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SI! BOOM! VOILÀ! – Intervista a Roberta Sammarelli

SI! BOOM! VOILÀ! – Intervista a Roberta Sammarelli

SI! BOOM! VOILÀ! nascono dall’incontro di cinque musicisti che, dopo anni di palchi, dischi e collaborazioni diverse, sentono l’urgenza di ricominciare da un suono crudo, diretto, umano.
Un progetto nato senza premeditazione, in una sala di registrazione, come un esperimento spontaneo che ha preso vita da sé — un gesto collettivo che diventa musica.

Passando dai Verdena a oggi, sembra un giro completo a 360°. Questo progetto è un’esperienza completamente nuova per genere e sound?
Non esattamente, perché negli ultimi due o tre anni ho vissuto diverse esperienze nuove. Per molto tempo, suonando nella stessa band, non avevo mai guardato oltre: la mia situazione era stabile e ogni attività era legata ai Verdena. Recentemente, però, ho sentito il bisogno di aprirmi ad altre collaborazioni. Ho iniziato con le sonorizzazioni di film muti, un’esperienza molto formativa che mi ha permesso di confrontarmi con altri musicisti. Lo scorso settembre, ad esempio, è uscito il vinile della sonorizzazione di Metropolis, realizzata insieme a Xabier Iriondo, Karin Cuccuru e Corrado Nuccini. È stato un progetto bellissimo: suonavamo dal vivo mentre il film veniva proiettato, ed è nata una tale sintonia che abbiamo voluto fissare quel lavoro su disco. Il progetto Si Boom Voilà, invece, ha radici diverse. Nasce dall’amicizia ventennale che mi lega a Davide e Giulio. Durante il lockdown, non potendo lavorare ai nostri rispettivi progetti, ci sentivamo spesso per chiederci come stessimo. In una di quelle chiamate ci siamo detti: “Perché non proviamo a creare qualcosa di artistico?”. Abbiamo iniziato a scambiarci materiale a distanza: io ho mandato un brano voce e chitarra acustica, loro hanno aggiunto orchestrazioni e chitarre, trasformandolo profondamente. Quel pezzo ci è piaciuto così tanto che è finito nell’album, proprio come traccia di chiusura.

Metropolis è un film considerato un precursore assoluto, che rimane incredibilmente attuale. Tra l’altro, c’è questa coincidenza incredibile: Fritz Lang lo immaginava ambientato proprio nel 2026, l’anno che stiamo vivendo. Che effetto fa lavorarci oggi?
È pazzesco se ci pensi. È un film che è stato capace di anticipare i tempi in modo incredibile, ed è proprio per questo che rimane sempre attuale. È stato girato intorno al 1926 e l’idea che Lang lo avesse proiettato esattamente un secolo in avanti, immaginando il nostro 2026, fa un certo effetto. Confrontarsi con un’opera del genere oggi non è solo un esercizio di stile, ma significa toccare temi che stiamo effettivamente vivendo. Questa dimensione profetica ha reso il lavoro di sonorizzazione ancora più profondo e stimolante.

Siete entrambi bassisti di formazione. Come vi siete divisi i ruoli? Avendo Giulio alla chitarra in questa band, non avete mai pensato a una sperimentazione con due bassi, come ogni tanto capita di vedere in altri gruppi?
No, in realtà non ci abbiamo nemmeno pensato. È stato un processo del tutto naturale: io non suono la chitarra abbastanza bene da poter ricoprire quel ruolo in una band (o meglio, la suono “a modo mio”), mentre Giulio è un bravissimo chitarrista. Di conseguenza, è stato ovvio fin da subito che lui avrebbe preso in mano la chitarra e io sarei rimasta al basso. Non abbiamo mai sentito l’esigenza di discutere altre configurazioni; è venuto tutto da sé.

