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SABINA SCIUBBA (Brazilian Girls) – da Hutchence a Chomsky

SABINA SCIUBBA (Brazilian Girls) – da Hutchence a Chomsky

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Cantante ed istrionica frontwoman della band newyorkese Brazilian Girls (quattro album con Verve Records e nomination ai Grammy Awards 2009 con “New York City” nella categoria “miglior album dance/elettronico”), siamo in quello splendido locale che illumina il centro di Bologna e che risponde al nome di Bravo Caffè, Sabina presenta “Toujours“, il disco di debutto da solista, uscito in Italia il 9 giugno. Tra i dischi più programmati nei programmi di Mary Anne Hobbs, Steve Lamacq e Lauren Laverne su BBC Radio 6, l’album contiene anche il singolo “Viva l’amour“, il cui video è stato creato da Oliver Clegg, astro nascente dell’arte contemporanea europea.

Sabina Brazilian Girls, ma non sei né brasiliana, né ci sono delle Girls nella band?
No in effetti io sono di Roma, poi  da piccola ci siamo trasferiti in Germania dove ho studiato al Conservatorio di Monaco di Baviera.

Complimenti per il concerto, mentre ti ascoltavo mi ero segnato che mi pareva di sentire il genere cantautorale newyorchese alla Edie Brickell e simili, quindi ci ho preso diciamo?
Dopo Monaco siamo stati a Graz, poi New York con le Brazilian Girls, adesso Parigi. In effetti non siamo brasiliani e nemmeno ci sono altre donne nella band. Non mi avevano mai fatto notare di Edie Brickell, ma le influenze newyorchesi ci sono sicuramente.

Una carriera luminosa ho visto, una nomination ai Grammy USA non è da poco, adesso balli da sola?
Con la band ci siamo sciolti, poi rimessi assieme e adesso faremo ancora cose assieme. Al momento però porto in giro questo mio lavoro solista, Toujours.

Sul palco siete solo Tu ed il bravissimo Csaba Palotai, Tu suoni una Stratocaster mentre lui invece ha una chitarra senza neanche il brand ed una serie di effetti e beatbox d’antan possiamo dire, ma l’alchimia fra di voi ed il suono che riesce a tirare fuori sono unici.
Sì ci intendiamo veramente bene, avevamo inserito anche un batterista, poi abbiamo visto che per quello che volevamo produrre andavamo meglio in due, siamo liberi di fare quello che ci piace e spaziamo tra vari generi.

Nel live hai richiamato il nome del grande Michael Hutchence che mi piaceva tantissimo.
Mentre provavamo ci siamo accorti di questo giro di chitarra che era proprio come quelli degli Inxs, forte.

Hai una mise per cui scherzavamo prima facendo il paragone con la raffinatissima eleganza di Chrysta Bell.
Sono tornata a Bologna dopo 20 anni ed ho visto i negozi proporre tutti le stesse cose, tutto pare uguale, standardizzato. Questo mio modo di vestirmi è anche un modo per rompere il conformismo.

Sono assolutamente d’accordo, il piattume ed il format che vige al giorno d’oggi è di una noia mortale, tutto uguale e conformizzato, ci si muove per essere quello che gli altri si aspettano da noi.
Io non capisco tutta questa finzione, il voler essere sempre d’accordo su tutto con tutti, il cercare il consenso, vedo tutto questo rifarsi il fisico in maniera artificiale e fingere di essere quello che non si è. Si può anche discutere se si hanno idee diverse, dal confronto nasce anche il progresso.

Sono i risultati della società liquida teorizzata da Zygmunt Bauman con le sue cerchie ristrette dove si rinchiudono quelli che la pensano nella stessa maniera, per cui la il loro pensiero diventa realtà assoluta. Anche Noam Chomsky ha scritto molto su questo.
Sì conosco Chomsky, è veramente una mente illuminata, mi piace molto. Con tutta questo modo di essere ci circondiamo di cose inutili, di pensieri fasulli, perdiamo di vista quella spiritualità che è il vero nostro vero essere.

MAURIZIO DONINI

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