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THE SHIVER – intervista a Federica “Faith” Sciamanna

THE SHIVER – intervista a Federica “Faith” Sciamanna

The Shiver nasce nel 2005 dall’incontro tra Federica “Faith” Sciamanna (cantante e compositrice) e Francesco “Finch” Russo (batterista). Dopo diversi cambi di formazione entrano stabilmente nella band Michele Colantuoni (basso) e Vincenzo Lodolini (chitarra). I The Shiver sono una delle band rock più attive in Italia e all’estero per quando riguarda il live. Portano ormai da anni la loro musica in tour in tutta Europa tra Gran Bretagna, Germania, Spagna, Russia e paesi dell’Est. In passato hanno aperto concerti di artisti come Misfits, The Ark, Papa Roach, Negramaro, Perturbazione. Abbiamo intervistato proprio la voce ed anima del gruppo, la bravissima e simpaticissima Federica “Faith” Sciamanna.

Il nickname “Faith” ha vari significati, è riferito solo al tuo nome o, come spesso capita nel rock, ha un significato simbolico?
Io mi chiamo Federica, sono una grande amante dei Cure e dei Depeche Mode, i Cure hanno un album che si chiama proprio Faith, e anche i Depeche Mode hanno una canzone che mi piace molto e si chiama Songs of Faith and Devotion. Quindi il nick richiama proprio il mio background musicale.

Il vostro genere musicale ci ha ricordato molto il genere gothic-rock caratteristico di Lacuna Coil ed Evanescence, ti riconosci in questo?
In verità non tanto, gli Evanescence non li ho ascoltati tanto, ammiro Amy Lee per la bravura e la tecnica, ma non mi piacciono tantissimo. I Lacuna Coil li ho amati moltissimo fino a Comalies, poi non ho visto quella evoluzione musicale che mi sarei aspettata, ho avuto l’impressione che si siano fermati su un genere bellissimo, ma senza andare avanti. Il mio background è il movimento post-punk inglese e dark wave, insieme a roba molto più cattiva di quella che facciamo noi, poi quando si entra in studio vengono fuori cose più vicine al genere Lacuna Coil dato soprattutto l’accostamento chitarre distorte – voce femminile. Ad ogni modo queste sono band con un ruolo importante: questi gruppi hanno portato questo genere fuori dai confini della nicchia. Ammiro molto Cristina, anche se non sono ancora riuscita a conoscerla, mi pare una persona molto bella e vera.

Come i Lacuna Coil mi pare che anche voi abbiate più successo all’estero che in Italia, avete iniziato in Inghilterra no?
Sì, era il 2006, in Italia non si riusciva a suonare, io cantavo in inglese e questo già ti taglia le gambe, non facevamo cover e anche questo ti chiude le porte. C’è da considerare che da Bologna in giù la situazione è molto peggiore, ad esempio nella nostra città è presente un solo locale per la musica live ed insieme ad alcune associazioni di ragazzi abbiamo aiutato i proprietari a   riaprirlo – non penso a Modena per dire ci sia solo un locale dove si suona dal vivo, e questa è una vergogna. Da noi la realtà è molto chiusa.

Quindi ritieni anche tu che le cover band stiano monopolizzando gli spazi?
Sì, però capisco i locali che devono vendere un certo numero di birre e quindi è un discorso commerciale, io suggerirei che le cover band prendessero meno di quello che prendono al momento. Sentir dire che cover band che fanno pezzi non loro prendono 5-600 euro a serata mi pare assurdo. Poi ci potrebbe essere una direzione artistica che selezioni di più e magari proponga anche musica nuova. I live dovrebbero essere regolati meglio, per una band piccola come la mia sono molto importanti per farsi conoscere. E’ anche importante come presenti gli eventi, magari farne pochi, ma promuoverli alla grande. Approfitto dello spazio per dire ai ragazzi di supportare la scena live. 

Quindi oltre suonare gestisci questo locale?
Ho una sala prove ed insegno canto.

Programmi futuri?
Avevamo in lista un tour in Spagna ed Inghilterra, poi abbiamo fermato perché stiamo scrivendo il nuovo disco, quindi è tutto  rimandato a settembre. Ci sono locali dove siamo già conosciuti all’estero e ritroviamo tanti amici. Stiamo aspettando le conferme per nuove date, ma con calma, perché voglio lavorare ancora su suoni e strade musicali da seguire.

Avete aperto il live di grandi gruppi come Papa Roach, Misfits e Negramaro, come è stato?
Sono state esperienze bellissime e ci hanno insegnato tanto!

Anche altre belle frequentazioni come Cristi (Vanilla Sky) e Paolucci (Prozac+) nella produzione.
Grandi personaggi e musicisti, si impara tanto da artisti di tale livello.

Avete fatto anche dischi in acustico, come ti trovi meglio?
Sono due cose molto diverse, sull’elettrico c’è molta più energia che puoi trasmettere, l’acustico rimane più intimo e ti dà maggiore libertà espressiva. Con l’elettrico fai il concerto, muovi tutto, devasti, chiudi alla grande e via, invece con l’acustico porti l’ascoltatore a seguirti più attentamente. In realtà non saprei dire cosa preferisco, sono due cose molto diverse.

Di Spotify e simili che pensi?
Penso che tutto quello che va nella direzione di far conoscere la musica sia positivo… certo, i media livellano tutto e bisogna andarsi a cercare la musica che ti interessa di più.

E del Crowfunding? Avete considerato di usarlo?
Ti dirò con molta onestà che avevamo sempre pensato di non farlo, poi pochi mesi ci hanno rubato tutta la strumentazione dal furgone, a Milano in pieno centro ed in pieno giorno, un’esperienza bruttissima. Proprio in seguito a questa esperienza avevamo pensato di farlo per ricomprarci gli strumenti, adesso ci stiamo arrangiando. Poi i nostri amici hanno invece organizzato una serata di benefit per permetterci di riparare al danno.

Cosa ti piace ascoltare al momento?
Al momento sto ascoltando moltaelettronica ed un paio di artisti più underground: Love Frame e Andrea Seki.

Ultima cosa, sei autodidatta o hai fatto corsi di canto?
Studio da circa 10 anni e da 4 insegno canto moderno.

Ti ringrazio tantissimo per il supporto che ci avete dato con il video sulla homepage, la recensione e tutto quello che fate per la musica, il supporto della stampa è molto importante.

MAURIZIO DONINI


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