Il sound dei Si Boom Voilà è molto d’impatto: un noise acido, abrasivo, con ritmi secchi. Sembra un territorio nuovo anche per Giulio. Come avete vissuto questa sperimentazione?
Sì, è stata decisamente un’esperienza nuova. Però ti dirò, i brani sono nati con una facilità e una velocità davvero incredibili. In studio ci eravamo dati una regola precisa: l’improvvisazione doveva essere immediata. Se entro un’ora non usciva qualcosa che ci convincesse, scartavamo tutto e passavamo al pezzo successivo. Grazie a questo metodo, nessun brano ha richiesto più di un’ora e mezza o due di lavoro per la parte musicale. C’era una coesione così forte tra noi che non abbiamo incontrato alcuna difficoltà a trovare la quadra. Il processo è stato molto diverso invece per Michelangelo (Del Conte), che sui testi ha potuto prendersi tutto il tempo necessario per rifinirli e lavorarci con calma.

I testi scritti da Michelangelo sono molto forti, intensi e d’impatto. Com’è stato il processo di scrittura e come siete arrivati a collaborare con lui?
Sono d’accordo, i suoi testi sono davvero potenti. Prima di arrivare a Michelangelo, però, abbiamo vissuto una ricerca lunghissima: ci hanno provato in tanti a scrivere e cantare su queste basi, ma per quasi due anni non siamo riusciti a trovare la quadra. Spesso non ci convincevano i testi, altre volte erano le linee vocali a non funzionare. Devo dire la verità: stavamo iniziando a perdere le speranze. La svolta è arrivata grazie a Francesco Motta, con cui suono dal 2024. Un giorno gli ho raccontato la mia frustrazione nel non riuscire a trovare la voce giusta per questo progetto e lui mi ha suggerito: “Ma non avete pensato a N.A.I.P.?”. Ho capito subito che poteva essere l’intuizione giusta. Quando l’ho proposto agli altri, Giulio si è detto subito entusiasta, dato che adora il lavoro di Michelangelo. Lo abbiamo contattato e lui si è dimostrato gasatissimo fin da subito. Gli abbiamo mandato le basi che avevamo già pronte e, dopo sole due settimane, ci ha rispedito cinque brani cantati. I testi erano praticamente definitivi: sono rimasti quasi identici a quella prima versione, con pochissime modifiche. In quel momento abbiamo capito che era lui la persona che stavamo cercando.

In un brano del disco sembra esserci un richiamo molto particolare a Lucio Dalla, specialmente nel passaggio in cui canti “mi parte la mano”. È una citazione voluta?
Sì, assolutamente. C’è un pezzo in cui il richiamo a Dalla è decisamente presente ed è una citazione abbastanza evidente. Quel verso, “dove parte la mia mano”, è un omaggio diretto a Disperato Erotico Stomp. È stato divertente inserire un riferimento così iconico della nostra canzone d’autore in un contesto sonoro che apparentemente è molto lontano da quel mondo, ma che in realtà ne condivide l’urgenza e la libertà.

È quasi paradossale inserire un riferimento a Lucio Dalla in un contesto così abrasivo, eppure il risultato è estremamente efficace. Voce e musica si fondono perfettamente. Come siete riusciti a rompere gli schemi del rock “puro” senza risultare fuori luogo?
La cosa bella è che non volevamo seguire regole preimpostate o sottostare a quei “codici non detti” per cui in un gruppo rock certe cose non si possono fare. Abbiamo cercato la massima libertà. In questo, il background di Michelangelo (N.A.I.P.) è stato fondamentale: lui ha un passato rock e ha avuto persino un progetto metal, ma allo stesso tempo possiede una radice cantautorale molto forte. È stato naturale e giusto che nel disco emergessero citazioni che fanno riferimento a tutto il suo bagaglio culturale. Non è una forzatura, ma il risultato di una sintonia vera tra la nostra musica e la sua visione.

