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VINCE PASTANO – Intervista al chitarrista 

VINCE PASTANO – Intervista al chitarrista 

Vince Pastano 2

Vince Pastano, a.k.a. Vince, è balzato all’onore delle cronache per essere salito sul palco di Vasco Rossi, ma è dal 2001 che realizza numerosi progetti personali (Vince, Pulp Dogs, Past The Mark, Araliya, GOS) e collabora con moltissimi artisti italiani ed internazionali; la giapponese Hiroko Kouda, George Mann, Riccardo Sinigallia, Guido Elmi, Stef Burns, Ignazio Orlando (CCCP), l’ingegnere del suono Marc Urselli(vincitore di due Grammy Awards), Roberto Terzani (Litfiba), Beppe D’Onghia, Lucio Dalla, Pino Daniele, Roy Paci, Eugenio Bennato, Eugenio Finardi, Tiziano Ferro, Zibba, Nicola Venieri, Adrienne Arno, Cesare Cremonini, Federico Poggipollini, Barbara Cola. E’ anche compositore e produttore di sonorizzazioni in ambito pubblicitario; tale attività lo ha portato a lavorare per brand del calibro di Clementoni, Walt Disney, BMW e Rai Tv. Adesso è qui con noi pronto per essere intervistato.

Ciao Vince, guardando la tua biografia viene da pensare che dovresti avere 100 anni da tutte le cose che hai fatto e le collaborazioni. Hai anche creato una casa discografica. 
È nata nel 2012 dall’esigenza di poter gestire da sè sia la parte artistica che alcuni elementi della distribuzione dei prodotto; tutto questo dopo aver preso tante delusioni da presunti discografici. In realtà l’etichetta vive dall’insieme delle forze con altri tre produttori artistici, Ignazio Orlando, Antonello D’Urso e Max Messina. Ci piace coinvolgere cantautori dalle vene sperimentali e diamo tanta importanza ai testi; poche produzioni, ma veri e propri gioielli tra cui Nicoletta Noè, Andrea De Luca, Massimiliano Martines, Rocio Rico Romero. Il nostro sito, dove poterci ascoltare èwww.liquidorecords.com

Come ti sei avvicinato alla chitarra?
Ho iniziato a suonare a circa 10 anni grazie alla passione di mio padre che ha sempre avuto la passione della musica e per i Pink Floyd, a 4 anni avevo già visto The Wall al cinema con lui. Mi piace molto il prog ‘70s. Ho studiato alle scuole medie, poi 5 anni di Conservatorio che ho mollato perché non volevano suonassi l’elettrica. Poi purtroppo ho dimenticato tutto tranne la tecnica base della chitarra classica ciò che mi permette ancora oggi di arpeggiare sull’acustica. Mi è rimasta questa voglia di diplomarmi, ma non avrei il tempo.

L’Emilia-Romagna è una terra fertile per i chitarristi, tu come ci sei arrivato?
Abbiamo lasciato la Puglia e Grottaglie perché tutta la band che avevo studiava e faceva la pendolare Taranto-Ferrara , allora mi hanno detto: “Vince perché non ci trasferiamo a Bologna? Tu vuoi suonare, noi studiamo” quindi siamo partiti con l’idea. Nel 2002 ci trasferiamo a Bologna, dove abbiamo iniziato a suonare tributi a Hendrix con cui ho un filo conduttore. 

E dai tributi a Hendrix come sei arrivato a fare tutto il resto?
Ho conosciuto, tramite una ragazza che era venuta a vedermi ad un concerto, Beppe D’Onghia, arrangiatore di Lucio Dalla, quindi ho iniziato a collaborare con Beppe e Lucio Dalla alla Tosca che loro stavano facendo in quel periodo, così ho registrato Amore Disperato per la Tosca. Poi ho fatto un tributo ad Hendrix al Made in BO, dove ci sono stati mille aneddoti. Ci sentiamo per andare a suonare, avevo promesso di avere siae, enpals, partita iva, fattura e quant’altro e invece non avevamo niente. Cosa che poi l’organizzatore scoprì solo a concerto finito quando ci chiese la fattura e gli dovemmo confessare di essere praticamente dei pirati. Lì conobbi Mauro Patelli, chitarrista di Luca Carboni, e nacque questa amicizia, abbiamo iniziato a suonare nei club, poi dopo un paio di anni mi chiama e mi dice è andato via il chitarrista di Luca, vuoi fare un’audizione? E da lì ho iniziato con Carboni. Poi è arrivata la storia con Vasco Rossi, io conosco Stef Burns dal 1999, ero suo fan, ci siamo frequentati negli anni, poi un paio di anni fa mi ha presentato Guido Elmi, e Stef gli disse: “Se vuoi un chitarrista dai suoni un poco strani ti presento Vince”. E Guido: “ma che genere ascolti? Anzi ci ho ripensato, devi dirmi i nomi dei gruppi.” Io gli dico i nomi e lui rimane a guardarmi, “non ho mai trovato uno che conoscesse questi gruppi, anche di nicchia”. Dopo 2 settimane mi chiama e mi dice facciamo un gruppo, gothic e cose del genere. Così inizia questa collaborazione, abbiamo in comune questo suono, gothic, metal, wave-metal, lui voleva produrre una cantante lirica bravissima con questi arrangiamenti che non c’entrano una fava. E’ ancora un progetto aperto, perché con la storia di Vasco tutto ha slittato in avanti.

