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ROBERTA GIALLO – Intervista su “La città di Lucio Dalla”

ROBERTA GIALLO – Intervista su “La città di Lucio Dalla”

In occasione dell’uscita del nuovo singolo “LA CITTà DI LUCIO DALLA” ho intervistato ROBERTA GIALLO.

Ciao Roberta, eccoci nuovamente qui. Focus di questa intervista è Lucio Dalla, di cui sei interprete appassionata, e nella serata che hai condotto con Assante, abbiamo scoperto che ti chiama affettuosamente “giallina”.
Con lo scorrere degli anni è sempre più importante quello che ti hanno lasciato le persone che non ci sono più, dal punto di vista professionale Lucio poteva aiutarti in tanti modi. Per me è stato un maestro e abbiamo collaborato assieme in tanti progetti, trovare il mio nome nel suo ultimo album mi ha riempito d’orgoglio. Ma il nostro rapporto è stato soprattutto umano e affettivo, ci siamo piaciuti al primo approccio e lui mi trattava come un nonno con la nipotina, da qui quel “giallina” che richiamavi prima. Come ho raccontato nello spettacolo, andavo a casa sua, lui veniva da me, ci si vedeva in altri contesti, era come essere parte della stessa famiglia, lui era veramente straordinario. Fautore di tutto questo fu Mauro Malavasi, che aveva intuito che fra me e Lucio potesse esserci intesa e ci presentò.

Una storia bellissima e ricca di aneddoti.
Ricordo il video girato e visibile su Youtube, “Il prode Radames”, dove ci trovammo io, Lucio, Mauro Malavasi, Pinotti e Marco Alemanno, passammo tutta la giornata in modo ludico con Lucio a fare da officiante del divertimento.

Su Lucio Dalla si sono spese pagine di notizie e parole, parlando con tanti artisti che hanno lavorato con lui, anche in maniera un poco distorta rispetto la realtà. Sempre tornando anche ai racconti dello storytelling con Assante, era una persona con il suo carattere, non sempre facile.
Verissimo, lui era ricco di tante sfaccettature, probabilmente io gli facevo tenerezza e, come ho raccontato nel corso dello spettacolo, a volte mi sfidava. Ma lui non era mai cattivo, aveva un suo modo di essere giocoso, poi, come tutti, aveva i suoi momenti di luce e di buio, anche se io ho avuto la fortuna di conoscere solo il suo lato mite e luccicante. Una volta venne a vedere un mio spettacolino, con la neve e lui ingessato, ed era l’unico spettatore. 

Abbiamo già accennato prima allo spettacolo con Assante, veramente bellissimo.
Era uno spettacolo che avevamo nel cassetto da due anni, avremmo dovuto debuttare a Montecarlo il 19 maggio, poi con la pandemia è stato rimandato. Forse era destino che dovessimo posporlo proprio a questo 4 marzo, Ernesto riesce a restituire la storia di Lucio unendo il suo stile con la storia. Avevo già conosciuto Assante in un precedente spettacolo a Montecarlo, “La favola della musica italiana”, apprezzandone la grande professionalità unita alla sua passionalità che non diventa mai pedante. Io amo raccontare gli aneddoti riguardo Lucio, rischiando forse di mitizzarlo, con Ernesto abbiamo un equilibrio perfetto. 

Con i grandi giornalisti hai esperienza, ricordiamo il ricco tour con Federico Rampini.
Con Federico abbiamo fatto quasi 100 date, lui è molto diverso da Assante, esperto di geo-politica, se Lucio era l’informalità totale, Rampini è il contrario, con una formalità che non è distacco, ma è proprio il suo essere. Con Federico partiremo a breve con lo spettacolo sui Beatles, partendo da L’Aquila, con l’orchestra di Valentino Corvino, malgrado sia vecchio di 10 anni ce lo chiedono ancora e quindi mi rivedrò con Rampini tra poco. 

Come hai scelto la scaletta che hai presentato nello spettacolo con Assante?
Ho puntato molto su quello che Lucio mi ha trasmesso e anche sul suo legame con Roberto Roversi, ho voluto approfondire questo versante che ho conosciuto dopo avere conosciuto Dalla. A seguito della sua mancanza, molti mi hanno contattato per fare cose assieme nel ricordo di Lucio, ad esempio Antonio Bagnoli, nipote di Roversi, mi contattò per fare una serie di spettacoli assieme. Nello spettacolo con Ernesto ho voluto inserire i brani Dalla-Roversi, per farli ascoltare anche a chi non ne li conosce bene. Quindi canzoni che, come “Nuvolari”, mettono in luce le tante sfaccettature di Lucio, più musicista di altri cantautori, ma capace anche di mettersi un cappello da aviatore con incredibile naturalezza. 

Il riassunto di tutto questo è racchiuso nel tuo nuovo singolo, “La città di Lucio Dalla”.
E’ un brano che scrissi dopo che Lucio ci lasciò, non la volli pubblicare subito per un senso di pudore e rispetto, volendo vivere il lutto in maniera molto riservata e in silenzio. Quando uscì il mio primo disco, “L’oscurità di Guillaume”, prodotto da Mauro Malavasi, lo feci uscire nel 2017. Anche per questa canzone ho voluto fare passare il tempo necessario e racchiudere in essa tutta la mia gratitudine per Lucio e l’amore per la città di Bologna, che mi ha regalato la possibilità di conoscerlo, ma anche Bersani e tanti altri, accogliendomi come in famiglia. 

Mi ha colpito il video che appare minimal, rispetto i tanti effetti speciali che vanno di moda adesso, questo conferisce un aspetto molto intimo al risultato finale.
Assolutamente sì! Hai colto perfettamente il senso, è’ girato sul terrazzo di casa mia alla Bolognina, si vede San Luca, ritengo che il videoclip debba rispecchiare il cuore della canzone. Lucio era una persona molto semplice, lui amava la fotografia di Luigi Ghirri, che lavorava su scatti genuini, non photoshoppati, senza particolari effetti. Pensando all’estetica di Lucio, ho deciso di fare un video naturale, con la luce del Sole, senza che mi dovessi truccare in modo particolare, il regista, Niccolò Donati, è riuscito a raccontare le emozioni in modo molto semplice, raccontandomi così come sono. 

Progetti futuri?
Proseguirà il tour con Assante e la data a Montecarlo, poi recuperiamo il vecchio spettacolo con Rampini e quello che nuovo che abbiamo messo a punto. Porterò in tour il mio album, che sei stato il primo a recensire; poi parteciperò al film sui 25 anni del MEI in cui sarò la voce narrante. Per nuove canzoni ti dirò che io sono sempre al lavoro su questo, ora ho pubblicato cose che avevo nel cassetto, come l’ultimo “Canzoni da museo” che ha avuto tanti riconoscimenti, con cui ho voluto omaggiare Roversi e Gastel. Ho da parte altre cose che non ho ancora registrato, man mano vedrò come organizzare il tutto, tieni presente che io produco solo concept album; quindi, tutto va pensato come si deve. 

MAURIZIO DONINI 

Band:
Roberta Giallo

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