RESPIRO ACUSTICO – Intervista su Vagoni Vuoti
“VAGONI VUOTI”, il nuovo EP dei RESPIRO ACUSTICO, duo composto dal cantautore PIETRO BAFFA e dal chitarrista – compositore – divulgatore RENATO CARUSO.
“Vagoni vuoti” è un titolo evocativo: cosa rappresentano per voi questi vagoni? È un’immagine di solitudine, di viaggio, di attesa…?
Pietro: Molto probabilmente di speranza, ma anche di solitudine, di viaggio e di attesa… In verità il titolo dell’EP è nella canzone “Ma che vita” che rappresenta un inno alla voglia di rinascere, di rimettersi in gioco, di continuare ad andare avanti, di sentirsi vivi e cercare di non mollare mai. Noi siamo di origini calabresi e questa nostra forza d’animo viene dalla nostra storia, dalla nostra terra probabilmente. I vagoni vuoti sono anche una metafora della vita, la parola vuoto a primo impatto fa paura, ma la creatività nasce anche dal vuoto e forse è proprio quel vuoto che abbiamo dentro che ci rende speciali e unici.
Qual è stata la scintilla che ha dato vita a questo EP? C’è un episodio preciso che ha fatto scattare la voglia di scriverlo? Come è nato l’incontro tra di voi?
Pietro: La scintilla è stata quasi naturale, nel senso che erano anni che pensavamo di ritornare a registrare e a dare vita ai nuovi brani, alcuni dei quali hanno più di dieci anni, nati prima della quasi “apocalisse” in cui tutti abbiamo vissuto. Poi ci siamo accorti che erano ancora attuali, anzi sembravano quasi più idonei a questi anni e allora è nata l’idea di iniziare le registrazioni, circa un anno fa, dell’album di dieci brani, per poi decidere qualche mese fa di far uscire prima un EP di cinque brani e poi, forse uscirà l’album che in fondo è già pronto. L’incontro tra di noi è nato circa venti anni fa, da un messaggio di una collaborazione musicale che scrissi io su un social, all’epoca molto in voga tra i musicisti “MySpace”, ricevetti una sola risposta, quella di Renato. In seguito, l’incontro a Milano, tanti concerti nei locali e teatri ed esperienze musicali con grandi amici musicisti. Abbiamo registrato due album fino alla pausa decennale iniziata subito dopo il 2015. Per poi iniziare le registrazioni di “Vagoni vuoti”.
Il vostro sound unisce voce e chitarra in modo molto essenziale ma intenso. È stata una scelta artistica o una naturale evoluzione del vostro modo di suonare?
Pietro: Forse prima una naturale evoluzione del nostro modo di suonare e concepire la musica e poi anche una scelta artistica. Il nome del duo, in fondo, ci rappresenta, Respiro sarei io e Acustico è Renato.
Come nascono le vostre canzoni? Partite più spesso da un testo, da una melodia, o è un dialogo continuo tra parole e musica?
Pietro: Tutte le nostre canzoni sono nate prima dalla musica di Renato e poi personalmente aggiungo io il testo. Per la melodia arriva quasi in maniera naturale, ma è quasi sempre parte della musica. Anche i testi sono molto legati alla musica e al suo stile. Il tutto avviene in maniera molto naturale.
Nell’EP si percepisce un’atmosfera molto intima, quasi “in presa diretta”: avete registrato tutto in studio o avete scelto siti alternativi per catturare questo mood?
Pietro: Sì, l’atmosfera è molto intima in effetti tutti i brani sono nati in casa qui a Milano, prima la musica da Renato e poi il testo da me. Poi le registrazioni sono avvenute in studio, ma lo stile è rimasto quasi intatto. Avevamo già registrato dei demo casalinghi, direi che il mood è rimasto molto intimo anche per questo.
C’è un brano di “Vagoni vuoti” che sentite particolarmente rappresentativo del vostro momento attuale come artisti? Perché?
Pietro: Per me è “Non voglio esser spento” è un brano che sento molto adatto al mio attuale stato d’animo. La musica di Renato la ritengo straordinaria e molto particolare. Il testo parla della voglia di non mollare mai, di sentirsi giovani e creativi, di non spegnersi per nessun motivo. Il tempo passa per tutti e personalmente oggi ho una età in cui si incomincia a selezionare tutto e si cerca di non perdere tempo inutile.
Renato: per me Distante da me perché mi ricorda i momenti passati in quel periodo e di quanto ero immerso nell’ascolto del genere pop inglese che ascoltavo in quel periodo.
Le vostre canzoni sembrano parlare di silenzi, di spazi vuoti che però non sono mai immobili. Qual è il messaggio che vorreste arrivasse a chi ascolta l’EP?
Pietro: Questa è una domanda che riteniamo molto difficile (sorriso). Si è vero le nostre canzoni parlano di silenzi, di spazi vuoti da riempire, ma anche di speranza e di amore per la vita. Forse il messaggio è proprio questo “amore per la vita”.
