pistoia Blues Festival 10-7-2026

JETHRO TULL “The Curiosity tour” @ Pistoia Blues Festival 10-7-2026

Jethro Tull “The Curiosity tour” @ Pistoia Blues 2026 – Piazza del Duomo, Pistoia – 10 Luglio 2026

Affidare ai Jethro Tull la chiusura della 45ª edizione del Pistoia Blues Festival significa consegnare il palco a una delle formazioni che hanno contribuito a riscrivere i confini del rock. Ian Anderson, 78 anni e una carriera lunga quasi sei decenni, arriva a Pistoia con il Curiosity Tour, confermando come il nome Jethro Tull sia ancora oggi sinonimo di eleganza musicale, tecnica e personalità.

La serata prende il via con “Some Day the Sun Won’t Shine for You”, seguita da “Beggar’s Farm” e “A Song for Jeffrey”, una partenza che riporta immediatamente alle radici blues della band. Il viaggio prosegue con una versione ridotta di “Thick as a Brick”, prima di attraversare alcune delle pagine più amate del repertorio come “Mother Goose”, “Songs From the Wood”, “Fat Man” e “Living in the Past”. Nel mezzo trovano spazio anche composizioni più recenti, “The Navigators” e la splendida “Curious Ruminant”, dimostrando come Anderson continui a credere nella propria produzione contemporanea senza limitarsi a vivere di nostalgia. A chiudere il primo set arriva “Bourrée”, l’inconfondibile rilettura del tema di Johann Sebastian Bach. Ancora oggi il dialogo tra flauto e basso conserva tutta la sua freschezza e raccoglie una delle ovazioni più convinte della serata.

Il secondo set cambia atmosfera con “My God”, dopo l’esecuzione Anderson, istrionico e giocoso per tutto il live, riuscendo a mantenere un rapporto diretto con il pubblico grazie al suo immancabile humour britannico, presenta i musicisti che lo accompagnano scherzando sul fatto che tastierista, bassista e batterista provengano tutti da Bristol, mentre “l’unico diverso” sia il chitarrista Jack Clark, originario di Manchester. Un siparietto accolto con sorrisi che contribuisce a creare un clima di grande familiarità. Si ricomincia con “The Zealot Gene”, “The Donkey and the Drum” e “Over Jerusalem”, prima di arrivare a una delle interpretazioni più intense della serata, “Budapest”, eseguita con grande sensibilità dalla band. Naturalmente il pubblico attende i grandi classici e non rimane deluso. “Aqualung” trasforma Piazza Duomo in un enorme coro a cielo aperto, mentre il ritorno sul palco per il bis con “Locomotive Breath” chiude definitivamente una serata che celebra la straordinaria longevità artistica dei Jethro Tull.

Accanto ad Anderson si conferma una band di altissimo livello: Jack Clark alla chitarra si dimostra un capace virtuoso, David Goodier al basso, John O’Hara alle tastiere e Scott Hammond alla batteria sostengono il leader con precisione, gusto e grande affiatamento, valorizzando ogni sfumatura di un repertorio che attraversa oltre cinquant’anni di storia. Più che un concerto celebrativo, quello di Pistoia è stato il racconto di una band che continua a guardare avanti senza dimenticare il proprio passato. Ian Anderson non possiede più l’estensione vocale degli anni d’oro, ma compensa con esperienza, carisma e una presenza scenica ancora magnetica. Il suo flauto rimane uno dei timbri più riconoscibili della storia del rock e basta sentirne le prime note per capire perché i Jethro Tull continuino a riempire le piazze di tutta Europa.

MAURIZIO DONINI 

Credits: si ringrazia Pistoia Blues Festival e Davvero Comunicazione per la gentilissima disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.

BAND:
Ian Anderson – voce, flauto, chitarre acustiche e altri strumenti
Jack Clark – chitarra elettrica
David Goodier – basso e cori
John O’Hara – tastiere, fisarmonica e cori
Scott Hammond – batteria e percussioni

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SETLIST
Set 1:
Some Day the Sun Won’t Shine for You
Beggar’s Farm
A Song for Jeffrey
Thick as a Brick (shortened)
Mother Goose
Songs From the Wood
The Navigators
Fat Man
Curious Ruminant
Living in the Past
Bourrée in E minor (Johann Sebastian Bach cover)
Set 2:
My God
The Zealot Gene
The Donkey and the Drum
Over Jerusalem
Budapest
Aqualung
Encore:
Locomotive Breath