Parliamo dell’attività live: sta per partire un tour? Ho visto che ci sono già una decina di date in calendario.
Sì, stiamo curando proprio ora l’allestimento del tour. Sarà uno spettacolo molto studiato nei minimi dettagli, non solo a livello sonoro ma anche visivo, con un grande lavoro sulle luci e sulla messa in scena. Inizieremo proprio questo venerdì con la prima data a Livorno.

Passerete anche da Ravenna, che è la mia zona. Cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi mesi?
Esatto, Ravenna sarà proprio l’ultima data di questo tour nei club. Ovviamente poi ci sarà anche una parte estiva, ma stiamo procedendo per gradi. Diciamo che siamo un progetto appena nato: tutto quello che ci riserva il futuro lo scopriremo anche noi giorno per giorno. C’è molta curiosità e voglia di vedere come risponderà il pubblico.

L’impressione è che questo non sia un progetto “usa e getta”, ma qualcosa destinato a durare. Avete già in mente un futuro che vada oltre questo primo disco?
Assolutamente sì. L’idea è proprio quella di un progetto che abbia continuità e che non si esaurisca con questo album. Se tutto andrà come deve — e i presupposti ci sono tutti — la nostra intenzione è quella di continuare a collaborare e a produrre nuova musica. Vogliamo dare un futuro a questa formazione, esplorando nuove direzioni e vedendo fin dove possiamo spingerci insieme.

Direi che abbiamo toccato tutti i punti più importanti. Si percepisce che i Si Boom Voilà sono un gruppo solido e con un gran disco alle spalle. A giudicare dalle premesse, vi divertirete parecchio sul palco. C’è qualcos’altro che vorresti aggiungere?
Assolutamente sì, il divertimento è la molla di tutto. Stiamo preparando uno spettacolo curato nei minimi dettagli. Non voglio usare la parola “alternativo”, perché oggi si è già fatto tutto e il contrario di tutto, ma posso dire che è uno show costruito “su misura” per noi e per le nostre idee. C’è tantissima creatività in questo progetto: siamo cinque menti in costante fermento e stiamo mettendo in pratica ogni singola intuizione. È un processo stimolante e non vediamo l’ora di portarlo davanti al pubblico.

Un’ultima nota tecnica: il suono del disco è splendido. Nonostante l’irruenza dei brani, la produzione è definita e pulita. È un aspetto su cui avete lavorato molto?
Ti ringrazio, ci fa molto piacere che si colga questo aspetto. Abbiamo puntato molto sulla qualità della produzione perché volevamo che il suono fosse sì d’impatto, ma anche estremamente definito. Non è facile trovare l’equilibrio tra un’anima noise e una resa sonora pulita, ma ci abbiamo lavorato con grande cura. Sapere che dal punto di vista tecnico il risultato viene percepito come così efficace è una bellissima soddisfazione.

Grazie mille, Roberta. È stata una bellissima chiacchierata. Ti saluto e ci vediamo prestissimo sotto il palco. Buona giornata e in bocca al lupo per tutto!
Grazie a voi, davvero. È stato un piacere. Ciao a tutti, a presto!

MAURIZIO DONINI

Band:
Michelangelo Mercuri – N.A.I.P. (voce)
Davide Lasala (chitarra)
Giulio Ragno Favero (chitarra)
Roberta Sammarelli (basso)
Giulia Formica (batteria)

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gennaio è in partenza anche il CLUB.TOUR.2026, un viaggio nei club delle principali città italiane prodotto da Gemma Concerti, che porterà i SI! BOOM! VOILÀ! sui palchi di:
16.01 – Livorno, The Cage
23.01 – Bergamo, Druso
24.01 – Pordenone, Capitol
29.01 – Torino, Hiroshima Mon Amour
30.01 – Nonantola (MO), Vox
05.02 – Milano, Santeria Toscana 31
18.02 – Roma, Largo Venue
20.02 – Perugia, Urban
21.02 – Ravenna, Bronson
Biglietti disponibili qui: https://linktr.ee/siboomvoila