Viviamo in un’epoca di comunicazione continua, e voi arrivate con un disco che sembra voler rallentare e ascoltare il “non detto”. È una scelta controcorrente?
Pietro: Non è stata una scelta controcorrente. Noi siamo entrambi molto amanti del futuro, della tecnologia, ma siamo anche un po’ nostalgici, soprattutto con l’arte e la musica. Oggi proprio con questa comunicazione continua, tutto diventa più veloce e spesso anche banale. Ci piace molto che il nostro “disco” dia l’idea che sembra rallentare e ascoltare il “non detto”, in fondo entrambi siamo molto riflessivi e amiamo la musica in generale, soprattutto quella dei tempi analogici, quando c’era il giradischi, le musicassette e il lettore CD. Ma oggi la musica è cambiata molto e tutta questa magia si è trasformato in “follia”.
Essere un duo significa trovare un equilibrio perfetto tra due sensibilità. Come vi completate a livello artistico? Avete ruoli definiti o è tutto in continua fusione? Renato, la tua amata matematica è entrata in qualche modo anche in questo disco?
Pietro: Personalmente penso che entrambi abbiamo un grande rispetto l’uno dell’altro e questo ci rende anche molto amici. Forse ci completiamo a livello artistico proprio perché ognuno di noi è libero. Per noi la libertà è sacrosanta e non sentirsi troppo partecipi della vita altrui ci rende artisticamente più vivi. Gli unici ruoli definiti sono che Renato crea la musica e la suona, io creo il testo e lo canto.
Renato: La mia musica matematica non è entrata in questo disco perché è stato un progetto ripreso dopo 15 anni quindi ancora non avevo la piena consapevolezza di chi fossi e quanta matematica sarebbe entrata nel mio mondo 🙂 però c’era tanto rigore…
C’è mai stato un momento in cui avete avuto visioni opposte su un brano? Come avete risolto?
Pietro: In verità questo momento non c’è mai stato, forse un qualche dubbio su un riff o su una frase di un testo, ma poi tutto è rimasto così come è nato. Ci è piaciuto anche usare alcuni effetti sui brani ed entrambi siamo sempre stati d’accordo in fase di registrazione.
“Vagoni vuoti” ha un respiro molto acustico e raccolto. Nei concerti pensate di mantenere questa dimensione intima o state preparando qualche sorpresa per il live?
Pietro: Molto probabilmente rimarrà questa dimensione intima, alla Respiro Acustico, con suoni prettamente acustici e quasi minimali. Poi tutto può succedere, magari trasformiamo qualche brano in versione Rock, con effetti elettronici 🙂 Al momento non abbiamo sorprese live, in verità non stiamo proprio pensando ai live, per il momento ci piace tutto così come è.
Renato: Certo, respiro acustico significa proprio questo. La penna di Pietro e le dita di Renato.
Avete in programma un tour o delle date particolari per presentare l’EP?
Pietro: Al momento no, nessun tour o date particolari per presentare l’EP. Forse più in là questo succederà, ma per ora, a questo punto aggiungerei, in maniera controcorrente, non abbiamo in programma nessun concerto.
State già lavorando a nuovi brani o il viaggio di “Vagoni vuoti” continuerà ancora a lungo?
Pietro: Sì, ci stiamo lavorando, in verità ci abbiamo già lavorato su altri brani che completeranno l’album. Molto probabilmente inizieremo le registrazioni in studio dopo l’estate. Il viaggio di “vagoni vuoti” andrà avanti.
Fuori dalla musica, cosa vi “riempie” i vostri vagoni vuoti? Libri, film, silenzi, paesaggi…?
Pietro: Per quanto riguarda me (Pietro) i miei vagoni vuoti sono riempiti tutti i giorni dalla splendida vita che vivo a Milano insieme a mia moglie Ester, dalla voglia continua di scrivere racconti e romanzi, dalla passione che ho per gli scacchi, dai miei film preferiti che vedo e rivedo continuamente, ma anche da silenzi, paesaggi e viaggi alla scoperta di nuovi magnifici luoghi, soprattutto in Italia.
Renato: molti libri, film di tutti i generi, viaggi.
Se doveste descrivere “Respiro Acustico” con tre parole che non siano “respiro” e “acustico”, quali scegliereste?
Pietro: Per me Passione (per la musica), Amore (per la vita), libertà (per lo spirito).
Renato: sincerità, identità, purezza
MAURIZIO DONINI
Band:
Pietro Baffa – voce
Renato Caruso – chitarra
https://www.renatocaruso.it
www.youtube.com/@respiroacustico
open.spotify.com/artist/6sByD5WNvaq1AGNN6Av9Sn
CEO & Founder di TuttoRock - Supervisore Informatico, Redattore della sezione Europa in un quotidiano, Opinionist in vari blog, dopo varie esperienze in numerose webzine musicali, stanco dei recinti mentali e di genere, ho deciso di fondare un luogo ove riunire Musica, Arte, Cultura, Idee.




