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OMOSUMO – meeting in locomotiv club bologna

OMOSUMO – meeting in locomotiv club bologna

Omosumo 2

Abbiamo con noi gli Omosumo, trio formato da Angelo Sicurella, Roberto Cammarata e Antonio Di Martino (Dimartino). Dopo avere recensito il debut “Surfin’ Gaza”, stasera faremo il live report del loro concerto, ma intanto abbiamo approfittato per intervistarli durante il soundcheck al Locomotiv Club di Bologna.

Come nascono gli Omosumo?
Siamo tutti di Palermo e ci siamo conosciuti lì. In realtà ci conosciamo da tanto tempo.

Il vostro disco rientra in un genere difficilmente inquadrabile.
C’era anche il batterista, poi se ne è andato e allora ci siamo adattati con basso-chitarra-drum machine

Le vostre influenze?
Led Zeppelin, prog-rock italiano, questa estate abbiamo fatto anche un corso di storia del metal mentre facevamo trasferte di 800 km. in auto. E’ vero che proprio per sfuggire ad un genere preciso abbiamo voluto fare un disco che ci piacesse ascoltare.

Surfin’ Gaza parla di surf, ma voi benchè viviate in una città sul mare, non surfate.
Ci è piaciuta l’idea di questo club di surfisti dove andavano e surfavano assieme israeliani e palestinesi, il nostro disco non vuole essere un proclama politico, ma è puntato sull’idea dell’abbandono. Non abbiamo puntato tanto sul fatto della politica, ma ci è piaciuta l’idea in sé. Poi mentre registravamo questo club, era nella zona da cui partivano i razzi verso Israele, fu bombardato e distrutto.

Mi piace tantissimo Ahimanà, un pezzo che peraltro nelle altre recensioni non è messo in particolare evidenza?
Abbiamo remixato pezzi di voci di una band del Mali che fa desert rock. I Tinariwen. Abbiamo campionato il tutto e tirato fuori il risultato finale che hai sentito.

Cosa vi piace ascoltare?
Dai Led Zeppelin al desert rock, da Bombino aNusrah Ali Fateh Khan del Pakistan che è molto valido, poi cantautorato estero, soprattutto canadese.

Progetti futuri? Nuovo album a quando?
Suonare, adesso abbiamo appena iniziato il tour, per cui staremo tanto in giro a suonare. Poi abbiamo già pronte cose nuove, forse il nuovo album non tarderà tanto.

Nowhere è stato il primo estratto.
Dopo le prime cose abbiamo deciso di andare in montagna a comporre, e abbiamo composto un singolo lì ed un altro alla Vucciria. Nowhere era stato escluso dall’album, poi ha avuto ottimi riscontri ed è diventato il nostro primo singolo.

Avete fatto molta notizia con il fatto di suonare dentro un acquario.
Sì, ma adesso abbiamo smesso, era una struttura con una intelaiatura metallica e tutto il cellophane attorno, ma ci voleva un’ora solo a montarla, abbiamo dovuto lasciare perdere.

La foto di copertina ricalca l’aggettivo che vi contraddistingue: “esplosivi”.
Sì è venuta molto bene, siamo lì in volo, è stato un caso, ma di grande effetto e ci è piaciuta molto.

Cosa vi sarebbe piaciuto fare e non avete ancora realizzato?
Volevamo andare ad una carovana di desert rock in Mali, dovevano esserci una decina di date, poi è scoppiata la guerra ed il tutto è saltato, ma prima o poi….

MAURIZIO DONINI

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