Giusto, raccontami questa storia di come sei arrivato a suonare con Vasco Rossi.
Dopo 1 anno e mezzo, nel 2013, Guido mi dice: “Vince ci sarebbe da fare un singolo di Vasco, anzi no, ci sarebbe da arrangiare qualcosina per la tournée del 2013”, era un interludio, un medley che fanno ogni anno. Abbiamo iniziato così, poi dopo qualche mese mi ha chiesto se mi andava di suonare per il primo singolo Cambiamenti, poi per il secondo, Dannate Nuvole, poi morta lì. Poi mi ha chiamato pochi giorni prima che la cosa fosse resa pubblica e mi dice che volevano aggiornare un poco i suoni, se volevo andare in tour. Io ero in una situazione un poco strana, ero in hotel, ho detto dammi 5 minuti che ti richiamo, perché ero in apnea a sentire una notizia così. Cambia l’ottica pensare di andare su un palco davanti 60-70.000 persone. Dopo poco l’ho richiamato e gli ho detto, ci sto, una figata pazzesca, che dire. 

Che strumentazione usi?
Più che usare uno strumento fisso, cerco di contestualizzare gli strumenti, non faccio di testa mia, ma cerco di capire le reali esigenze dell’artista. Comunque io navigo fra Fender e Gibson, stranamente mi piacciono solitamente le chitarre economiche dove rendo veramente il top. Comunque Telecaster, Stratocaster, Les Paul, in questo caso però strumenti meno dinamici anche per non sovraccaricare gli ampli, per i due singoli ho usato ampli Mesa Boogie, chitarre ESP, casse ENGL, chitarre a 7 corde Schecter.

Come ci si trova a passare dal palco di uno stadio ad uno più “normale”? 
Vi posso garantire che su entrambi i palchi esistono varie problematiche da gestire, ma le emozioni sono grosse se ti piace ciò che stai suonando.

Cosa stai ascoltando adesso? Quali gruppi o cantanti ti piacciono o trovi interessanti al momento?
Troppi gruppi…. cerco sempre di essere abbastanza aggiornato; Dustin O’ Halloran, Jordi Savall, Nils Frahm, Johnny Marr..in generale musica non chitarristica perché mi annoia ad altissimi livelli.

Cosa invece non ti piace ascoltare?
La musica scritta a tavolino per vendere….e in Italia c’è ne tanta, purtroppo!

Nel tuo ultimo album hai lasciato la voce a Silvia Manigrasso, la tua nel primo album non era male, lei è veramente eccezionale. La scelta di concentrarti sul suono lasciando a lei il microfono da cosa è dato?
Perché desideravo creare un contrasto con il sottofondo musicale molto dark; Silvia ha reso i brani eterei dando ancora più personalità a tutto l’album. Io non sono un cantante e odio ascoltare la mia voce quindi è probabile che la mia carriera sia finita qui.

Pensi di cantare anche in inglese in futuro?
Io personalmente no ma con la mia band Pulp Dogs facciamo brani in stile spaghetti western solo in inglese.

Come hai trovato Alice Lerco e come è nata la collaborazione?
Conosco Alice dal 2007 e mi ha sempre colpito la sua dedizione per la lettura, una divoratrice di libri/cultura. Vista l’intesa che c’è sempre stata ed il suo animo dark che ho sempre amato, mi è sembrato naturale coinvolgerla e chiederle di scrivere per me.

Grazia Verasani ha partecipato solo alla stesura di Al Buio?
Grazia è fantastica! avevamo già collaborato per il mio cd precedente ‘Invisibili Distanze’ trovandoci molto bene e poi mi ha regalato le liriche di ‘Al Buio’…. Prima ancora avevo registrato le chitarre del suo album ‘Sotto un cielo blu diluvio’ dalle sonorità noir e pieno di una finezza elevata. Ci siamo conosciuti durante quelle session in sala registrazione. 

Cosa ne pensi di Spotify?
Credo che Spotify e Youtube abbiano rovinato la musica. Se la gente facesse un uso culturale capirei, uno lo ascolta poi va a comprare il cd ok, invece non è cosi è una dose infinita di cultura che muore lì. Non è sfruttata. Se la gente la usasse per arricchirsi culturalmente, per conoscere musica nuova,.mi piacerebbe, invece è tutto li, non c’è più il gusto del proibito.

E invece il Crowfunding lo conosci? Qui abbiamo Musicraiser di Giovanni Gulino ad esempio. 
Io mi reputo un emergente quindi rientrerei nel target, però funziona se hai già un minimo di notorietà , ho 5000 amici su fb allora gli chiedo di partecipare al progetto. L’idea è sicuramente geniale ed è bello vedere il pubblico che partecipa al lavoro dell’artista, però se non hai un minimo di visibilità non la vedo facile.

L’intervista è finita, ma è d’obbligo dire che quello che non si vede dopo, e cioè la straordinaria disponibilità e calore umano che traspare da questo ragazzo, che al termine del concerto e subito dopo l’intervista si ferma sul palco con tutti quelli che salivano per parlargli. Un gran valore aggiunto Vince.

MAURIZIO DONINI

Contatti:
www.vincepastano.com/
Vince Pastano FanPage:
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