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WALAMAGHE – Intervista a Kheyre

WALAMAGHE – Intervista a Kheyre

Il panorama musicale contemporaneo, spesso si limita a “pompare” realtà conosciute tramite il mezzo televisivo e/o la radio commerciale. Capita, in mezzo a tutto questo, di lasciare da parte veri e propri talenti che -invece- meriterebbero più attenzione. Noi di “Tuttorock” abbiamo sempre un occhio di riguardo per quanto riguarda le realtà musicali originali, di natura indipendente. Oggi vi presentiamo il progetto “Walamaghe”, tutto da scoprire e capitanato da Kheyre, un personaggio interessante e pieno di cose da dire!

Il progetto “Walamaghe” nasce dopo una carriera da solista e da esperienze con altri gruppi. Ricordo ancora il brano “Maledetti” cantato da te, Kheyre in un tuo precedente progetto. Cosa è cambiato nel tempo sia dentro di te che a livello musicale?
Credo di aver maturato una certa capacità di mettere a fuoco le idee. Prima facevo qualsiasi cosa mi passasse per la testa senza preoccuparmi di quale senso potesse avere nel mio percorso, o per meglio dire, nel contesto musicale in cui mi muovevo. Ora che ho un po’ di esperienza alle spalle sono più cauto e prendo bene le misure prima di buttarmi.

Sarai anche misurato, ma nei tuoi testi usi molta ironia.  “Come i pesci” è un brano che si basa su una splendida metafora, ce ne parli?
Quello è un brano che è stato per così dire “riesumato”. L’ho scritto molto tempo fa e per anni ho avuto il chiodo fisso di riuscire a restituirgli una seconda vita e l’attenzione che secondo me meritava. All’epoca in cui lo scrissi (avrò avuto più o meno 22/23 anni) ero molto concentrato sul tema dell’amore, lo vivevo in maniera soffocante e volevo riuscire ad esprimere questo concetto. Col tempo ho capito che in realtà poteva avere più chiavi di lettura, per esempio la sensazione di smarrimento che può dare il sentirsi un piccolo pesce messo a confronto con l’immensità del mare.

Chi sono i tuoi riferimenti musicali?
Sarebbero troppi da elencare ma posso dire che in generale i miei ascolti e le mie ispirazioni sono più che eterogenee. Si spazia da band come Metronomy, Naive New Beaters, Rasdiohead, Nirvana, Queens of the Stone Age, James Brown, Dave Matthews Band, R.A.T.M., Black Keys, The Hives, The Killers, Beirut, Coldplay e Jamiroquai. Ascolto cantautori stranieri e italiani come ad esempio Tom Waits, Johnny Cash, Bob Dylan, Peter Gabriel, Beck, Paolo Nutini, Paolo Conte, Vinicio Capossela, Fabrizio de Andrè, Pierangelo Bertoli, Adriano Celentano, Franco Battiato per passare a cose più recenti come James Blake, Skrillex, Child of Lov, Caparezza e molti rapper sia italiani che stranieri come Tyga, Eminem, Kendrick Lamar, 2 Chainz, Salmo, Marracash, Noyz Narcos e la lista sarebbe ancora lunga. Ascolto anche molti autori di colonne sonore per trarre ispirazione. Adoro John Williams, Danny Elfman e Sergio Leone. In ognuno di questi ascolti così diversi e apparentemente distanti trovo qualcosa che riconduce al mio mdo di esprimere la musica, una connessione profonda.

Tu hai origini straniere. Parlaci di come (e se) le tue origini abbiano influito nel tuo modo di concepire la musica.
Più che sul modo di concepire la musica le mie origini hanno influito sul mio modo di concepire il mondo. Sono figlio di una generazione che iniziava ad accettare il concetto di coppie miste e  alla scuola media ero l’unico bambino mulatto (o più in generale di colore), una condizione che aveva i suoi pro e i suoi contro. Di sicuro ho vissuto la sensazione del sentirsi diverso e questo mi ha spinto a cercare un modo di rendere questa diversità positiva agli occhi dei miei pari. Forse in seguito questa sensazione mi accompagnato ed ha influito anche sulla mia produzione musicale. In effetti in qualsiasi progetto mi trovi dopo poco sento l’esigenza del cambiamento e anelo alla diversità.

A proposito di diversità: cosa pensi della realtà musicale odierna? Credi vi sia spazio per la sperimentazione e le nuove realtà?
Penso ci sia un grandissimo spazio per la sperimentazione soprattutto grazie al web. Il problema della situazione attuale sta nell’attenzione del pubblico. Trovo che nonostante tutti i progressi tecnologici, l’attenzione e l’interesse del pubblico sia ancora troppo facile da pilotare. Oggi come oggi un progetto interessa se ottiene un numero consistente di “Views” e spesso queste non sono direttamente proporzionali alla qualità del progetto stesso. Questi “indicatori” veicolano così l’interesse generale (sia del pubblico che di molti addetti ai lavori) e passano in secondo piano altri fattori che a mio parere rendono un prodotto musicale interessante.   

Il Cantiere” ci dà lo spunto per parlare della realtà lavorativa in Italia, tu riesci a mantenerti con la musica?
Purtroppo no! Faccio l’educatore per una cooperativa sociale di Modena e lavoro con gli adolescenti. Questo mi permette di mantenere un rapporto costante con la musica ma conosco musicisti di talento che non sono così fortunati. In un certo senso mi sento privilegiato. Se consideriamo la situazione lavorativa in Italia però non stupisce che molti dei musicisti che apprezziamo e seguiamo abbiano un secondo e a volte un terzo lavoro.

Quando potremo vedervi Live?
La prossima data sarà alla Scintilla di Modena il 26 settembre. Una serata in  memoria di un caro amico e scrittore modenese, Nicolò Gianelli, recentemente scomparso che aveva collaborato con me in più di un occasione anche come videomaker. Quest’estate abbiamo fatto qualche bel concerto come quello al Kilowatt Summer di Bologna e stiamo preparando 3 Set Live diversi tra loro per l’inverno. Elettronico: la band al completo con voci, elettronica, basso e batteria. Elettronico Ridotto: la band ridotta a DUO con voci/elettronica e basso. Set Acustico: un Live completamente acustico con voce, piano, basso e percussioni dove alcuni brani elettronici verranno completamente ri-arrangiati e ci sarà spazio per brani più cantautorali in stile Waitsiano.

Grazie Kheyre, grazie Walamaghe!
Grazie mille a te per l’intervista e a presto!

DAFNE D’ANGELO

Members:
Kheyre Yusuf Abukar Issak: Voce, pianoforte, tastiere, toy-piano, sinth, programming
Beniamino Picchi: Basso, chitarra elettrica, wobble-bass
Riccardo Bufalini: Batteria
Caterina Venturelli: Voce

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