ROCKNROLLA – Intervista a Marc Magnus sui 17 anni di Rocknrolla

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In occasione dei primi 17 anni di Rocknrolla Eventi, ho intervistato il titolare Marc Magnus.

Allora intanto rock’n’rolla 17 anni, giusto? Siamo l’ultima l’abbiamo fatta al decennale perché poi in mezzo c’è stata tutti gli anni del Covid, quindi diciamo lì. Quindi altri 7 anni e si tiene duro.
Sì, per il momento teniamo duro e non c’è neanche intenzione di smettere, anzi, perché ti dirò che gli ultimi anni sono pure migliorati, per certi versi. Ci sono state delle belle evoluzioni in tante situazioni e quindi sono soddisfatto e credo che mi dovrete sopportare per qualche altro anno.

Infatti, stavo proprio pensando che si è evoluto, secondo me, ancora in meglio; prima c’è stato il periodo un tra San Marino e Pesaro, poi si è tornati a Bologna, fra l’Alchemica e adesso il Music Station. E dopo i tantissimi concerti e festival, ora questo nuovo format.
Tutti posti molto belli, come sono anche molto orgoglioso, se posso dirlo, del fatto di avere potuto avere tra le mani questo tour di Profondo Rosso sonorizzato dai Goblin che stiamo portando in tutta Italia con sold-out in tutti i teatri. Non ci si ferma solo a Bologna, ma stiamo veramente ampliando il raggio d’azione, come onestamente è stato prima del Covid. Tu ti ricordi, non è che Rocknrolla lavorava solo a Bologna, ma un andavamo in tutta Italia. Diciamo che la base rimane qui, ora siamo alla Music Station, ma senza togliere le collaborazioni che resteranno comunque aperte anche con altri, come con i ragazzi di Alchemica. Però diciamo che Music Station è una nuova realtà, chiamiamola nuova perché è da ottobre che lavoriamo in questo contesto.

Assolutamente imperdibile l’Alchemica, posto bellissimo. Per dire, tutti belle venue, insomma, dove porti bella musica in bei posti con belle collaborazioni con persone che con cui si riesce a fare progetti molto interessanti, come si vede dalla partecipazione di tanto pubblico.
Diciamo che è quella la cosa importante, sono persone con cui si riesce a collaborare, hanno la volontà di rifare le belle cose, anche perché col Covid molti locali, molte, molte realtà sono sparite proprio completamente.

In questa aggiunta di 7 anni, le cose, ricordi particolari, a parte i Goblin che va bene, altri momenti particolarmente belli?
Beh, ricordo la cosa che ecco una cosa soddisfacente dal mio punto di vista, anche se magari non a livello economico, ma avere portato per la prima volta in Italia i Q5, che è una band americana storica degli anni 80. Riavere portato in Italia dopo tanto tempo che i Vicious Rumors, sempre band americana, hard rock, così è anche un bellissimo tour italiano dei Vanden Plas, una band prog rock tedesca che secondo me è a livello dei Dream Theater. Ecco, parlando di musica internazionale, anche su Milano ci sono delle belle collaborazioni, quindi insomma sempre in giro assolutamente.

Anche i Marillion tornano, per dire.
A giugno ci saranno due date a Pompei che sono andate sold-out in 7 minuti.

Bene, proponimenti per il futuro?
Questo format “Words & Music Deluxe” mi è stato già riconfermato, un progetto che era già iniziato nel 2018. Iniziammo a Bologna, poi addirittura me lo comprarono a Pavia, al Dagda Live Club, dove facemmo anche lì un’edizione. Poi il Covid ce lo ha troncato. È rinata l’idea di farlo qui. L’ho proposta a Milo di Music Station che ha accettato con grande entusiasmo. Le serate stanno andando benissimo, centinaia di persone. Piace l’idea dell’ospite importante e dopo a seguire un concerto.

È molto bello e riuscito questo format di raccontare e cantare.
Esatto, con dei nomi di primissimo piano che, magari, normalmente si vedono solo da lontano, qui ha la possibilità di conoscerli meglio da vicino.

MAURIZIO DONINI

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