VOKALFEST 2025 – Intervista al Direttore Artistico Dodo Versino
Grandi nomi per la13 ° edizione del Vokalfest, un Festival che esalta e mette in primo piano le Voci. Quest’anno grandi nomi coloreranno le due serate dell’8 e 9 novembre allo Spazio Rosellini di Roma, per un evento che rientra nel progetto Vokal Jubilee, promosso da Roma Capitale nell’ambito di Caput Mundi – PNRR e realizzato con la collaborazione di SIAE. Ne ho parlaot con il Direttore Artistico Dodo Versino, che ci presenta anche le band. DI seguito l’intervista.
Ciao e benvenuto su Tuttorock. Vokalfest, un Festival molto particolare deificato alle sole voci, come nasce l’idea e perché?
Ciao e ben trovati! Volevamo creare una Woodstock dei cori, un raduno dove si potessero incontrare le varie realtà musicali che costellano il mondo della musica vocale. E siamo partiti da zero, senza soldi e senza contatti, e nel 2010 abbiamo realizzato un primo festival con 7 cori 3 gruppi vocali tra cui Anonima Armonisti, che ha fortemente sostenuto la nascita dell’ evento.
Non è la prima edizione se non sbaglio giusto?
Ormai siamo alla tredicesima, dal 2010 a oggi il festival è via via cresciuto, e da Stazione Birra è arrivato fino a posti incredibili quali Auditorium Parco della Musica, Castello di S. Severa, città dell’ Altra Economia e Acquario Romano.
Molto particolare anche il cast, Neri Per Caso, oramai possiamo dire storici, Oblivion, per me eccezionali nella loro bravura, nella loro ironia. Iniziamo da loro, perché queste scelte e due parole su di loro.
Anche gli ospiti nelle varie edizioni sono via via cresciuti di “caratura”, siamo partiti da tutti gruppi romani, poi abbiamo cominciato a coinvolgere cori da altre città d’Italia fino ad arrivare quest’ anno agli Oblivion e ai Neri Per Caso, due simboli della musica vocale italiana. I Neri hanno portato nelle case di tutti gli italiani la musica a cappella, rendendola mainstream. Una generazione di coristi è sbocciata e ha consumato i loro album. Gli Oblivion sono geniali, hanno creato un genere tutto loro, un misto tra teatro e musica vocale, sono i nostri Manhattan Transfer. Alcuni loro video sono famosissimi, basti pensare a “i Promessi Sposi in dieci minuti”, che ha milioni di visualizzazioni.
Ma non ci sono solo loro, presentiamo anche gli altri artisti!
Abbiamo di tutto! Dall’ Anonima Armonisti, che ha la potenza di una rock band e lavora senza strumenti, ai Rebel Bit, che fanno pop ma con grande ricerca di arrangiamenti e proponendo delle sonorità innovative. Poi abbiamo un coro giovanile piemontese davvero da non perdere, i 4Joy di Dario Piumatti, e i ragazzi del Musicanova di Fabrizio Barchi, che si muovono nel difficilissimo repertorio “colto” e lo fanno così bene da incantare il pubblico. Poi c’è il Cantering che porta su palco la musica popolare, i Diapason che è una formazione davvero trasversale, i Sing up, eccellenza del pop corale, un coro Gospel imperdibile e il coro di Zalib. C’è n’è per tutti i gusti, anzi per tutte le orecchie.
Anche in questo caso due parole su di loro e perché li hai scelti?
Per la loro varietà, perché nel loro campo sanno dare il meglio, non solo tecnica ma anche passione e comunicazione. Il rapporto col pubblico è fondamentale, e questi sono gruppi che ti sanno inghiottire.
Ma il vero significato di questo Festival?
Ricordarsi che cantare insieme è una delle cose più potenti che l’essere umano ha saputo inventarsi. Cantare da soli è certamente importante, ma cantare in coro cambia la vita. Molti spettatori a fine concerto ci avvicinano e ci chiedono “ci sarebbe un posto anche per me”? In un epoca di solitudine da facce sul telefonino, il coro ti restituisce la potenza del lavoro di gruppo, della socialità, dell’ amore e dell’ amicizia.
A quale pubblico è dedicato, vista la varietà degli Artisti?
Chiunque abbia la voglia di aprirsi a questo tipo di performance, conquistiamo il pubblico più giovane come anche i più grandi che ne ha viste tante. Questi spettacoli non hanno un target specifico, ed è questo il bello.
Anche a un pubblico giovane?
Soprattutto! Pensiamo ai giovani come lontani da questo mondo. A Roma in 20 licei c’è il coro, anche grazie al nostro lavoro di diffusione. Centinaia di adolescenti si sono lanciati nel frequentare questo genere musicale.
Chiudi l’intervista come vuoi, un messaggio ai nostri lettori e qualsiasi altra cosa tu voglia dire e che non ti ho chiesto.
Venite al VOKALFEST, specialmente se pensate che non fa per voi. Scoprirete un mondo che non vi aspettavate.
FABIO LOFFREDO
Appassionato di musica sin da piccolo, ho cercato di esplorare vari generi musicali, ma è il metal, l'hard rock ed il rock progressivo, i generi musicali che più mi appassionano da molti anni. Chitarrista mancato, l'ho appesa al chiodo molto tempo fa. Ho mosso i primi passi nello scrivere di musica ad inizio anni 90, scrivendo per riviste come Flash (3 anni) e Metal Shock (ben 15 anni), qualche apparizione su MusikBox e poi il web, siti come Extramusic, Paperlate, Sdangher, Brutal Crush e Artists & Bands. I capelli mi si sono imbiancati, ma la passione per la musica è rimasta per me inalterata nel tempo, anzi molti mi dicono che non ho più speranze!!!!















